costa smeralda

Un piano per gli investimenti verdi

Una dote di 120 milioni in cinque anni puntando alla sostenibilità

di Davide Madeddu

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Smeralda Hoilding controllata da Qatar Hoildfing ha programmato una serie di investimenti nelle strutture della Sardegna

2' di lettura

Sostenibilità e turismo. E investimenti per 120 milioni in cinque anni, per rendere più competitive le strutture ricettive. Perché nonostante l’emergenza Covid la programmazione va avanti e si guarda con fiducia alla vaccinazione. La Smeralda holding, società italiana il cui azionista unico è Qatar Holding, braccio operativo di QIA (uno dei fondi sovrani più importanti al mondo, con una capacità di investimento di oltre 250 miliardi di dollari), nel 2012 ha rilevato dalla precedente proprietà un patrimonio immobiliare composto da quattro hotel (Cala Di Volpe, Romazzino, Pitrizza e Cervo), la Marina di Porto Cervo (uno dei più importanti porti nel Mediterraneo), un cantiere navale, il Pevero Golf Club, a cui si aggiungono altri asset minori come shops, uffici, appartamenti, bar, ristoranti e possiede 2.300 ettari di terreni sulla costa.

«Abbiamo assunto un impegno volontario di investire in sostenibilità per far diventare la Costa Smeralda più vivibile per chi ci vive e per chi viene in vacanza - dice Mario Ferraro, Ceo di Smeralda Holding e Vice Presidente del Consorzio Costa Smeralda -.Da tempo stiamo lavorando per assicurare mobilità elettrica e arrivare ad altre iniziative con il rinnovamento degli impianti tecnologici per ridurre emissioni e consumi». Un percorso che si muove lungo il solco tracciato sin dalla fondazione, negli anni sessanta, dal principe Karim Aga Khan e che guarda verso una crescita sempre più sostenibile e all'insegna del rispetto e valorizzazione dell’ambiente.

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«Il percorso dedicato alla sostenibilità è già stato avviato da tempo - prosegue Ferraro - basti pensare che le nostre strutture sono già plastic free. Da qualche anno sono bandite oltre alle cannucce e alle bottiglie di plastica, anche posate, piatti e bicchieri, sostituiti con materiali biodegradabili, e ha messo in atto numerose attività e iniziative rivolte alle comunità locali». Già tracciati i risultati da raggiungere entro la scadenza del 2025. «Entro il 2025 l’intero parco di automobili, circa 150, sarà composto da mezzi elettrici. Inoltre con il Consorzio Costa Smeralda stiamo introducendo una policy di sostenibilità anche nel regolamento edilizio affinché chi deve effettuare ristrutturazioni si adegui e rispetti gli standard prefissati». In tutta questa partita gioca un ruolo importante la valorizzazione dell’ambiente. «Pensiamo a una Costa Smeralda green e sostenibile, un luogo a bassa intensità turistica - chiarisce ancora il manager-. Noi siamo contrari alla cementificazione perché, in questo caso, il valore aggiunto è dato dall’ambiente ed è per questo motivo che si rende necessaria una tutela della natura incontaminata».

C’è poi il capitolo investimenti che riguarda l'intera area. Il piano quinquennale che prevede risorse per 120 milioni di euro. «Non solo confermiamo gli investimenti - prosegue ancora Ferraro - , ma supereremo in maniera significativa questa cifra indicata inizialmente». Un impegno che non va solo per i turisti ma anche per chi resta 12 mesi l’anno. «Siamo molto attivi a sviluppare programmi per chi vive. Da sei anni proponiamo l’accademia di inglese cui abbiamo aggiunto francese e tedesco e programmi sportivi». E poi i corsi di tennis e golf, quest’anno sospesi causa pandemia. «Crediamo che la nostra azienda e il Consorzio debba restituire qualcosa al territorio - conclude Ferraro-. Il successo della destinazione deve avere anche dei ritorni tangibili per chi ci vive tutto l’anno».

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