Hotellerie

Un quarto di secolo di ospitalità ai piedi del Monte Bianco

La famiglia Garin festeggia i 25 anni del suo L’Auberge de La Maison, un simbolo per Courmayeur, rilanciando l’attività con investimenti e nuovi servizi

di Lucilla Incorvati

3' di lettura

Immerso nei prati di Entrèves, il secolare villaggio di Courmayeur, l'Auberge de La Maison, dimora storica in pietra e legno in cui si respira tutto il fascino della tradizione alpina (ogni camera ha la sua particolarità) è vero luogo di pace. Da li si ammira il Monte Bianco, uno spettacolo della natura e nel quale in tutte le stagioni dell’anno ci si può immergere. L'Auberge de La Maison è un simbolo dell’ospitalità di Courmayeur: Alessandra Garin, terza generazione di imprenditore ha preso le redini dell'attività di famiglia e ne ha fatto un gioiello dell’ospitalità italiana che proprio quest’anno festeggia i suoi primi 25 anni.

Una storia iniziata negli anni 50

Gironzolando per l'Auberge de La Maison, l'ospite scopre piccole e grandi meraviglie. Libri, quadri, manifesti, mobili, oggetti di antiquariato, tende e suppellettili che sono li a testimoniare la storia dell’hotel ma sopratutto l’impegno della famiglia Garin nell’ospitalità, iniziata ben prima de 1996. Il tutto prende il via negli anni '50, quando i nonni di Alessandra Garin prendono in gestione la Locanda Belvedere in Val Ferret e successivamente La Brenva ad Entrèves. Leo Garin, padre di Alessandra, uno degli uomini simbolo del turismo della Valle, partecipa attivamente alla conduzione delle attività, fino a quando negli anni ‘60 fonda, in quella che era l'abitazione di suo padre, “La Maison de Filippo”. Il ristorante diventerà tra i più famosi e rinomati della Valle d'Aosta, stellato Michelin e meta di tutti i grandi protagonisti del turismo a Courmayeur, da attrici a politici, fino alle più alte cariche dello Stato, sia italiane che francesi. Ed è così che nel 1996, complice la grande passione di collezionista di antichi mobili, opere d'arte, arredi e oggetti di montagna, crea l'Auberge de la Maison, proprio di fronte alla Maison de Filippo.

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I 25 anni de L’Auberge de La Maison

I 25 anni de L’Auberge de La Maison

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Un heritage che si tramanda da generazioni

Da più di 60 anni, dunque, la tradizione dell'arte dell'ospitalità della famiglia Garin si tramanda di generazione in generazione, un heritage alpino inestimabile.La passione di Leo per il collezionismo di montagna e l'innato gusto per l'arredo di sua moglie Patrizia, rendono l'Auberge una vera e propria Casa di ospitalità, diversa da tutti gli hotel di montagna del Monte Bianco. C’è perfino una collezione di libri (è stata creata una carta), divisa secondo 10 tematiche strettamente legate all'esperienza della Tradition du Bien Vivre Auberge, disponibile in italiano, inglese e francese. Nel 2004 dopo aver completato i suoi studi all'École hôtelière di Losanna, Alessandra Garin, figlia di Leo e Patrizia, prende in gestione l'Auberge. Da allora, ogni stagione, Alessandra, accanto alla direzione dell'hotel, da seguito a lavori di ristrutturazione per mantenere intatto questo patrimonio storico, arricchendolo con nuove idee e nuovi spazi per i suoi ospiti. Come i recenti Petit Ambri e Chalet du desir destinati agli ospiti in smart working.

Le soluzioni per gli ospiti in smart working

Dall’estate del 2020 è stato proprio L’Auberge de La Maison, andando incontro alla sempre più ampia richiesta degli ospiti, tra i primi operatori in Italia a predisporre nuovi servizi rivolti a chi ha scelto la montagna della Valle D’Aosta per fare smart working. A loro è stato offerto il Petit Abri (un salotto alpino interamente privatizzabile, dotato di connessione veloce e di tutti i confort di un ufficio) e lo Chalet du Desir, un antico chalet alpino con vista sul Monte Bianco. Si tratta di un vecchio “mazot” proveniente da un alpeggio della Valle in quota, smontato e rimontato nel prato dell’hotel con tutti i suoi pezzi originali. Due angoli che garantiscono, grazie all’ausilio della connessione rapida, di lavorare perfettamente, pur non rinunciando alla pace del luogo. Spazi, questi, che molti ospiti hanno gradito anche nei mesi autunnali e invernali.

Nuovi investimenti nel segno della tradizione

Nei mesi scorsi è stato avviato un progetto di ampliamento della struttura sempre nel rispetto della tradizione con nuove suites, un investimento importante per festeggiare i 25 anni dell’hotel insieme a quello che vede la famiglia Garin riprendere la gestione del celebre Cadran Solaire, lo storico ristorante in centro a Courmayeur di cui la famiglia è da sempre proprietaria. Il ristorante è totalmente in ristrutturazione e aprirà a giugno 2021. L'estate del 2020 è stata davvero positiva in termini di fatturato tanto che è stato superato del 3% il fatturato dell’anno precedente del 3% e stando alle prenotazioni in corso si è confidenti di ripeterlo anche nell’estate 2021. Due i fiori all’occhiello dell’hotel ai quali Alessandra Garin è particolarmente affezionata: una spa alpina e intima, con la piscina più vicina al Monte Bianco, dove provare rituali di benessere con tipici ingredienti di montagna; l'orto con vista Monte Bianco fonte di ispirazione per lo chef del ristorante di Casa e dal quale nascono la gran parte dei prodotti che vengono serviti alla tavola degli ospiti.

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