Intervista Valeria Fascione

«Un Fondo regionale dedicato alle startup»

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2' di lettura

«Stiamo programmando un nuovo strumento di ingegneria finanziaria, già inserito nel Dris, il documento di orientamento strategico regionale. Sarà dotato di risorse regionali e di uno o più fondi per sostenere le fasi di seed e scaling up di startup». Valeria Fascione è l'assessore alla innovazione della Regione Campania che, in stretto raccordo con le università campane, ha voluto che si investisse molto sulla nascita e sullo sviluppo di startup e pmi innovative.

Quanto potrà investire la Regione?
Al momento non posso essere più precisa poichè il nuovo Fesr non è stato ancora finalizzato a livello comunitario quindi non sappiamo quante risorse avremo per attivare strumenti di ingegneria finanziaria. Di certo puntiamo a mettere insieme fondi pubblici e privati.

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La Campania è una delle regioni meridionali in cui negli ultimi anni è nato il maggior numero di startup. Ma il mondo degli investitori è qancora lontano da questa regione come da tutto il Mezzogiorno. Come mai? 
È vero, nella nostra Regione abbiamo ormai sostenuto due generazioni di startup. Oggi possiamo dire di aver creato un vivaio importante: mi risulta che siamo a quota mille. È indubbio che sia necessario dare risorse a questo vivaio e che finora non è stato facile attrarre fondi di investimento. Ma qualcosa sta cambiando.

A cosa si riferisce?
L'intervento di Cdp Venture ha senz’altro smosso le acque e dato frutti interessanti. E la Campania ha dato risposte interessanti. Sono 17 le startup campane delle 48 in cui il fondo di Cdp è intervenuto. E sono pari al 40% del totale.

Quale indicazione trae da questa esperienza?
Un sistema di accompagnamento è quello che ci vuole. Non servono solo risorse economiche, ma un supporto in diversi ambiti. Pensiamo, a esempio, a tanti spin off universitari, che ancora si rivelano estranei a logiche di mercato e che invece devono essere messi in condizione di dialogare con il mondo fuori dagli atenei.

Cosa fare al Sud per guadagnare l’attenzione degli investitori? 
Non possiamo rimanere ad aspettare. Dobbiamo essere un pò più aggressivi, proporci, fare di tutto per attrarre. Un lavoro che non può fare il singolo imprenditore, né da sola la regione, ma tutti con un lavoro di squadra: compreso acceleratori, poli di ricerca e di trasferimento tecnologico, campus universitari, grandi e piccole imprese. Abbiamo costruito un sistema che opera in sinergia. Insomma un humus che deve dare molti frutti».

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