Scuola

Un semaforo a due colori: come funziona l’app per controllare il green pass dei prof

Dal punto di vista tecnologico e della comodità si tratta di un passo avanti importante; dal punto di vista della privacy e del diritto del lavoro la novità, però, apre a nuove sfide, come riflettono diversi giuristi in queste ore

di Alessandro Longo

(zentilia - stock.adobe.com)

2' di lettura

Un semaforo a due colori, rosso o verde. Rosso: quel docente non ha ancora il green pass, non può entrare a scuola. E dopo cinque giorni di assenza resta senza stipendio. Verde: tutto ok. La piattaforma digitale che il Governo sta preparando, in vista dell'obbligo green pass che scatta il primo settembre per tutto il personale scolastico, è il primo grande controllo automatico di questi “certificati verdi” (“digital green certificate”, come li chiama l'Europa).

Dal punto di vista tecnologico e della comodità è un passo avanti importante; dal punto di vista della privacy e del diritto del lavoro la novità, però, apre a nuove sfide, come riflettono diversi giuristi in queste ore.

Loading...

Insomma, nessuna comodità – in particolare quando c'è di mezzo il controllo su lavoratori – viene senza problemi.

Come funziona la piattaforma

Per ora i presidi sono generalmente contenti, hanno fatto sapere tramite la loro associazione ANP. Non dovranno (loro o chi per loro, come i bidelli) usare l'app VerificaC19 per controllare la presenza del green pass in ciascun dipendente. Una svolta tecnologica, rispetto a quanto avviene negli aeroporti, nei cinema, nei musei e palestre, dove i controlli manuali via app rallentano i flussi. In effetti, sarebbe stato ingestibile – notavano i presidi – farlo a scuola, in tutte le scuole, tutte le mattine.

La piattaforma, in via di sviluppo, introduce in Italia il primo controllo automatico dei pass. È collegata al database nazionale green pass (quello gestito da Sogei che li eroga e permette i controlli manuali via VerificaC19).

La piattaforma interroga il database per sapere, per ogni dipendente della scuola, chi ha il green pass e chi no. Mostrerà quindi alle segreterie una interfaccia dove ogni dipendente sarà associato un colore rosso o verde, stabilendo così il diritto all'ingresso a scuola oppure no.

La piattaforma può calcolare così anche se il docente è rosso – e quindi obbligato a casa – per almeno cinque giorni, facendo scattare la sospensione dello stipendio. Anche questa automatica e sottratta alla possibilità di intervento dei presidi, perché è tutto automatico; tutto registrabile dalla piattaforma in un sistema nazionale.

Da un punto di vista meramente tecnologico, la piattaforma completa insomma il percorso di digitalizzazione dei green pass, perché automatizza l'ultimo anello della catena. Già il green pass è un sistema possibile, in Europa, grazie a una condivisione automatica di informazioni tra diverse strutture e Stati (centro vaccinale, Regioni, Stato centrale, Europa…).

Dal punto di vista normativo, lo scenario è meno lineare e infatti il Garante della Privacy è chiamato a esprimersi; ha già avvisato che non sarebbe accettabile una lista di docenti no vax, ottenuta tramite questa piattaforma automatica.

I nodi normativi

«Per prima cosa sarà necessario proteggere bene l’accesso a questa piattaforma, per evitare che malintenzionati accedano ai dati su chi ha e chi non ha il green pass», dice l'avvocato specializzato in diritto digitale Fulvio Sarzana. «Servirà assicurare l'adempimento delle normative privacy da parte di chi userà la piattaforma. Una bella sfida formare il personale scolastico in merito, in così poco tempo», aggiunge l'avvocato Diego Di Malta.

«Sul piano del diritto del lavoro, la piattaforma introduce una novità che richiederebbe probabilmente una norma specifica – aggiunge Sarzana».

Riproduzione riservata ©

loading...

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti