Viaggi d'arte

Un polo culturale, immerso nella natura norvegese: la collezione Christen Sveaas

Una Fondazione a cui ha devoluto oltre 800 opere della sua raccolta privata. E un museo con installazioni site-specific e più di 50 sculture di firme internazionali.

di Patrizia Sandretto Re Rebaudengo

Gli uffici a Oslo, con, da sinistra, “Ohne Titel (Hälfte Skelett)” (1988), Martin Kippenberger; “Blue Fool” (1990), Christopher Wool; “Pain Killers, Tranquilizers, Olive”(1969), Ed Ruscha; “Creature of Habit(Drunken Dog)” (1990). Foto EINAR ASLAKSEN

4' di lettura

Christen Sveaas è un businessman norvegese, fondatore e proprietario della Kistefos AS, una società che opera in servizi finanziari, telecomunicazioni, immobili commerciali e ha la sua sede principale a Oslo. Ama definirsi “collezionista d'arte devoto e donatore felice”. È tra i fondatori dell'International Council del Metropolitan Museum di New York. Ha iniziato la collezione oltre trent'anni fa, con opere di artisti norvegesi e internazionali, insieme ad argenti preziosi e a raffinati pezzi di antiquariato. Nel 1996, a Jevnaker, ha dato vita al Kistefos Museum, uno straordinario polo culturale immerso nella natura, tra le acque del fiume Randselva e distese di pini e abeti rossi. Nel 2019 ha creato la Christen Sveaas Art Foundation, alla quale ha donato oltre 800 opere della sua collezione privata. Ho chiesto a Christen di raccontarmi di più della sua storia, del legame con l'arte contemporanea e delle sue radici nei paesaggi delle foreste norvegesi.

QUAL È STATA LA SUA PRIMA ACQUISIZIONE? E L'ULTIMA? 

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La prima è stata un piccolo dipinto a olio di Harald Sohlberg: Sittpå, Maridalen del 1925. Ultimamente ho acquistato un quadro del giovane artista etiope Tewodros Hagos, che raffigura migranti avvolti da coperte. Appartiene alla sua serie The Desperate Journey, che aspira a far acquisire consapevolezza rispetto alla crisi migratoria globale. Un lavoro forte, politico.

“PASANASAP” (2021), Carol Bove, al Kistefos Museum. Foto Vegard Kleven.

 

QUANDO E COME HA INIZIATO A COLLEZIONARE ARTE? 

Nei primi anni Ottanta. All'inizio sono stato attratto in modo particolare dall'argenteria antica e da dipinti di artisti norvegesi. Attraverso la preziosa guida del gallerista Ben Frija, ho iniziato a prendere contatto con la contemporaneità e con le ricerche più attuali in Europa e negli Stati Uniti. La mia prima acquisizione di un artista contemporaneo internazionale è stata un lavoro di Howard Hodgkin. Da lì è poi seguita una lunga serie di opere: Martin Kippenberger, Albert Oehlen, Christopher Wool, Ross Bleckner, Marina Abramovič e Louise Bourgeois, solo per citarne alcuni.

“Invisible Heaven”(1993), Ross Bleckner, olio su tela.

 

COME SI PUÒ DARE INIZIO A UNA COLLEZIONE? PUÒ DARCI QUALCHE CONSIGLIO?

Ai giovani collezionisti consiglierei di affidarsi al proprio istinto, di ascoltare le suggestioni della propria anima e dei propri occhi, di non fermarsi a quello che si sente dire. È importante identificare una o due gallerie con cui si vuole lavorare e provare ad assorbire e interiorizzare il più possibile. Suggerirei di comprare sempre qualcosa che generi piacere ed evochi mistero quando lo si guarda.

SCEGLIE IN AUTONOMIA I SUOI LAVORI? HA UN CONSULENTE O UN CURATORE PER LA SUA COLLEZIONE? 

