ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùl’osservatorio del politecnico

Un italiano su tre utilizza servizi fintech, meno digitali le Pmi

Si allargano i confini dei servizi finanziari: oltre a Big tech, in gioco anche utilities, retail, tlc e automotive

di Pierangelo Soldavini

Fintech, crescita costante dei pagamenti digitali

Si allargano i confini dei servizi finanziari: oltre a Big tech, in gioco anche utilities, retail, tlc e automotive


2' di lettura

Dall’Open banking all’Open Finance. La rivoluzione digitale investe finanza e assicurazioni portando banche e attori tradizionali a competere con imprese innovative e Big tech, insieme a utilities, retailer, operatori tlc e case automobilistiche, allargando lo scenario competitivo a tutte le componenti del mondo finanziario. L’ecosistema italiano del fintech è partito in ritardo ma sta accelerando, anche se rimane un problema culturale che frena gli attori più tradizionali e una carenza strutturale di capitali per alimentare le nuove idee.

È questo il quadro composito che emerge dalla ricerca dell’Osservatorio Fintech & Insurtech del Politecnico di Milano, presentato oggi a Milano.

Tredici milioni di utenti
Sono ben 12,7 milioni - poco meno di uno su tre in età tra 18 e 74 anni - gli italiani che a oggi utilizzano già un servizio fintech, mostrando elevati livelli di soddisfazione. I servizi più utilizzati sono i pagamenti mobili (14%) e i chatbot per comunicare con la banca (10%), mentre tra i meno usati figurano le assicurazioni on demand e quelle con premi basati sul comportamento.

Fintech, crescita costante dei pagamenti digitali

Nella gestione del risparmio il 40% non si affiderebbe a nessun attore, ma quelli preferiti rimangono i tradizionali come operatori postali e bancari. I più giovani (18-24 anni) guardano però con interesse anche a produttori di smartphone e startup. Per quanto riguarda le assicurazioni solo il 14% ha già acquistato una polizza completamente online.

Pmi meno innovative
Tra le Pmi manca ancora una cultura innovativa matura: il 36% delle imprese non ha mai fatto uso di prodotti e servizi finanziari, anche se i canali di utilizzo sono spesso digitali. Il 64% delle Pmi italiane usa prodotti quali anticipo fatture, prestiti a medio-lungo termine e leasing.

I canali consumer
Ormai il 20% degli utenti bancari si collega da smartphone e tablet. La quota degli utenti da pc rimanedecisamente maggiore (48%), ma per la prima volta risulta in calo sul totale dei clienti (-3%). Mentre prosegue tra gli istituti la tendenza alla chiusura delle filiali, nel 2018 sono aumentate le filiali evolute (l’11% del totale, +4%), dotate di postazioni self service.

A fine 2018 il mercato italiano contava più di 20mila sottoscrittori ai roboadvisor, tramite i quali i clienti hanno investito tra i 20 e i 30mila euro l’anno.

Startup in crescita
Sono 326 le startup fintech e insurtech attive in Italia, con una raccolta complessiva di finanziamenti pari a 2,6 milioni per azienda , con capitali non ancora consistenti. Fanno eccezione un paio di casi: i 100 milioni di Prima Assicurazioni e gli oltre 70 milioni di MoneyFarm.

I settori in cui operano le fintech sono eterogenei: dai servizi bancari (42%) ai servizi tecnologici orientati al mondo finanziario e assicurativo (25%). In ogni caso tra le fintech prevale il modello di business basato sulla Psd2, incentrato su Api, i sistemi software che permettono di dialogare con altri software in maniera semplice e rapida.

Per approfondire:
Big tech alla carica delle banche globali

Google e gli altri nell’ambito fintech

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