rapporto itinerari previdenziali

Un professionista su due continua a lavorare dopo la pensione

La scelta è un effetto delle riforme che hanno aumentato la componente contributiva personale nel calcolo della pensione e alle crisi economico-finanziarie che portano dubbi e paure sul futuro

di Valeria Uva

Inps: 795mila nuove pensioni nel 2020, boom vecchiaia

1' di lettura

Quasi uno su due degli iscritti alle Casse professionali è un pensionato attivo, che prosegue quindi la propria attività (e versa i contributi) anche dopo aver raggiunto la pensione. Il dato emerge dall’Ottavo Rapporto sulle pensioni di Itinerari previdenziali. «Un fenomeno di non breve durata», così il Rapporto commenta la crescita dei pensionati attivi: + 102,4% dal 2005 a fronte di un + 23,5% dei pensionati veri e propri.

Tanto che a fine 2018 i pensionati attivi costituiscono, appunto, il 45,2% del totale dei contribuenti. La scelta della prosecuzione - sottolinea il dossier - «è conseguente sia alle recenti riforme che hanno gradualmente aumentato la componente contributiva personale nel calcolo della pensione sia alle ricorrenti crisi economico-finanziarie che portano dubbi e paure sul futuro».

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CHI PAGA LE PENSIONI
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Mentre sul fronte del rapporto tra iscritti e pensionati la situazione varia da Cassa a Cassa, con solo 12 pensionati ogni 100 avvocati e, all’opposto, 67 per i giornalisti. L’indice è ovunque in peggioramento (si veda il grafico in basso) , sia per motivi demografici, che contingenti (e il dossier cita il caso dei medici Enpam, in cui non c’è stata sostituzione di molti medici di medicina generale andati in pensione negli ultimi anni). Oltre a Cassa forense, godono di buona salute anche la Cassa dei commercialisti (12,24) e Inarcassa (21,52 per cento).

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