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Processo tributario, un milione di sentenze per l’algoritmo predittivo

Il programma Prodigit di Mef e Cpgt apre a commercialisti e avvocati e punta a completare entro fine 2023 il software che prevede l’esito delle liti

di Ivan Cimmarusti

I pregiudizi dell'intelligenza artificiale, l'inclusione nei team dell'It e i mestieri del futuro

3' di lettura

Oltre un milione di sentenze delle ormai ex Commissioni tributarie regionali e provinciali, per elaborare la base del primo algoritmo di intelligenza artificiale della giustizia predittiva in ambito fiscale. Il progetto Prodigit, messo a punto dal ministero dell’Economia e dal Cpgt, l’organo di autogoverno, è ambizioso: rendere 2.0 la nuova giurisdizione, recentemente riformata con la legge 130/2022, e rendere più trasparente il contenzioso, consentendo ai contribuenti di conoscere il probabile esito di un determinato tipo di causa nella fase di merito.

La misura, dal possibile effetto deflattivo dei ricorsi, ha sollevato più di una perplessità nei professionisti: il rischio non è solo di dare origine a una giustizia fai-da-te, in cui privati e imprese valutano autonomamente se impugnare una cartella o meno. La principale problematica riguarda la selezione delle sentenze per creare questo sistema: è giusto lasciare questa valutazione al ministero che è parte in causa attraverso l’agenzia delle Entrate? Di fatto la giustizia predittiva, applicata a modelli di intelligenza artificiale, è credibile solo se all’elaborazione e all’alimentazione dell’algoritmo partecipano tutti gli attori. Per questo il Mef e il Cpgt hanno coinvolto in qualità di partner il Consiglio nazionale forense e il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili.

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L’operazione – che vale otto milioni di euro, finanziata con fondi Pon e Next Generation Eu – ha lo scopo di agevolare l’avvio della nuova giurisdizione.

Prodigit

Voluto dal presidente dell’organo di autogoverno Antonio Leone e dalla consigliera Maria De Cono, Prodigit è qualcosa di più del solo modello di giustizia predittiva. È digitalizzazione dei processi interni al Cpgt, restyling del portale istituzionale e potenziamento della banca dati nazionale della giurisprudenza di merito, che diventa accessibile gratuitamente e pubblicamente dal sito web del Consiglio. La fase attuativa è iniziata il 28 giugno scorso e sarà conclusa entro il 31 dicembre 2023.

Il coordinamento è affidato all’attuale direttore nazionale del Massimario, Giuseppe Dongiacomo, al professore dell’Università di Bologna Giovanni Sartor e a Luigia Caputo, del gruppo di governance del progetto. La componente scientifica è costituita dal docente dell’Università bolognese Aldo Gangemi e dal professor Amedeo Santosuosso, di Sogei.

Un milione di sentenze

La fase operativa sarà affidata a circa 90 giudici tributari “massimatori”, gli stessi che compongono gli uffici dei massimari regionali disciplinati dall’articolo 40 del Dlgs 545/92. Del gruppo operativo faranno parte dieci giovani studiosi di diritto tributario, selezionati tramite un bando di imminente pubblicazione.

Il progetto prevede che la sentenza venga acquisita dalla macchina, che restituirà automaticamente un abstract. Il “prodotto” sarà poi sottoposto al vaglio del massimatore per la correzione e il controllo di coerenza e affidabilità. L’operazione è detta di summarising: la macchina, cioè, dovrà essere addestrata. La sua memoria dovrà acquisire un patrimonio conoscitivo formato dalle sentenze degli ultimi anni – indicativamente cinque o sei – ciascuna delle quali corredata della relativa massima, previamente scritta dal massimatore. Maggiore sarà il numero di sentenze e massime memorizzate dal sistema, maggiore sarà la precisione. Allo stato si stima che saranno lavorate oltre un milione di sentenze emesse dalle ormai abrogate Commissioni tributarie provinciali e regionali.

Il laboratorio Tribhub

Parallelamente, Prodigit prevede anche la creazione in via sperimentale di un «laboratorio digitale del giudice», denominato Tribhub. La sperimentazione partirà nelle nuove Corti di giustizia tributarie di secondo grado dell’Emilia-Romagna, Lazio, Liguria, Marche, Puglia, Sardegna, Sicilia e Veneto, oltre che nella Corte di primo grado di Brescia.

Nelle intenzioni, Tribhub dovrà favorire il confronto, la discussione e la condivisione di idee per mettere a punto «buone regole» di gestione, quali l’analisi dei flussi processuali, la rendicontazione delle criticità inerenti l’organigramma delle Corti, i rapporti con il personale e le udienze da remoto.

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