Viaggi d'arte

Un'isola italiana negli Usa: la collezione di Nancy Olnick e Giorgio Spanu

Un progetto a favore della conoscenza dell'arte italiana oltreoceano, che spazia dai vetri del Novecento ai poveristi, fino alle ultime generazioni.

di Patrizia Sandretto Re Rebaudengo

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Mostra ARTE POVERA al Magazzino Italian Art. Foto di Alexa Hoyer.

Un progetto a favore della conoscenza dell'arte italiana oltreoceano, che spazia dai vetri del Novecento ai poveristi, fino alle ultime generazioni.


3' di lettura

Quando raccontano della loro vita insieme, Nancy Olnick e Giorgio Spanu iniziano sempre dal luogo di nascita: due isole, mi dicono sorridenti, Manhattan a New York e la Sardegna in Italia. L'acqua è un elemento che ritorna nella loro storia. Disegna il paesaggio della Valle dell'Hudson, dove hanno insediato il loro progetto a favore della conoscenza dell'arte italiana oltre oceano. Hanno una casa bellissima a Garrison, sede dal 2003 al 2015 dell'Olnick Spanu Art Program, e nel 2017 hanno aperto a Cold Spring il loro museo, il Magazzino Italian Art .

QUANDO E COME AVETE INIZIATO A COLLEZIONARE?

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Con una Clessidra di Paolo Venini, acquisita alla fine degli anni Ottanta a un'asta newyorkese. Quell'oggetto, blu cobalto e verde smeraldo, è l'origine della nostra collezione di vetri di Murano del XX secolo, con pezzi datati dagli anni Dieci, firmati da designer come Carlo Scarpa e Thomas Stearns. Nel 2000, l'American Craft Museum di New York (oggi Museum of Arts and Design) ha dedicato alla raccolta una grande mostra itinerante negli Stati Uniti e conclusa a Milano. Abbiamo sempre amato l'arte, l'Espressionismo astratto, la Pop Art; poi, durante una visita alla mostra Arte Povera in collezione, al Castello di Rivoli nel 2001, ci siamo innamorati delle opere e degli artisti di questo movimento. Nel tempo il nostro interesse si è spinto fino alle giovani generazioni italiane.

QUAL È STATA LA VOSTRA PRIMA ACQUISIZIONE? E L'ULTIMA?

La prima opera di Arte Povera è stata una Mappa di Alighiero Boetti, del 1983. L'ultima, Il metro infinito di Mario Merz, del 1972.

COME SI INIZIA UNA COLLEZIONE E COME PUÒ ESSERE SVILUPPATA? QUAL È IL VOSTRO CONSIGLIO?

Nello scegliere l'Arte Povera, abbiamo capito che un focus definito rende una collezione più potente. Qualunque sia la linea, è fondamentale guardare, ascoltare esperti e studiare l'opera da vicino, approfondendo il suo contesto storico, culturale e politico. La nostra regola è: studia, fai i compiti e acquista sempre ciò che ami.

QUALI SONO GLI ARTISTI EMERGENTI DA TENERE D'OCCHIO?

Per noi, i dieci artisti di The Olnick Spanu Art Program: Giorgio Vigna, Massimo Bartolini, Mario Airò, Domenico Bianchi, Remo Salvadori, Stefano Arienti, Bruna Esposito, Marco Bagnoli, Francesco Arena e Paolo Canevari.

COME POSSIAMO CAPIRE SE IL PREZZO RICHIESTO PER UN'OPERA È CORRETTO?

Con ricerche approfondite su ogni lavoro, sul suo significato, i materiali, il valore di mercato. Consultiamo regolarmente i risultati d'asta e chiediamo consiglio ai professionisti di cui ci fidiamo. Il nostro principio è: se ami l'opera, non ti pentirai mai del prezzo che hai pagato!

COME È NATO MAGAZZINO ITALIAN ART? LA SUA STORIA, LE SUE ATTIVITÀ, IL NUOVO SPAZIO, LE PROSSIME INIZIATIVE.

Magazzino Italian Art ha aperto il 27 giugno 2017. Ci permette di condividere la nostra passione e di esplorare, attraverso la programmazione espositiva, l'impatto e la risonanza, a livello globale, dell'arte post-war e contemporanea italiana, sulla quale è focalizzato anche il nostro centro di ricerca, con un archivio e una biblioteca di oltre 5mila volumi. Ospitiamo cicli di conferenze con artisti, lezioni accademiche, proiezioni di film, concerti, presentazioni di libri e laboratori che celebrano la cultura italiana.

QUANTO SONO IMPORTANTI LA COMMITTENZA E LA PRODUZIONE DI NUOVE OPERE NEL VOSTRO MODO DI COLLEZIONARE E NELLA PROGRAMMAZIONE DI MAGAZZINO ITALIAN ART?

Sono essenziali per il museo: favoriscono la proliferazione di nuove idee e relazioni. Offrono al pubblico l'occasione per interagire con l'opera, come nel caso della performance collettiva Red Regatta di Melissa McGill alla Biennale di Venezia del 2019. Il coinvolgimento delle persone è alla base delle azioni che abbiamo realizzato a Cold Spring: nel 2017 la Walking Sculpture di Michelangelo Pistoletto e, due anni dopo, The School of Narrative Dance di Marinella Senatore. Il nostro progetto più recente, Homemade, si è svolto durante il lockdown e ha prodotto le opere di otto artisti italiani, ora in mostra al Magazzino.

Ritratto diNancy Olnick e Giorgio Spanu. Foto di Marco Anelli

COME PENSATE CHE L'EMERGENZA SANITARIA DOVUTA AL COVID-19 CAMBIERÀ IL MONDO DELL'ARTE?

Il Covid-19 ha avuto un enorme impatto a livello globale, nonché sul mondo e sul mercato dell'arte. Abbiamo riaperto il museo in luglio e la risposta dei visitatori è stata travolgente. Siamo ottimisti: l'arte saprà riemergere e diventerà più dinamica che mai. Come dicevano i poveristi, l'arte è vita!

POTETE DARCI QUALCHE CONSIGLIO PER UNA VACANZA VICINO AL VOSTRO MUSEO?

Magazzino Italian Art si trova a Cold Spring, un incantevole villaggio nella Hudson Valley, circa 80 chilometri a nord di New York. Tra le istituzioni artistiche della zona, consigliamo The Russel Wright Art Center e Storm King Art Center, Boscobel House and Gardens e West Point Academy e, più a nord, Dia:Beacon e Mass Moca. Per i ristoranti, adoriamo Dolly's a Garrison, Juanita's Kitchen a Nelsonville, Cathryn's e Riverview a Cold Spring.

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