ALIMENTARE

Un «Osservatorio» sulle etichette fotografa i consumi degli italiani

di Emanuele Scarci

(Monkey Business - Fotolia)

2' di lettura

I consumi quotidiani degli italiani per la prima volta raccontati dalle etichette dei prodotti nel carrello della spesa. È così dal nuovo Osservatorio Immagino emerge che i prodotti più venduti sono quelli con il richiamo all’italianità, alle regioni (prima il Trentino e poi la Toscana) e a certi ingredienti, inoltre le denominazioni Doc e Dop si vendono più al Nord e il consumo di zucchero è inversamente correlato al reddito familiare.
Per l’Osservatorio Immagino – presentato a Linkontro di Nielsen a Forte Village – Gs1 Italy (l’ente italiano che rilascia i codici a barre) ha fornito le oltre 100 variabili presenti sulle etichette degli 80mila prodotti di largo consumo digitalizzati da Immagino, il servizio web di gestione digitale del brand.

Nielsen ha incrociato queste informazioni con i dati scanner di 10mila punti vendita della distribuzione moderna, relativi ai consumi di 9mila famiglie e alle loro abitudini di consumo.
La prima edizione dell’Osservatorio Immagino è basata sui dati dell’anno 2016 di 58mila prodotti di largo consumo, che hanno sviluppato circa 31 miliardi di vendite, pari al 74% del largo consumo in Italia.
«Con l’Osservatorio Immagino – sostiene Bruno Aceto, ceo di Gs1 Italy – leggiamo con precisione il rapporto tra informazione ricercata e risultati di mercato. Questo ci permette di condividere informazioni di scenario utili per tutti gli stakeholder: imprese di largo consumo, operatori del settore, consumatori e istituzioni che lavorano per la salute pubblica. Si tratta di una prima mondiale assoluta e che vogliamo proporre due volte l’anno».

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Quali i risultati? I consumatori acquistano prodotti con meno/pochi zuccheri e ora il 2,5% dell’offerta food riporta il claim ”pochi zuccheri“: nel 2016 le vendite sono cresciute del 2,1%. Tra claim, bollini Ue e bandiere italiane, a dichiarare esplicitamente in etichetta la propria italianità sono oltre 9.800 prodotti che generano vendite per 5,5 miliardi, pari al 22,2% del totale food.

Il Trentino Alto Adige è la regione più citata sulle etichette, presente su 577 prodotti per un giro d’affari che supera i 255 milioni. È il tassello di un articolato piano di marketing territoriale, finalizzato a trasferire alle sue produzioni agroalimentari tipiche (dalle mele allo speck, dallo yogurt al pane di segale) lo stesso vissuto positivo che caratterizza questa regione sul piano ambientale, turistico e naturalistico.
Ampio è il distacco con la seconda classificata, la Toscana, che conta 418 prodotti e un giro d’affari di 140 milioni di euro. Al terzo posto c’è la Sicilia, unica rappresentante delle regioni meridionali nel drappello di testa, dove si trovano anche Piemonte e Lombardia.

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