cna e jp morgan

Un portale di ecommerce per l’artigianato veneziano

Fra i criteri di selezione sostenibilità e prevalenza del lavoro manuale

di Barbara Ganz

I mestieri ai quali il progetto Venice Original si rivolge sono quelli maggiormente rappresentativi della cultura e dell'identità veneziana

3' di lettura

Un portale di e-commerce dedicato all’artigianato artistico e tradizionale lagunare stremato dall’acqua alta eccezionale di un anno fa e ora dagli effetti della pandemia. Obiettivo, guidare e accompagnare in modo sistematico le piccole realtà artigianali verso la transizione digitale, consentendo loro di utilizzare con efficacia le opportunità e gli strumenti offerti dal web, cosa non scontata sia per la distanza tra la cultura del lavoro orientato alla produzione di qualità e le competenze digitali necessarie per operare in Internet, sia per le limitate risorse a disposizione degli artigiani per investimenti adeguati agli obiettivi di vendita e posizionamento prefissati.

Il progetto Venice Original E-Commerce nasce su iniziativa di CNA Venezia con il sostegno di J.P. Morgan, e conta di inserire in una piattaforma e-commerce almeno cento imprese dell’artigianato artistico e tradizionale veneziano, presentandole in una sezione dedicata a ciascuno mediante testi, immagini e video, oltre alla sezione dello shop. In particolare il fine è la tutela di maestranze portatrici di un “saper fare” spesso centenario e tramandato di generazione in generazione, detentrici del capitale immateriale su cui si fonda gran parte dell’identità di una città come Venezia - che giusto un anno fa era colpita dal fenomeno dell’acqua alta eccezionale - e che necessitano di interventi organici e su scale sufficientemente grandi per poter essere autorevole, significativa e rappresentativa in un contesto globale qual è il web.

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A garanzia della qualità delle imprese, il Comitato Scientifico di progetto definisce le linee guida per la selezione delle imprese artigiane da inserire in piattaforma. Tra i criteri di selezione vi sono, ad esempio, oltre ai requisiti formali come l’iscrizione all’Albo delle imprese artigiane della Camera di Commercio, la realizzazione di prodotti con prevalenza di lavoro manuale; la sostenibilità del processo produttivo; il monitoraggio del mix dei prodotti realizzati, affinché la loro fattura sia conforme agli obiettivi del progetto, ancorché reinterpretata con nuove tecnologie, elementi di design e/o materiali sperimentali; il coinvolgimento nel processo produttivo di uno o più artigiani che realizzano pezzi unici o serie limitate.

A garanzia della qualità lo staff di progetto realizzerà una certificazione sul 100% delle aziende coinvolte. Ci si propone in sostanza di valorizzare l’attività di microimprese interpreti di un’economia a dimensione umana e dal processo produttivo, in grado di remunerare adeguatamente il lavoro; prodotti rigorosamente realizzati a mano secondo le antiche tecniche dei maestri artigiani veneziani selezionati per le loro qualità artistiche e unicità. Opere realizzate esclusivamente in città: made in Venice, dunque.

Le elaborazioni del Servizio Studi e Statistica della Camera di commercio veneziana su dati Stock View - Infocamere evidenziano a fine 2018 poco più di 20mila imprese complessivamente presenti nel capoluogo veneziano, di cui un 24% (5.035) attive nell’artigianato.

Il peso del settore all’interno del Comune di Venezia risulta inferiore rispetto a quello rilevato mediamente nella Città metropolitana (28% sul totale delle imprese). È anche inferiore alla media nazionale (25,6%) e notevolmente più basso rispetto al valore calcolato per l’intero Veneto che si distingue per il 29,6% di imprese artigiane sul totale. Il Comune di Venezia ha perso 352 imprese artigiane negli ultimi 8 anni, per una riduzione del 6,5%, ben più consistente di quella fatta segnare dal totale delle imprese con sede nella Città metropolitana che sono diminuite solo dell’1,1% (236 aziende in meno rispetto al 2009).

Le imprese artigiane nel centro storico veneziano sono attualmente 1.087: le dinamiche innescate dal turismo di massa hanno infatti fenomeni quali l’aumento dei canoni di locazione di botteghe e negozi, la diminuzione del numero di cittadini residenti, la crescente concorrenza e l’inasprirsi del fenomeno della contraffazione.

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