Interventi

Un’occasione unica per avvicinare nord e sud

Oggi ci sono le condizioni per realizzare la perequazione infrastrutturale, che la Costituzione indica come premessa per rafforzare l’autonomia regionale

di Andrea Filippetti e Antonino Iacoviello

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(ANSA)

Oggi ci sono le condizioni per realizzare la perequazione infrastrutturale, che la Costituzione indica come premessa per rafforzare l’autonomia regionale


3' di lettura

La vicenda della negoziazione sul Recovery Fund segna un momento importante del processo di integrazione europea, sancendo di fatto la nascita di debito europeo, da finanziare anche con gettito fiscale comunitario. Questo segue dei passi significativi già intrapresi dalla politica monetaria attraverso i recenti programmi di acquisto di bond della Banca centrale europea, che si muovono in estremo equilibrio lungo il confine del suo mandato tracciato dai Trattati europei.

L’accordo mostra ancora una volta che l’Europa è capace di slanci in avanti nei momenti decisivi. Diversamente dall’esperienza della reazione alla crisi economica del 2008, gli Stati membri hanno scelto una via diversa, creando i presupposti per interventi incisivi a livello nazionale per il rilancio dell’economia. Per tutti i Paesi, e in particolare per l’Italia, è il momento della responsabilità.

La condizione attuale costringe la classe politica, e non solo, a un momento di programmazione per redigere il Piano di progetti che dovrà convincere l’Europa per lo stanziamento dei fondi del Recovery Fund, o meglio, Next Generation Eu. La programmazione dovrà considerare anche le risorse dei Fondi strutturali, e quelle derivanti dalla possibilità, straordinaria, di riprogrammare i fondi strutturali correnti.

Per cogliere al meglio le straordinarie potenzialità di tutti gli strumenti a disposizione occorre una pianificazione strategica ambiziosa, che sappia coniugare interventi strutturali con incisive riforme istituzionali. Finalmente, sembra possibile affrontare con decisione i nodi critici che condizionano lo sviluppo del Paese. I prossimi mesi e anni potrebbero essere decisivi per le prospettive dei Paese, da troppo tempo impantanato dal punto di vista economico e istituzionale.

Riguardo al primo profilo, in Italia la produttività è ferma da un ventennio, con effetti negativi su crescita e salari. Per quanto attiene il secondo profilo, l’Italia non ha ancora deciso se completare la piena realizzazione del modello regionale, o se tornare verso un più rassicurante statalismo.

Ma la programmazione economica non può essere scissa da quella istituzionale. Occorre ricordare che, nei mesi precedenti l’epidemia, la richiesta di maggiore autonomia di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna aveva rimesso in moto il processo di decentramento e federalismo fiscale che si era interrotto. Processo che – è bene ricordare – non è un capriccio politico, ma è previsto dalla Costituzione.

Il tema del regionalismo differenziato, come è emerso nel confronto istituzionale, si lega indissolubilmente al tema dello sviluppo economico, perché presuppone investimenti infrastrutturali straordinari per la riduzione del divario Nord-Sud, che certamente concorrerebbero al rilancio dell’economia. La perequazione infrastrutturale, intesa in senso largo, e riferita pertanto non solo a ferrovie e strade, ma anche alla rete di banda larga, alla ricerca e all’università, è allo stesso tempo fondamentale per il livellamento delle dotazioni infrastrutturali nelle aree del Paese, e per il rilancio dell’economia.

Oggi ci sono le condizioni per realizzare la perequazione infrastrutturale, che la Costituzione indicava come premessa necessaria per il rafforzamento dell’autonomia regionale. L’assetto istituzionale del Paese e il tema del divario Nord-Sud sono due questioni troppo caratterizzanti del nostro Paese per essere lasciate a margine da questa partita. Per essere affrontate compiutamente richiedono però un momento di grande sintesi politica, di unità nazionale, per realizzare una programmazione di spesa che non sia il frutto di improvvisazione e risposta alle pressioni di varie costituency, ma il più possibile di un’idea il più possibile condivisa.

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