I LIBRI DEL SOLE

Un nuovo modello economico dopo la notte della pandemia

Sono indispensabili terapie d’emergenza che abbiano un respiro di riflessione globale sugli obiettivi veri da raggiungere

di Fabio Tamburini

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(REUTERS)

Sono indispensabili terapie d’emergenza che abbiano un respiro di riflessione globale sugli obiettivi veri da raggiungere


3' di lettura

Il Covid-19 è destinato a cambiare la vita di tutti. Per capire come, Il Sole 24 Ore per settimane ha dato spazio a esperti di diverse discipline. “#Lockdown. Il giorno dopo. Ricostruire l’Europa, l’economia, la finanza” raccoglie interventi di collaboratori abituali del nostro giornale e ospiti illustri. Pubblichiamo qui a fianco l’introduzione al volume del direttore del Sole 24 Ore, Fabio Tamburini. Il libro sarà in edicola per un mese a partire da mercoledì 29 aprile a 12,90 euro oltre al prezzo del quotidiano oppure potrà essere prenotato online e acquistato grazie al servizio Prima Edicola su www.primaedicola.it e sui canali e-commerce del Sole 24 Ore.

Il tempo scorre in fretta, troppo in fretta. E spesso manca l’occasione per riflettere sia su cosa si stia davvero facendo sia in quale direzione si stia andando. Per questo le vicende drammatiche della pandemia hanno forse un solo aspetto positivo: l’isolamento forzato spinge a farci domande non tanto di tipo esistenziale ma che riguardano le scelte necessarie per uscire dall’emergenza e sui modelli da seguire.

Nelle settimane scorse, a partire da quando è risultato evidente che la crisi era destinata a cambiare la vita di tutti noi, abbiamo dato spazio sulle pagine del quotidiano Il Sole 24 Ore a contributi di economisti, professori, esperti che hanno colto l’occasione per andare oltre la cronaca e alzare lo sguardo dai singoli alberi alla foresta.

La scelta è di raccoglierne almeno una parte nel libro che state leggendo perché la loro lettura d’insieme rappresenta una occasione formidabile di approfondimento delle conoscenze, premessa indispensabile per elaborare posizioni più consapevoli e, perché no, rivederne altre che non hanno superato la prova della rivoluzione indotta dal coronavirus.

Il primo capitolo è dedicato all’Europa e al Mondo, a come è stato travolto il modello della globalizzazione, fino a poche settimane fa considerata un punto di non ritorno, e messo in discussione le catene tradizionali di creazione del valore, che sembravano consolidate. Ugualmente l’Unione europea, già scossa dalle spallate del sovranismo, si trova davanti a una alternativa: riscoprire la spinta ideale dei padri fondatori oppure avviarsi a un declino sicuro, neppure tanto lento.

Di sicuro nascerà un nuovo ordine mondiale ed è altrettanto certo che nascerà sotto il segno dell’incertezza. Un aspetto, tuttavia, è fuori discussione: all’emergenza sanitaria, che significa mettere al primo posto la salvezza di ognuno, senza l’incredibile scelta di escludere gli anziani, sta seguendo una emergenza economica. Quest’ultima non va sottovalutata perché, senza risposte adeguate, le conseguenze saranno disoccupazione e miseria. Con il rischio che si determini una emergenza sociale dagli esiti imprevedibili, perché chi non lavora non mangia e chi non mangia prima o poi si ribella.

Forse è il momento di abbandonare schemi superati e sarebbe necessario pensare in grande, particolarmente difficile in una società anestetizzata prima dalle televisioni commerciali e poi dai social network. Servirebbero leadership che ormai rappresentano rarità, e non soltanto nella politica. In verità il virus che ha infettato l’intero mondo non è soltanto il Covid-19, ma qualcosa di più profondo, che mette in discussione i valori di una società squilibrata da una ricchezza enorme sempre più concentrata in poche mani e da una povertà troppo diffusa, spesso sotto il livello di sopravvivenza.

Non è un problema di politiche monetarie o finanziarie.

Occorrono un nuovo modello di economia e società, nuove strategie industriali, nuove visioni del mondo. Anche in questo caso è necessario alzare lo sguardo verso l’orizzonte, lasciando perdere il cortile di casa. Serve un piano a tutto campo per superare la crisi sanitaria e quella economica.

L’errore grave è facile da cogliere anche se non è così facile da evitare: la dicotomia tra tutela della salute e ripresa economica.

Sono indispensabili terapie d’emergenza che abbiano però un respiro di riflessione globale sugli obiettivi veri da raggiungere e sulle priorità. La speranza è che dopo la lunga nottata della pandemia arrivi l’alba del successo sostenibile. Prima che sia troppo tardi.

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