Salerno/Ristorazione

Un locale al porto di Marina D’Arechi

di Vera Viola


1' di lettura

La cucina del Cilento nel porto turistico di Marina D’Arechi, a Salerno. L’iniziativa è di due giovani compagni di vita: lei, Anna Scovotto di 32 anni laureata in scienze del turismo; lui, Luca Petraglia di 35 con diploma di chef .

«Ci occupavamo di ristorazione da tempo a Paestum - racconta Anna – ma avevamo il sogno di avviare l’attività in un bel locale. Quando abbiamo visitato per caso il porto di Marina D’Arechi ce ne siamo innammorati».

La domanda di incentivi a Invitalia per accedere alle agevolazioni di Resto al Sud viene approvata in tre mesi e i lavori partono. I due ristoratori acquistano il locale, lo ristrutturano, tirano su l’insegna: «Amo» col doppio significato di uncino per pescare e voce del verbo amare. C’è una sala interna. Poi viene realizzata una terrazza coperta con ampie vetrate: 50 coperti al massimo. Si dà fuoco ai fornelli nel 2018. Il contributo di Resto al Sud ammonta a35 mila euro di fondo perduto.

«La risposta dei clienti è stata subito positiva - racconta Anna – e speriamo che continui così. Anche se in inverno il ritmo rallenta, noi siamo aperti tutto l’anno».

Lo chef offre un menu di pesce fresco cucinato alla cilentana: alici ripiene, pasta con i gamberi rossi
di Santa Maria, aragoste
di Punta Licosa.

Piatti graditi a quanto sembra agli ospiti illustri di Amo: tra questi l’archistar Santiago Calatrava che ha progettato il porto.

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