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Un piattaforma per scambiare energia P2P tra prosumer e consumatori. Grazie alla blockchain

AFP

3' di lettura

Una piattaforma gestita dalle utility che abiliti e gestisca in maniera assolutamente sicura e trasparente lo scambio di energia peer-to-peer tra prosumer e consumatori. È questo il contributo in termini di efficienza e disintemediazione che la tecnologia della blockchain potrebbe dare al settore energetico.

Già oggi l’energia è al quarto posto, dietro al settore finanziario, governativo e logistico, per numero di progetti che sfruttano le potenzialità della tecnologia che sta dietro al bitcoin: numericamente sono ancora poche - 13, il 3,9% dei 331 censiti dall'Osservatorio Blockchain & Distributed Ledger del Politecnico di Milano allo scorso marzo -, ma la crescita è esponenziale: +350% nel 2017 rispetto all’anno precedente.

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La tecnologia della blockchain apre infatti nuovi servizi e funzionalità, rivoluzionando le tradizionali dinamiche di produzione e vendita di energia. Come la figura del prosumer, consumatore e produttore di energia allo stesso tempo, ma non ancora venditore. Il contesto attuale, infatti, non consente a queste persone di vendere il surplus energetico (la differenza fra l'energia prodotta e quella consumata) ai consumatori finali presenti nel proprio quartiere, ma soltanto di ricevere un contributo (scambio sul posto) in funzione dell’energia immessa in rete.

Stando all’analisi della ricerca “Le opportunità della blockchain per lo scambio di energia P2P”, realizzato dall’Osservaotrio del Politecnico di Milano in collaborazione con EY, attualmente circa il 70% dell'energia prodotta non può essere destinata all'autoconsumo. La Blockchain potrebbe consentire di acquistare questa energia elettrica prodotta in eccesso a un prezzo inferiore a quello di mercato, spingendo ulteriormente la crescita di prosumer e valorizzando maggiormente l'energia immessa in rete.

Il team che ha messo a punto la ricerca, con la partecipazione dei principali attori del settore energetico italiano, ha studiato le principali applicazioni mondiali della tecnologia nel settore energetico e ha analizzato i potenziali benefici per i vari stakeholder derivanti dalla sua applicazione, al fine di costruire una piattaforma gestita dalle utilities che abiliti lo scambio di energia prosumer-to-consumer.

«In vari paesi lo scambio di energia P2P è già attuabile ed è presumibile che in un futuro non troppo lontano si vada in questa direzione - spiega Valeria Portale, direttore dell'Osservatorio Blockchain & Distributed Ledger -. La blockchain consentirebbe di registrare tutti gli scambi (per ora solo virtuali e non fisici) e semplificare la fatturazione tra gli utenti. Sviluppare questa soluzione consentirebbe alle utility italiane di anticipare i tempi e semplificare la vita ai prosumer che vogliono vendere energia. Il vero valore dell'applicazione di questa tecnologia per le utility italiane consiste però nei servizi a valore aggiunto che potrebbero essere abilitati da questa infrastruttura per lo scambio di energia P2P».

La soluzione consiste in un marketplace, gestito congiuntamente dalle utility, che consenta a tutti i prosumer di vendere a qualsiasi consumatore la propria energia. I consumatori, infatti, avranno la possibilità di generare il proprio piano di approvvigionamento elettrico andando a selezionare il mix di approvvigionamento tra energia prodotta dalle utilities e/o prodotta dai prosumer. L’accesso al marketplace potrebbe essere consentito in funzione del pagamento di una quota annuale per remunerare la gestione del processo di fatturazione per i prosumer che rimarrebbe in capo alle utility. Attraverso questo meccanismo sarebbe possibile garantire al gestore un incremento dell’1% dei ricavi, che andrebbe a ridurre l’impatto dei mancati ricavi dovuti alla perdita del margine sull’energia venduta dai prosumer.

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