Collaboro con diverse gallerie sia a livello internazionale sia in Norvegia e compro sempre e solo opere che incontrano autenticamente il mio gusto. Ascolto il parere del mio consulente più fidato: il direttore della mia collezione William Flatmo, che collabora con me da più di dieci anni.

 

Christen Sveaas. Foto Iván Kverme.

PREFERISCE ACQUISTARE O COMMISSIONARE I SUOI LAVORI? 

Dipende. Tendo a comprare per la mia collezione privata, mentre tutte le sculture più recenti sono state commissionate per il Parco di Sculture del Kistefos Museum. Sono opere site-specific, uniche e irripetibili, che non possono essere viste in nessun altro luogo del mondo: si riesce a percepire chiaramente come siano state ispirate dalla natura circostante, dalla storia industriale, dal paesaggio, dalla cultura preesistente.

“S-Curve”(2008), Anish Kapoor, al Kistefos Museum.

 

RITIENE CHE IL WEB SIA UNO STRUMENTO UTILE PER RIMANERE AGGIORNATI SULLE ULTIME TENDENZE? 

Certo. Tuttavia, a mio parere, la stampa è ancora il dispositivo migliore per veicolare determinati contenuti. Personalmente, preferisco sempre leggere qualcosa su carta piuttosto che su uno schermo.

TRE ARTISTI EMERGENTI DA TENERE D'OCCHIO E TRE POCO RAPPRESENTATI DA RISCOPRIRE. 

Tra gli emergenti nominerei Gisela McDaniel, Ludovic Nkoth e Ida Ekblad. Tra le riscoperte vorrei ricordare Aksel Waldemar Johannessen, che è stato a lungo trascurato dalla storia dell'arte norvegese, sebbene stia ottenendo progressivamente il riconoscimento che merita. Il suo dipinto L'uomo sul trampolino del 1912 è attualmente esposto al Metropolitan Museum di New York. Thorvald Hellesen, un pittore cubista d'avanguardia, ha una storia simile. Ross Bleckner è il terzo artista, purtroppo dimenticato, che mi viene in mente.

“Composition”(1915), ThorvaldHellesen, olio su tela. Foto Nanna Wessel Sundt.

 

PUÒ PARLARCI DEL MUSEO KISTEFOS E DEL SUO PARCO DI SCULTURE? 

Ho fondato il museo nel 1996 partendo dalla struttura della vecchia cartiera di legno di mio nonno, attiva fino al 1955, ancora completamente intatta. Un luogo, dunque, che porta con sé significati e storie che meritano di essere raccontate. Un luogo di pura scoperta e di meraviglia. Oggi abbiamo due edifici dedicati all'arte contemporanea: il pluripremiato The Twist, progettato dal Bjarke Ingels Group (BIG), e un museo industriale. Sono circondati da un grande parco che ospita oltre 50 sculture. L'ultima opera che abbiamo installato è una scultura monumentale dell'artista norvegese Ida Ekblad, inaugurata nell'agosto 2021. Stiamo pianificando per il 2022 il nostro progetto più ambizioso: un lavoro dell'artista francese Pierre Huyghe.

“Tumbling Tacks”(2009), Claes VanOldenburg & Coosjevan Bruggen, al Kistefos Museum. Foto William Flatmo.

 

CI PUÒ SUGGERIRE ALCUNI INDIRIZZI IMPERDIBILI PER UNA VACANZA A JEVNAKER? 

Oltre al Kistefos Museum, merita senz'altro una visita la vetreria Hadeland, fondata nella seconda metà del XVIII secolo. È la più antica società industriale della Norvegia ancora in attività e vanta una meravigliosa selezione di vetri. Per un soggiorno indimenticabile, consiglio il Thorbjørnrud Hotel, adagiato sulle rive del Randsfjorden, dove potrete gustare i piatti del magnifico ristorante. Un'altra meta ideale è il Sundvolden Hotel, immerso in una cornice incantevole.

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