innovazione

Un mercato globale da 280 miliardi che si avvicina alle città

Secondo Cisco il traffico dati internet nel 2022 sarà pari a quanto transitato in totale in rete nei trent’anni al 2016

di Pierangelo Soldavini


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(Afp)

2' di lettura

Spotify ha mandato in pensione il vecchio iTunes costringendo Apple a convertirsi allo streaming, sull’onda di quanto successo nei video con Netflix. Ora anche i videogames sono diventati virtuali. Complice anche l’arrivo del nuovo standard del 5G, basta avere una connessione a banda larga e tutto il mondo dell’intrattenimento diventa a portata di smartphone.

La smaterializzazione dell’entertainment non significa certo per questo che nel backstage il mondo virtuale trasformi i bit in ferro, plastica e cemento armato. La cloud, la “nuvola” informatica in cui si stanno affrontando colossi come Amazon, Google e Microsoft, è fatta di un mondo fisico: cavi, rack e cemento a prova di attacchi più informatici che militari, quell’infrastruttura decisamente energivora di data center che rappresenta il sistema nervoso della nuova economia immateriale sempre a portata di mano.

Il mercato dei data center crescerà di 284 miliardi di dollari tra il 2019 e il 2023, stando ai più recenti dati di Technavio, con un tasso di crescita annuo vicino al 20%. Secondo Cisco il traffico dati internet nel 2022 sarà pari a quanto transitato in totale in rete nei trent’anni al 2016: quasi 5 zettabyte, pari a quasi 400 exabyte al mese, il che vuol dire oltre tre volte il traffico di 1,5 zettabyte solo due anni fa. Per avere un’idea uno zettabyte corrisponde a circa 180 milioni di volte la Biblioteca del Congresso di Washington. Solo il traffico dati in mobilità, che oggi non arriva a 40 exabyte al mese, potrebbe quadruplicarsi per il 2025, secondo il Mobility Report di Ericsson, per quasi la metà supportato dalle nuove reti 5G, con una domanda trainata dagli oggetti connessi della Internet of Things.

Oltre all’esuberanza del traffico dati c’è un mondo di informazioni che ormai guida le strategie delle aziende. L’avvento di metodologie di analisi sempre più sofisticate, dal machine learning al deep learning, e l’evoluzione infrastrutturale che punta alla gestione dei dati in tempo reale trasforma l’analytics in una delle priorità per Cio e responsabili dell’innovazione in azienda. Un’evoluzione confermata anche da una crescita sostenuta del mercato di data analytics, con un balzo del 23% a 1,7 miliardi di euro in Italia, secondo l’Osservatorio del Politecnico di Milano. Una sfida che spinge le aziende a trasformare i processi in ottica data-driven per fornire servizi sempre più efficienti e personalizzati.

Il settore sta uscendo dai confini delle imprese più grandi per coinvolgere anche le piccole e medie, che guardano con crescente interesse a questi strumenti in chiave competitiva. Il mercato del cloud sta maturando con offerte diversificate e flessibili per adattarsi alle singole esigenze. Ma uno dei trend che si va evidenziando è quello dell’”edge”, dell’avvicinamento delle elaborazioni al luogo dove le informazioni vengono effettivamente raccolte: la richiesta di aggiornamento e di analisi avanzate in tempo reale spinge sempre più verso l’edge analytics, sempre più “ai bordi” dell’azienda e dei luoghi di raccolta dei dati. Il che significa non troppo lontani dalle città.

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