Cinema

Un grande Michael Keaton al McDonald's

di Andrea Chimento

Michael Keaton protagonista del film di John Lee Hancock, “The Founder”

2' di lettura

La nascita di McDonald's raccontata in un film: tra i titoli più attesi del weekend in sala, «The Founder» narra l'incredibile storia vera di Ray Kroc, un rappresentante di frullatori che, negli anni Cinquanta, s'imbatte in un chiosco di hamburger in California gestito dai fratelli McDonald. Colpito dal sistema utilizzato per vendere il cibo, Kroc decide di entrare in affari con loro: sarà il primo passo nella creazione di un impero mondiale con protagonista la ristorazione “fast food”.

Diretto dall'esperto di biopic John Lee Hancock (regista che aveva già raccontato la vita del giocatore di football americano Michael Oher in «The Blind Side» e il rapporto tra Walt Disney e la scrittrice P.L. Travers in «Saving Mr. Banks»), «The Founder» è un lungometraggio interessante, anche se piuttosto convenzionale, che descrive minuziosamente la fondazione di McDonald's, risultando però spesso didascalico e incapace di regalare grandi guizzi.

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È un'opera che riesce bene a intrattenere, priva di evidenti sbavature ma poco coraggiosa e debole nell'offrire validi spunti su cui riflettere.

Certamente godibile per chi non conosceva il personaggio, decisamente meno suggestiva per chi sa già qualcosa sulla nascita del colosso dei fast food.

L'elemento di maggior spicco è senza dubbio la performance di Michael Keaton nei panni del protagonista: l'attore classe 1951 si conferma in uno dei momenti più significativi della sua carriera dopo le ottime prove in «Birdman» di Alejandro González Iñárritu e ne «Il caso Spotlight» di Thomas McCarthy (due titoli entrambi premiati con il premio Oscar per il miglior film).

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Pellicola particolarmente attesa è anche «Allied», ultima fatica di Robert Zemeckis con Brad Pitt e Marion Cotillard.

Ambientato a Casablanca nel 1942, il film racconta di una spia canadese e di un agente della resistenza francese che, impegnati in una missione per assassinare un ambasciatore tedesco, scoprono un'attrazione reciproca che li porta a unirsi in matrimonio una volta rientrati in territorio inglese. La loro quotidianità, però, viene turbata da un terribile sospetto...

Spionaggio, intrighi, colpi di scena: mescolando spy-movie e melodramma, Zemeckis firma un affascinante omaggio ai generi classici hollywoodiani, dimostrando la solita grande attenzione al racconto (la sceneggiatura è di Steven Knight, già autore degli script di «Piccoli affari sporchi» e «La promessa dell'assassino»).

Peccato che dopo una notevole prima parte il film risulti spesso statico nella seconda, incapace di sviluppare a dovere gli spunti iniziali e non sempre coinvolgente al punto giusto. Meglio Marion Cotillard di Brad Pitt, decisamente imbambolato e mai intenso come dovrebbe.

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