Servizi finanziari

Un pronto soccorso per le Pmi travolte dalla crisi nel lockdown

di Daniela Russo

Consulenza. Analisti consultano dati di bilancio e grafici per decidere i finanziamenti alle imprese

2' di lettura

Accelerare il processo di digitalizzazione: è uno degli imperativi emersi nel corso del 2020 per il comparto dei servizi finanziari. Nell’anno della pandemia, secondo la Relazione annuale della Banca d’Italia, le banche hanno risposto all’aumento della domanda di finanziamenti da parte delle imprese, alimentata dal fabbisogno di liquidità e dalla propensione ad accumulare riserve precauzionali. Tra marzo 2020 e marzo 2021, gli istituti di credito hanno erogato prestiti con garanzia dello Stato per 157 miliardi, pari al 17,7% dei finanziamenti alle aziende in essere alla fine del periodo e a circa un terzo di quelli erogati nell’anno.

Allo stesso tempo, si sono trovate a fare i conti con la necessità di rispondere a esigenze in rapido cambiamento. La ricerca internazionale Global business pulse di Grant Thornton, condotta su 377 imprenditori e manager del settore dei servizi finanziari, ha messo in evidenza cinque grandi sfide: la prima è quella della digitalizzazione, con il 56% delle società nel settore bancario, il 54% dell’assicurativo e il 52% dell’Asset Management che prevedono di incrementare gli investimenti in campo IT. Secondo posto per la specializzazione dei dipendenti, per il 65% delle banche rappresenta uno dei principali ostacoli alla crescita. Altro ambito in cui le imprese investiranno è quello della ricerca e sviluppo. Tra i fenomeni da affrontare anche il comportamento dei clienti e le dinamiche competitive. Infine, oltre il 40% delle imprese nel settore dei servizi finanziari ha incrementato i ricavi di oltre il 5% nel 2020, la maggioranza è ottimista o molto ottimista sul 2021.

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In questo scenario, cresce l’attenzione per le realtà del fintech. L’emergenza Covid19 ha accelerato la digitalizzazione del settore finanziario, cambiando esigenze e abitudini di clienti e Pmi nell’interazione con le banche e portando gli operatori tradizionali ad aprirsi a collaborazioni con un ecosistema di startup e attori non finanziari. Nel lockdown il 51% dei clienti italiani ha avuto necessità di interagire con la sua banca e il 73% di questi si dice soddisfatto del servizio ricevuto grazie a strumenti digitali, secondo le ultime rilevazioni dell’Osservatorio Fintech e Insurtech del Politecnico di Milano. Nel 2020, è cresciuto l’uso di servizi fintech e insurtech, in particolare: identità digitale (usata dal 48% dei consumatori), telemedicina inclusa nella polizza (6%), robo advisoring (6%). Le realtà innovative del fintech e dell’insurtech nel 2002 sono più di 300 e hanno dimostrato di essere molto resilienti: il 54% non ha subito un impatto negativo dopo il primo lockdown e il 19% ha colto nuove opportunità di business.

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