lemaitre: «Un partenariato con l’italia»

Un piano di quattro anni per spendere i fondi europei

Il dg Lemaitre: «Lanceremo un partenariato con l’Italia sulla politica di coesione»

di Nino Amadore


Bruxelles all’Italia: più investimenti pubblici al Sud o rischia il taglio delle risorse Ue

3' di lettura

Fissare un piano in quattro anni, gli ultimi quattro anni di questa programmazione dei fondi europei, per fare in modo che tutte le risorse vengano utilizzate. È la proposta che arriva da Marc Lemaitre, direttore generale per la Politica regionale della Commissione Ue, a Palermo per partecipare all’assemblea della Conferenza delle Regioni periferiche e marittime che si è chiusa ieri con l’approvazione del Manifesto di Palermo per una nuova politica regionale in Europa: un documento votato da oltre 280 delegati in rappresentanza delle 160 regioni periferiche e marittime, principalmente appartenenti all’Unione europea. «Siamo nella situazione ideale per valutare come possiamo compensare il minore intervento pubblico nei prossimi anni del programma europeo - dice Lemaitre -. Tra Fesr e Fse l’Italia ha 25 miliardi di fondi europei, di cui 18, cioè tre quarti del totale dei fondi è ancora da spendere. Questo può fare la differenza».

Lemaitre (Dg Regio): Vogliamo lanciare un partenariato con l’Italia per il Sud

Il tema che resta sul tavolo è quello che riguarda il Sud sollevato qualche giorno fa dalla stessa Commissione Ue: «C’è l’opportunità di rilanciare il Sud - spiega il direttore generale della Dg Regio -. Siamo contenti della posizione presa dal ministro per il Sud Giuseppe Provenzano perché condividiamo l’analisi e anche l’attenzione per il futuro - ha detto Lemaitre -. Appena la nuova Commissione europea sarà in funzione, speriamo prima della fine dell’anno, organizzeremo un incontro con la nuova commissaria per la Coesione e le riforme, Elisa Ferreira, per lanciare un partenariato con l’Italia sulla politica di coesione e soprattutto per il Sud. I prossimi anni saranno cruciali: abbiamo ancora disponibilità enormi da spendere e bisogna sfruttare queste opportunità».

La questione cruciale è quella del ritardo nell’utilizzo dei fondi di cui ha parlato lo stesso ministro Provenzano sul Sole 24 Ore di ieri e che venerdì era a Palermo per incontrare i rappresentanti di imprese e sindacati: «Il Piano per il Sud avrà i suoi numeri ma sarà soprattutto un processo di accelerazione per la spesa. Appena sono arrivato - ha detto al Sole 24Ore il ministro - ho avviato una ricognizione sui fondi al Sud, tra ordinari e straordinari. Quella che ne scaturisce è un’autentica emergenza e ora abbiamo cominciato a spostare le risorse dove serve». Sul punto Lemaitre non nasconde tutta la sua preoccupazione: «È chiaro - dice - che cercare di evitare delle perdite finanziarie è veramente la priorità numero uno. Abbiamo degli obiettivi da raggiungere per la fine di quest’anno in termini di spesa, soprattutto per la Sicilia, e dunque dobbiamo concentrarci su questo obiettivo immediato. Poi dobbiamo fissare un piano su quattro anni, gli ultimi quattro anni di programmazione assolutamente cruciali e durante i quali la larga maggioranza dei fondi dovrà essere utilizzata».

Resta in piedi, ancora, il nodo della spesa addizionale da parte dell’Italia negli investimenti al Sud (che era poi l’oggetto della lettera inviata da Bruxelles che tanto ha fatto discutere nei giorni scorsi). Un aspetto su cui insiste anche l’assessore regionale all’Economia della Regione siciliana, Gaetano Armao, che già nel 2015 aveva scritto al presidente della Commissione europea per sollevare il problema: «Senza addizionalità il sistema dei fondi europei non funziona e lo abbiamo visto in questi venti anni- spiega Armao -. Nella nota di aggiornamento del Def è tornata l’attenzione per il Sud del Paese ma il governo nazionale dice che le uniche risorse che può mettere in campo sono quelle già stanziate, cioè quelle dell’Ue. Io dico che serve un piano straordinario per il Sud e che per farlo servono soprattutto i picciuli, i soldi».

La Sicilia, comunque, resta osservata speciale sia per i ritardi nella spesa come ha sottolineato Lemaitre che per il blocco delle erogazioni da Bruxelles scattato in seguito alle contestazioni su una parte della spesa del Programma operativo Fesr 2014-2020 certificata a fine 2018: «Stiamo ancora in attesa di una risposta da parte della Sicilia e dunque non posso promettere dei progressi rapidi - dice Lemaitre che ha anche incontrato venerdì il presidente della Regione siciliana Nello Musumeci -. Speriamo che questa situazione si possa risolvere». Discorso diverso, invece, quello che riguarda la Calabria il cui programma operativo di spesa dei fondi strutturali Fesr e Fse risulta “interrotto”: «Siamo sulla strada giusta ma non posso anticipare quando arriverà qualche novità» chiude Lemaitre.

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