ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùStreet art e riqualificazione

Un murale d'autore all'anno per Milano

Il nuovo murale dello street artist olandese Zedz inaugurato nel quartiere Corvetto è ispirato al pittore Mondrian ed è il primo di una lunga serie

3' di lettura

Si intitola “La tradizione”, il nuovissimo murale d'autore che campeggia da oggi sulla Piazza Angilberto II, via San Dionigi 1, nel cuore del quartiere Corvetto a Milano.
L'ha voluto il Mudec, affidando il progetto di neo-muralismo all'artista olandese Zedz, per rendere omaggio a Piet Mondrian – di cui Zedz è conterraneo – proprio ricordando con quest'opera di street art l'enorme influenza che il pittore olandese lasciò in ogni ambito creativo.

Oltre a essere già noto per aver appreso e reinventato la lezione di Mondrian, l'olandese Zedz è anche riconosciuto come uno tra i più importanti street artist internazionali. Instancabile sperimentatore, porta avanti una ricerca che interseca writing, architettura, graphic design, animazione e wall painting, abbattendo i confini che separano i settori.L'opera di Zedz è la prima di una serie di murales che nei prossimi anni valorizzeranno Milano e i suoi quartieri.

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Il Museo delle Culture e l'Ufficio Arte negli Spazi Pubblici insieme al Consolato dei Paesi Bassi, con la collaborazione di 24ORE Cultura e il sostegno di Gruppo Unipol inaugurano infatti un appuntamento fisso annuale, in cui il Mudec sarà uno dei principali attori della valorizzazione dell'arte urbana, intesa come espressione artistica e contemporaneamente come ambito di ricerca antropologica. L'arte ‘uscirà' fuori dal museo, contribuendo a creare così un prezioso legame tra le istituzioni e le comunità.

Un percorso che il Museo delle Culture sta conducendo da tempo sull'arte pubblica in coerenza con la visione del Comune di Milano, il primo comune in Italia ad avere un Ufficio Arte negli Spazi pubblici, dedicato esclusivamente all'arte urbana, oggi situato al Mudec, e diretto da Marina Pugliese.

L’inedito murale di Zedz rappresenta la finalizzazione artistica dell'area di p.zza Angilberto II, appena rigenerata attraverso il progetto “Piazze Aperte”. Nel 2022 è stata infatti completata la trasformazione definitiva della piazza Angilberto II, in precedenza un semplice incrocio. L’area è stata ridisegnata per creare un nuovo spazio pedonale e potenziare le piste ciclabili esistenti, con nuove aree verdi e un rinnovato arredo urbano, con marciapiedi più larghi per nuove sedute, tavoli da pingpong, piante e rastrelliere per biciclette.

Il Mudec e l’arte urbana: una vision comune

Il Mudec vanta una stretta relazione con il mondo dell’Arte urbana, avendo già lavorato con street artist non solo per progetti espositivi ma anche per interventi nella città di Milano.Le collaborazioni hanno portato, ad esempio, alla realizzazione del progetto di riqualificazione urbana ‘'Un Muro che Unisce'', una galleria a cielo aperto di 400 metri che, all'interno del Municipio 6, collega San Cristoforo al Mudec.

Oltre ai progetti espositivi temporanei quali “A VISUAL PROTEST. The art of Banksy” e “TVBoy. La mostra”, il Museo ha dedicato alla Street Art anche uno spazio all’interno del suo cortile posteriore, dove l'artista SEF.01 ha realizzato un murale in rappresentanza della comunità peruviana milanese.

L’opera di Zedz si inserisce dunque in una visione che prevede un progetto a lungo termine di valorizzazione dell'arte urbana nell'ambito della costante attività di ricerca antropologica, oltreché artistica, su cui il Mudec insiste da sempre, in quanto parte della sua Vision e della sua identità di Museo delle Culture del Mondo.

Chi è Zedz

Dopo aver finito il liceo e aver fatto graffiti per le strade per diversi anni, Zedz ha iniziato uno studio alla Gerrit Rietveld Art Academy di Amsterdam. Nel 1998 si diploma come artista/designer indipendente. Il suo lavoro consiste principalmente in una tipografia astratta e un dimensionale approccio del lettering. Negli ultimi anni le opere hanno preso un maggiore impulso di critica sociale.

Zedz crea graffiti dalla metà degli anni Ottanta e il suo lavoro, in questa fase, è ancora fortemente legato al formato puro dei graffiti, mentre allo stesso tempo ricerca ed esplora nuove strade e formati, senza perdere di vista alcuni principi chiave dei graffiti e spingendosi oltre i confini del lettering espressivo.

La collaborazione con MUA (Maurer United Architects) 1999-2002 è un buon esempio dell'approccio avuto da Zedz in questi anni e del suo metodo di ricerca non convenzionale; il suo lavoro si bilancia continuamente tra graffiti e architettura. La collaborazione sperimentale ha portato a diverse proposte di ’architettura-graffiti’ e in seguito anche in una serie di -temporanee- monumentali sculture nello spazio pubblico che fungono da arredo urbano.

Le installazioni pubbliche sono apparse in diverse occasioni in diversi europei città e comunità minori.

I campi di interesse di Zedz sono l’architettura, il design, i graffiti, la moda, i robot, il rapporto tra design e spazio fisico, design dell’interazione e interazione tra diverse discipline.

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