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Un ombrello Cdp sui crediti dell’indotto ArcelorMittal

La proposta di Confindustria Puglia e Taranto al ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti. Il ministro: «Bene purché i crediti siano certi ed esigibili»

di Domenico Palmiotti

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(Imagoeconomica)

2' di lettura

Cedere ad un soggetto pubblico, che potrebbe essere Cdp, i crediti che le imprese dell’indotto-appalto siderurgico hanno maturato verso ArcelorMittal per i lavori eseguiti e non ancora pagati. Crediti che come sistema ammontano a circa 100 milioni. È la proposta che ieri, in una video call, Confindustria Puglia e Taranto hanno portato all’attenzione del ministro dello Sviluppo economico, Giancarlo Giorgetti. Presenti anche Confapi e Confartigianato, il ministro ha manifestato interesse verso la cessione dei crediti a condizione, ha precisato, che siano certi ed esigibili e sia chiaro in che misura questo può avvenire.

Operazione bancaria a titolo oneroso

Sergio Fontana, presidente di Confindustria Puglia, ha dichiarato che «Facendo una operazione bancaria a titolo oneroso, Cdp o altro soggetto pubblico individuato diverrebbero creditori di ArcelorMittal. Nel frattempo, sarebbe il soggetto pubblico a pagarci. Le imprese, una volta incassate le risorse, si sono impegnate a non distribuire dividendi, ma a pagare i fornitori e a saldare i debiti verso lo Stato. In definitiva, a rimettere in bonis le nostre imprese, oggi in sofferenza finanziaria». «In attesa che il gestore dello stabilimento possa risolvere i problemi caus dei ritardi dei pagamenti», Confindustria Taranto rileva che la cessione dei crediti sarebbe «una proposta condivisa in grado di poter supportare le imprese della filiera operante sul territorio nazionale sul piano della carenza delle liquidità». Dal canto loro fonti vicine ad ArcelorMittal hanno commentato che: «L’azienda vedrebbe molto favorevolmente l’essere finanziata da Cassa Depositi e Prestiti in qualsiasi forma questo avvenga»

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Sbloccati a breve i 400 milioni di Invitalia

Giorgetti, si legge in una nota del Mise, ha intanto confermato «che a breve il Mef dovrebbe sbloccare i 400 milioni da parte di Invitalia e di conseguenza entreranno in azienda, già in amministrazione straordinaria, 3 consiglieri in cda in rappresentanza dello Stato. Per Giorgetti, «l’ingresso dello Stato nell’azienda come socio minoritario rispetto ad ArcelorMittal, oltre a essere un atto doveroso di controllo perché lo Stato investirà dei soldi pubblici nell’azienda, servirà anche a verificare ed eventualmente correggere alcune politiche distorsive che sono state segnalate». «In ogni caso - conclude il ministro - l’ingresso pubblico non sarà pretesto per nessun comportamento improntato al lassismo come in passato ma avrà il compito di vigilare sulla correttezza di scelte e comportamenti da parte di tutti».

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