INTERVISTA a Salvatore Malandrino

«Un miliardo a favore di chi investe nelle Zes della Sicilia»

Il regional manager di UniCredit rilancia sul sostegno all’economia

di Nino Amadore


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4' di lettura

PALERMO - L’ultima operazione è un finanziamento (in tandem con Bpm) del Gruppo Arena, azienda della Grande distribuzione organizzata che ha recentemente acquisito i punti Simply in Sicilia: sul piatto 49 milioni cui si aggiungono 14 milioni per un leasing. Un’operazione di sostegno all’economia della Sicilia firmata per UniCredit da Salvatore Malandrino, 58 anni, siracusano, da quasi tre anni Regional manager Sicilia dell’istituto di credito ma entrato in banca (al credito italiano) nel 1988: «In quanto banca di riferimento per il territorio - dice - intendiamo recitare un ruolo importante nel processo di sviluppo. E questo lo facciamo con una doppia attività: da un lato la tradizionale attività bancaria, dall’altro con una serie di iniziative che hanno l’obiettivo di approfondire le opportunità di crescita delle aziende siciliane su temi come la trasformazione digitale, la qualità dell’offerta, la valorizzazione del brand Sicilia. Giusto per citarne alcune».

Su quali settori , secondo voi, vale la pena puntare oggi in Sicilia?
Noi abbiamo focalizzato la nostra attenzione su ambiti che riteniamo strategici come l’agroalimentare e il turismo che a volte viaggiano su un binari paralleli e il nostro impegno è quello di stimolare le Pmi dei due settori a fare rete.  Va in questa direzione Made4Italy, il progetto lanciato in questi giorni dalla banca con cui ci si impegna a finanziare progetti per le Pmi che prevedono l’integrazione tra i due settori: il plafond su tutto il territorio nazionale è di 5 miliardi. Il protocollo di intesa con Soste di UIisse, la partnership con Assovini Sicilia ed il Cous cous fest vanno in questa direzione.

Quali e quante risorse la banca mette in campo a livello regionale per sostenere l’economia?
Nel triennio 2016-2018 in Sicilia abbiamo finanziato il settore dell’agricoltura con 305 milioni di nuovi affidamenti e quello del turismo con 208 milioni di nuova finanza. E vogliamo crescere ancora nel sostegno a questi due settori, senza però tralasciare una focalizzazione sugli strumenti delle nuove tecnologie. Per quanto riguarda l’agroalimentare, va ricordato che il settore contribuisce in misura rilevante alla formazione del Pil regionale: 5,3% del Pil; valore aggiunto di oltre 4 miliardi e oltre 160mila imprese del settore. Il dato che lo caratterizza è quello di aver resistito più di altri alla crisi degli ultimi anni. Di fronte a un forte indebolimento della domanda interna, l’agroalimentare ha saputo reagire sviluppando quote significative di export con una crescita nel decennio del 68% (4,8% medio annuo).

L’export come chiave per resistere e rilanciare
Bisogna essere focalizzati sull’apertura ai mercati esteri, fondamentale per la crescita delle imprese siciliane. Tuttavia, lo spostamento dal mercato domestico a quello estero porta con sé oltre ad opportunità importanti, anche problematiche di natura finanziaria, contrattuale e fiscale che le aziende sono chiamate ad affrontare in modo sempre più consapevole e strutturato. Il nostro lavoro è quello di affiancarle e aiutarle.

In Sicilia non c’è solo l’agroalimentare, anzi
Lo penso anch’io e lo pensa la banca. Il supporto a favore di realtà imprenditoriali dinamiche della regione da parte di UniCredit è testimoniato da importanti operazioni quali il supporto alla siciliana Irem per la realizzazione di una raffineria all’estero, al Gruppo Arena per la crescita delle rete distributiva in Sicilia, oltre al primo minibond realizzato nell’isola emesso da Irritec per sostenere le strategie di crescita e sviluppo dell’azienda. Ma non c’è solo questo.

Nuovi progetti?
Abbiamo messo a disposizione un miliardo a favore delle imprese che vogliono investire nelle Zes (Zone economiche speciali) della Sicilia.Le Zes rappresentano una importante opportunità e sono in grado di attrarre investimenti grazie ad un agevolato regime fiscale dovuto al credito d'imposta e a semplificazioni amministrative e doganali. Abbiamo intenzione di proporre al governo regionale una serie di iniziative per promuovere queste opportunità all’estero. Tutto ciò senza dimenticare il sostegno quotidiano alle Pmi attraverso un’organizzazione strutturata sul territorio.

Parliamo di start up, UniCredit su questo fronte era avanti: quali e quanti finanziamenti alle start up in questi anni?
Le potrei parlare a lungo di UniCredit Start Lab, il programma di accelerazione lanciato nel 2014 e che prevede, al termine della selezione, attività di sviluppo del network attraverso incontri settoriali con i clienti della banca, mentoring, training manageriale avanzato con la Startup Academy di respiro sempre più internazionale e servizi bancari ad hoc. Nell’ultima edizione, dalla Sicilia sono pervenuti 24 business plan, di cui il 40% da idee imprenditoriali innovative e il 60% da imprese. Quasi la metà delle candidature da neo-imprenditrici.

Il tema del credito resta sempre all’ordine del giorno
A me non sembra ci sia un tema credito. Oltre alle recenti operazioni cui facevo riferimento i dati sono chiari: nel primo semestre di quest’anno abbiamo erogato nuova finanza di medio-lungo termine per oltre 220 milioni alle imprese e circa 500 milioni ai privati; gli stock di impieghi sono in aumento; i clienti imprese in crescita.

In Sicilia sembra aver preso il sopravvento la sfiducia. Che consiglio si sente di dare?
Non un consiglio, ma due. La via per ritrovare competitività e far ripartire l’economia siciliana passa da due strumenti cardine: internazionalizzazione e innovazione. Ma è anche fondamentale mantenere alta l’attenzione sul tema della trasformazione digitale delle imprese che può contribuire a colmare lo storico gap con le regioni più avanzate. E poi: fare rete. L’aggregazione in forme associative permette di accedere a facilitazioni legate alle economie di scala ed eventuali benefici specifici grazie all’appartenenza a filiere di riferimento: il caso di Assovini Sicilia potrebbe essere preso a riferimento anche in altri settori.

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