siderurgia

Un patto Nord-Sud per salvare l’Ilva

Banzato (Federacciai): ragioniamo su forni elettrici e low carbon

di Matteo Meneghello

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(KONTROLAB/LightRocket via Getty )

Banzato (Federacciai): ragioniamo su forni elettrici e low carbon


2' di lettura

Il presidente di Federacciai, Alessandro Banzato, lo ha sottolineato pochi giorni fa durante l’assemblea dei soci: gestione del ciclo del rottame e costi dell’energia sono fattori critici per la siderurgia e anche per questo motivo le scelte di sostenibilità del settore sono legate a doppio filo con l’evoluzione futura del comparto, a maggior ragione in uno scenario in cui gli obiettivi ambientali europei si intrecciano con il dibattito sul recovery fund. Le stesse ragioni per le quali, per esempio, è necessario legare l’eventuale installazione di nuova capacità a forno elettrico alla produzione di materiali low carbon. Non è un caso che il dibattito sulla decarbonizzazione dell’ex Ilva verta proprio su questi temi. E a questo proposito l’appello del presidente è stato chiaro: «C’è la disponibilità delle acciaierie italiane - ha detto - a discutere le condizioni di un impianto per preridotto e Hbi a Taranto, la cui capacità in eccesso potrebbe essere utilizzata nelle acciaierie del nord».

Le esperienze delle acciaierie italiane sono orientate in questa direzione da tempo, come testimoniano i diversi case history raccolti da Federacciai nell’ultimo rapporto di sostenibilità. Una delle scelte più comuni, tra gli operatori, è intervenire nel recupero del calore per teleriscaldamento (tra i casi più recenti, quelli di Ori Martin, di Aso) e nella valorizzazione delle scorie. Si tratta di un percorso che, nel caso di Feralpi, ha ottenuto il premio di Confindustria «best performer dell’economia circolare». Degna di nota è anche l’esperienza del gruppo Pittini, con il progetto zero waste, lanciato a fine anni Novanta. «A distanza di oltre 20 anni - spiega il gruppo - tutti i materiali secondari che sarebbero diventati rifiuti ora sono valorizzati come sostituti di altre materie prime quali basalti, porfidi, calcare, minerali di ferro, minerali di zinco e piombo».

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Questo sistema sviluppato nel sito di Osoppo è stato esteso, e ora a Zero waste si sono affiancati altri progetti: zero waste water e zero waste energy.

Impegno per l’economia circolare è anche quello di Lucchini Rs, che ha sviluppato diverse iniziative tra cui l’adozione di un sistema volto a garantire la riduzione di emissioni Co2 e, contemporaneamente, migliorare l’efficienza energetica del processo industriale. Ugitech Italia ha invece acquistato in questi anni tre impianti per il recupero dei fanghi di rettifica che, compattati, sono inviati all’acciaieria che li ricicla al 100%. Forge Fedriga ha realizzato un impianto, a valle del banco delle prove di corrosione,che intercetta i reflui chimici, evitando che finiscano nel circuito delle acque della pubblica fognatura. Infine, allo scopo di comunicare esternamene in modo efficace le prestazioni ambientali, dal 2015 Tenaris Dalmine pubblica due dichiarazioni ambientali di prodotto (Epd), che quantificano gli impatti associati a una tonnellata di tubo prodotto.

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