cultura in montagna

Un museo d’alta quota: fotografia e architettura sulla cima di Plan de Corones

Il progetto nasce dal recupero dell’ex stazione proprio a monte della funivia Plan de Corones ed è stato curato dall’architetto Gerhard Mahlknecht, con l’allestimento di Giò Forma

di Serena Uccello

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Il progetto nasce dal recupero dell’ex stazione proprio a monte della funivia Plan de Corones ed è stato curato dall’architetto Gerhard Mahlknecht, con l’allestimento di Giò Forma


2' di lettura

Natale, tempo di montagna. Si inserisce in questa suggestione il Lumen Museum, un allestimento a 2275 metri di quota sulla cima di Plan de Corones. Fotografia, architettura ed arte culinaria per 1.800 metri quadrati di superficie espositiva. Il progetto nasce dal recupero
dell'ex stazione proprio a monte della funivia Plan de Corones, ed è stato curato dell'architetto Gerhard Mahlknecht, con l'allestimento di Giò Forma.
Il percorso espositivo proposto si sviluppa dall'alto verso il basso, secondo un approccio multiprospettico e multidisciplinare. Si parte da un focus storico e tecnico sull'esordio della fotografia di montagna, concepita in primis quale strumento di documentazione scientifica e solo con il tempo diventata testimone di imprese estreme che hanno trasformato le cime in un attraente scenario d'avventura e di emozioni. Dalla Wunderkammer, tra veri e propri cimeli del 1.800, si passa al Wall of Fame, dedicato ai pionieri della fotografia di montagna e al Dia Horama, l'area che presenta sequenze fotografiche dei più importanti fotografi del museo.

Un museo da alta quota: fotografia e architettura sulla cima di Plan de Corones

Un museo da alta quota: fotografia e architettura sulla cima di Plan de Corones

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Oltre agli allestimenti permanenti, come Messner meets Messner by Durst che propone installazioni multimediali e realtà virtuali tra scatti, citazioni e parlati del pioniere alpino Reinhold Messner; oppure la sala Adrenalina realizzata in collaborazione con Red Bull Illume, dove l'innovazione digitale svela le foto sportive più straordinarie del celebre contest fotografico internazionale, sono presenti anche alcune mostre temporanee che variano annualmente e stagionalmente

Tappa importante la Sala degli Specchi «che combinando arte e montagna mostra l'eterna interazione della forza della natura attraverso l'illusione dei riflessi, ma anche la stanza dell'otturatore: una grande apertura sulla parete che incornicia il panorama visibile da Plan de Corones e che una volta chiusa diventa schermo di proiezione», piegano da .
Ed infine, spazio per un'avventura culinaria grazie all'AlpiNN – Food Space & Restaurant, il ristorante che narra il concept culinario “Cook the Mountain” voluto dallo chef tre Stelle Michelin Norbert Niederkofler. «Qui il panorama mozzafiato incontra l'arte culinaria con le specialità dello chef Fabio Curreli, tra materie prime e ricette che ribadiscono il concetto di stagionalità e regionalità, in perfetta armonia con il contesto montano delle Dolomiti».

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