Graffi e stroncature: l’archivio di Vivissime condoglianze

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Un frac salvato dal crac


1' di lettura

Dopo il polverone sollevato da quei triestini che non vogliono il monumento a D’Annunzio, Milano non ha registrato obiezioni per il restauro del frac di Toscanini. Tutti d'accordo: andava sistemato. Il lavoro certosino è stato portato a termine dallo stilista Federico Sangalli (il suo atelier milanese di via San Primo 4 ci ha lavorato qualche mese) e ora l’indumento del celebre direttore è fuori pericolo da tarme e crollo strutturale. Qualche timore, però, aleggiava. Mentre i manipoli politicamente corretti protestavano a Trieste, qualcuno avrebbe potuto dire la sua a Milano. Con l’aria che tira, ogni scusa è buona. Perché? Per il semplice motivo che Toscanini si recò a Fiume e fu amico di D’Annunzio. Si scrissero tanto. Si adoravano. E se avesse indossato proprio là il frac? Speriamo che una delegazione non si rechi al Conservatorio Verdi di Milano, dove l’indumento è esposto, per verificare e poi cominciare a rompere. Di certo è possibile notare che il tessuto è stato rivitalizzato; la fodera, curata con tulle (che è trasparente), rivela le agitazioni cui fu sottoposta. Per dirla in breve: il maestro amico del Vate, non più alto di un metro e sessanta (il frac conferma), dirigeva sottoponendo il suo sistema nervoso a pressioni ardite. Insomma, confessa lo stilista Sangalli, il frac era usurato più dal temperamento che dagli anni. E se fosse ancora vivo Toscanini? Dopo una pacca sulla spalla a Federico, è bene non immaginarsi cosa direbbe delle cose triestine. Lui, che per una nota sbagliata durante le prove, tirava moccoli.

(Modesto Michelangelo Scrofeo)

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