Viaggio in Italia

Un’estate a cinque stelle: 16 novità di lusso per le prossime vacanze

Dalla Sicilia a Trieste, passando per Roma e Firenze, le nuove aperture all’insegna dei valori post-Covid, come la sostenibilità, l’autenticità e i grandi spazi per la privacy

di Sara Magro

6' di lettura

Nonostante il periodo, i progetti di alta hotellerie in Italia non si fermano. Anzi, negli ultimi due mesi alcune delle più prestigiose compagnie alberghiere internazionali, come Rosewood, Oetker, Aman, Six Senses e Four Seasons, hanno annunciato cinque stelle lusso nelle città d'arte e nelle località classiche di vacanza tra il 2022 e il 2023.

Non solo, è stato presentato anche qualche progetto innovativo italiano, per esempio Palazzo dell'agricoltore a Parma, che apre nel 2023 con un modello di ospitalità “rigenerativa”, grazie all'impegno di due aziende locali: Davines Group e Chiesi Farmaceutici. L'idea è di accogliere i viaggiatori ma anche ai parmensi che voglio concedersi una micro vacanza di relax e benessere.

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E intanto? Entro la prossima estate 2021 sono previste diverse inaugurazioni nella categoria “lusso”, focalizzate sulle tendenze del turismo, anche pre-Covid: attenzione alla sostenibilità e all'autenticità, camere grandi e luminose adatte a soggiorni più lunghi, e sempre più spazi privati apprezzati in quest'epoca di distanziamento sociale. Sono alberghi con coerenza architettonica, un tema molto attuale, e con una cucina ricercata, spesso firmata da cuochi famosi. Qui vi raccontiamo i più interessanti, anche se molti non hanno ancora fissato le date ufficiali di apertura, in attesa dei prossimi provvedimenti e dell'andamento della pandemia.

Verso l’estate, le novità dagli hotel di lusso

Verso l’estate, le novità dagli hotel di lusso

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Cinque stelle internazionali: design e alta cucina

Villa Igiea è una delle inaugurazioni più attese dopo l'acquisizione da parte di Rocco Forte. La dimora Liberty della famiglia Florio è da più di un secolo uno degli alberghi più eleganti di Palermo, con i suoi saloni da ballo e i giardini che digradano fino al mare. A maggio riapre dopo una completa ristrutturazione. «Ci muoviamo con grande sensibilità, consapevoli dell'intensità del progetto. Elimineremo gli elementi aggiunti dalle proprietà passate, e valorizzeremo il magnifico patrimonio che abbiamo a disposizione», spiega Sir Rocco, forte di una squadra ormai assodata: la sorella Olga Polizzi con Paolo Moschino per il design, e lo chef Fulvio Pierangelini per la cucina regionale.

A Taormina, a giugno, riapre anche il San Domenico Palace, ora sotto la prestigiosa insegna di Four Seasons: a parte la posizione strepitosa a picco sul mare, la conferma dello chef Massimo Mantarro al ristorante due stelle Michelin, e il numero delle camere (111 comprese le suite) si resta in attesa di altre novità.

Altra meta del turismo classico italiano è Portofino, dove lo Splendido Mare Belmond, con le sue 14 camere in una delle piazzette più chic del mondo, emerge da un restyling a cura dello studio Festen, di due giovani architetti francesi, e cucina firmata dai fratelli Cerea. In ogni dettaglio si trovano riferimenti alla storia marinara del porticciolo, dai legni verniciati a mano ai motivi sui tessuti, alle 7mila piastrelle del ristorante fatte da un artigiano ligure, che danno l'illusione di camminare nell'acqua.

Internazionale ma di proprietà italiana, anche il gruppo Baglioni Hotels è in pieno sviluppo con diversi progetti, il primo dei quali – a nord di San Teodoro in Sardegna - è un resort con ville, spa e piscine, nell'area marina protetta davanti all'isoletta di Tavolara. Un posto incantevole, tra un mare spettacolare e un entroterra ancora selvaggio, con Claudio Sadler alla cura della cucina.

Il lusso indipendente

Nelle località di villeggiatura italiane di moda, è in corso un rinnovamento che coinvolge anche imprenditori più piccoli e indipendenti. In Sicilia, nell'incantevole Val di Noto, tra borghi barocchi e le spiagge “caraibiche” dello Ionio, il San Corrado era la residenza del principe Nicolaci trasformata in un resort con suite e ville dallo stile contemporaneo disposte attorno a una grande piscina, spa biologica e cucina firmata Ciccio Sultano, interprete della tradizione siciliana con due stelle Michelin.

Il nuovo indirizzo di Amalfi è Borgo Santandrea, recupero di un castello che dalla montagna scende fino alla spiaggia privata su progetto dell'architetto Rino Gambardella, con interni di Nikita Bettoni, e paesaggio di Philip Adiutori. Insieme hanno realizzato un hotel classico con colori mediterranei e ispirazioni a Gio Ponti, 44 camere vista mare.

A Limone sul Garda, in aprile, inaugura il resort Eala, con camere affacciate sul lago e servizi personalizzati come il transfer in elicottero da casa, dall'aeroporto e per le gite. L'alternativa ecologica è arrivare con la navetta elettrica a emissioni zero e girare i dintorni e il poetico lungolago in e-bike.

