Milano Design City 2020

Un laboratorio per la trasformazione ecologica del design

Tessuti che purificano l'aria, inserti assorbi-rumori, imbottiti intelligenti. Invenzioni che sembrano fantascienza sono concretezza produttiva

di Alexis Paparo

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Letto Bio-mbo di Patricia Urquiola, collezione CASSINA I Contemporanei. Il pezzo integra nel giroletto il tessuto purificante theBreath® e, nella testiera, Soundfil®,un prodotto fonoassorbente ecologico e riciclabile(letto da 1.670 €, testiera da 1.995 €).

Tessuti che purificano l'aria, inserti assorbi-rumori, imbottiti intelligenti. Invenzioni che sembrano fantascienza sono concretezza produttiva


3' di lettura

La collezione 2020 di Cassina Lab declina in vari prodotti quattro nuovi materiali riciclati ed ecologici, frutto della collaborazione con il Poli.design del Politecnico di Milano. «Siamo partiti più di un anno fa. Non saremmo riusciti a sviluppare un progetto così articolato internamente», racconta Luca Fuso, l'amministratore delegato dell'azienda, impegnato a definire un nuovo corso. Quello per cui in un oggetto, la responsabilità ambientale e sociale smettono di essere un bell'accessorio e diventano la base di partenza per la sua ideazione. «Così abbiamo scelto di collaborare con chi fa ricerca di mestiere, partendo dalla valutazione del costo della sostenibilità e della roadmap per raggiungerla».

La controparte di Cassina al Poli.design è un team di circa 15 persone fra ingegneri, architetti, chimici, designer, che lavora secondo tre direttrici. «Aumentare il livello di sostenibilità dei prodotti, partendo dai nuovi e allargando l'adozione delle alternative green a tutta la collezione. Inventare o importare da altre industrie materiali intelligenti che possano dare migliori prestazioni funzionali e ambientali. Infine, il benessere, che per noi è qualcosa di tangibile, misurabile. La sua prima applicazione concreta è nella collezione notte, con theBreath® e Soundfil®», continua Fuso.

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In Bio-mbo di Patricia Urquiola, il tessuto theBreath®, che assorbe e disgrega le particelle nocive, purifica il volume d'aria di una stanza di circa 22 metri quadri.

L'inserto in Soundfil® – un prodotto fonoassorbente, ecologico e riciclabile – assimila le frequenze del parlato nella zona della testiera, evitando il riverbero. Entrambi sconfineranno in altre zone della casa e interesseranno anche i complementi.

Luca Fuso, ad di CASSINA.

Gli altri due materiali intelligenti sono declinati su divani, poltrone e cuscini. L'imbottitura dei Sengu Sofa, Duc-Duc e Mex-Hi è realizzata in fibra di plastica riciclata proveniente da Plastic Bank . Le 500 bottiglie di plastica che costituiscono l'imbottitura di un Sengu da tre posti non si vedono, ma l'avvolgenza e la migliorata elasticità si avvertono subito.

La portata della trasformazione si coglie nella capacità di rimettere in discussione anche pezzi che hanno scritto la storia del design, e non solo del brand. Spiega Fuso: «Abbiamo inserito il pet riciclato e un poliuretano con polioli derivati da fonti bio rinnovabili (e più sostenibile del 23 per cento) nelle poltrone LC2 e LC3 Fauteuil Grand Confort Durable di Le Corbusier, Pierre Jeanneret e Charlotte Perriand. Questo, d'accordo con gli eredi, per mostrare che si può rileggere, alla luce di nuove sensibilità, anche un'icona. Lo faremo ovunque sarà possibile nella collezione dei Maestri».

Uno degli obiettivi più ambiziosi è l'eliminazione del poliuretano. L'azienda vuole farsi promotrice del cambiamento, ma anche il sistema distrettuale dell'arredo deve trasformarsi. «Cassina è stata la prima, 60 anni fa, a usare il poliuretano, poi adottato universalmente per le imbottiture, adesso è giusto che sia all'avanguardia nello studio di soluzioni innovative e alternative».

Se il percorso intrapreso mira alla circolarità, non è casuale parlare della seconda vita dei materiali. Esordisce il professor Davide Bruno, responsabile scientifico di Poli.design: «Stiamo lavorando al concetto di upcycling, per rendere i prodotti facilmente separabili nei loro componenti di base, così da agevolare il percorso successivo di riciclabilità».

Il divano Sengu Sofa, per esempio, è realizzato tenendo questo in mente: tutti i componenti sono facilmente disgiungibili.

«Penso a un futuro in cui l'azienda sostituisca solo alcune parti di un prodotto e rigeneri i materiali. Infatti, oltre agli imbottiti, siamo al lavoro sulle cerniere, gli incastri, le strutture». Secondo Bruno, in questo momento si potrebbe inventare – citando Star Trek – anche l'alluminio trasparente. È questione di volontà. Ma, a dispetto della cosiddetta rivoluzione invisibile, il professore è convinto che la sostenibilità vada vista, toccata, manipolata.

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