Per soddisfare il gran bisogno di natura

Un capitolo a sé meritano i nuovi alberghi che fanno dell'identità locale una scelta, tema a cui sono particolarmente sensibili gli ospiti, più a loro agio quando prenotano luoghi che rispettano il territorio e se ne fanno custodi. Casa di Langa, alle porte delle Langhe, è uno di questi. Affacciato con le sue 39 camere e suite su vigneti, boschi e colline, il boutique hotel è un ambasciatore della cultura piemontese attraverso il design, il cibo e le attività che propone, dai corsi di cucina alla wine academy, dalla caccia al tartufo alla scoperta dei monumenti e dell'arte.

Tra le novità c'è anche il Casciani Eco Retreat, una riserva naturale tra i graniti della Gallura e il mare della Costa Smeralda. Dal primo maggio, si possono prenotare le 15 camere con piscina e pranzare sotto gli ulivi, davanti al mare e veleggiando al tramonto tra le isole della Maddalena.

Anche a Nardò, nel Salento meno battuto, una residenza nel centro del paese trasformata in Casa a Corte, una guesthouse di cinque camere da Anne Benichou e Sylvain Greiner, una coppia francese proveniente dall'ospitalità di lusso (si sono conosciuti al Ritz Paris, uno degli alberghi più esclusivi del mondo) che ha scelto l'Italia per realizzare una collezione di piccoli hotel AS Luxury. Per il primo a Nardò hanno recuperato ogni piccolo reperto, hanno lavorato con gli artisti e gli artigiani locali, e quando apriranno a giugno avranno una cuoca pugliese per i pranzi a domicilio e le lezioni di pasticciotti, le saponette sono all'olio di oliva profumate con fiori che crescono nei dintorni.

Casual o chic nelle città d'arte

Anche nelle città d'arte, nascono indirizzi all'insegna del “piccolo è bello”, con architetti creativi e accoglienza a cinque stelle. Spesso sono spazi con una vita precedente come il Vico, in un cortile della vecchia Milano (corso Genova 11), che - racconta Neri Baccheschi Berti, 29 anni - era lo showroom di moda della madre. «Volevo farci uno spazio di smartworking, poi ho pensato che sarebbe stato meglio fare un satellite urbano del Castello di Vicarello, il resort di famiglia in Maremma». Ne sta ricavando sette camere, ognuna su due livelli, e una lounge conviviale con materiali preziosi, come le gueliz marocchine e il marmo verde di Tinos.

A Firenze, Il Tornabuoni ha due ristoranti e 62 camere dal design firmato dall'architetto Andrea Auletta nel centralissimo Palazzo Minerbetti: arancio, pavone, grigio e senape sono i colori ricorrenti che si intonano ai soffitti affrescati o a cassettoni.
A Roma si attende il Maalot Hotel, altro 5 stelle in stile british realizzato dallo studio di architetti RPM Proget in un palazzo dell'Ottocento, dove ha soggiornato anche il compositore Gaetano Donizetti. Le 30 camere si aprono con chiavi vere, e sono una diversa dall'altra, con tappezzerie in stoffa, moquette, cabine armadio e bagni in marmo. Gli spazi comuni e il ristorante hanno l'atmosfera di una residenza inglese tradizionale, con pareti scure, quadri e foto appese, una preziosa collezione di oggetti.

In primavera inaugura anche l'Atelier Inès, un piccolo albergo nel Rione Vergini di Napoli ispirato all'opera di Annibale Oste che lavorava al pianterreno della palazzina. Si soggiorna tra le sue sculture e i suoi pezzi da collezione.

Rigenerare e rigenerarsi

Infine, alcuni hotel hanno cambiato concept o stile, anticipando il turismo post-Covid. Nel primo caso rientra The Place, che riapre a Firenze i primi di aprile con un nuovo nome (prima era JK Place) e un nuovo approccio all'ospitalità. Mantiene lo stile di raffinata residenza rinnovato dall'architetto Luigi Fragola, e si propone come “casa del viaggiatore“, con posizione centrale nella spettacolare piazza Santa Maria Novella, e un ruolo evoluto del direttore generale, qui interpretato da Claudio Meli: non solo un accogliente padrone di casa, ma anche un esperto conoscitore della sua città, che sa come aprire ogni porta per i suoi ospiti, indirizzandoli nelle esperienze. Il progetto rivoluziona proprio l'idea di albergo di lusso, che porta una clientela internazionale e colta alla città, nelle botteghe di artisti e artigiani, in un circolo virtuoso e rigenerante.

A fine maggio anche Trieste riavrà il suo storico cinque stelle, il Grand Hotel Duchi D'Aosta in piazza Unità d'Italia, tra le più grandi d'Europa affacciate sul mare. Senza perdere il suo fascino originale, godrà di tutto il suo prestigio grazie a un'elegante riqualificazione dell'architetto Egidio Panzera, e al ristorante Harry's Piccolo, dove Matteo Metullio e Davide de Pra hanno appena meritato una seconda stella Michelin.

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