TMT International

Un semirimorchio per trasporti no limits

Prodotti su misura per agevolare ogni movimentazione

di Michele Romano


2' di lettura

Da semplice fornitore di servizi di manutenzione sulle parti meccaniche di autocarri e semirimorchi a leader italiano nell’allestimento di semirimorchi per il trasporto di qualsiasi tipologia di materiale sfuso o pallettizzato. In mezzo ci sono cinquant’anni di evoluzione di TMT International, scanditi da almeno tre punti fermi: l’introduzione di nuove norme nella distribuzione di carburanti (è il 1980), l’introduzione in Italia dei semirimorchi walking floor per la movimentazione dei rifiuti (siamo nel 1989) e l’introduzione di un semirimorchio innovativo pensato e studiato in casa (1999) per intercettare l’evoluzione del mercato. «Siamo nati con l’obiettivo di far qualcosa di diverso dagli altri – spiega Alfredo Spinozzi, ceo dell’azienda con una laurea in ingegneria meccanica – e il nostro semirimorchio Scrigno, a porte scorrevoli a tutta apertura, rappresenta una sfida tecnologica vinta e un plus di un’utilità straordinaria per i trasportatori».

Anche grazie a quello che è il modello simbolo, il core business di TMT International si basa sui semirimorchi a piano mobile: autoportanti, con porte laterali a telaio continuo, intermodali per strada-mare-ferrovia, considerata una vera e propria rivoluzione nel settore. La risposta del mercato è eccellente: dal 2017 al 2018 il fatturato è raddoppiato (da 3,5 a 7 milioni) e crescerà quest’anno intorno all’80%, anche grazie al raddoppio del fatturato oltre i confini nazionali: Austria, Germania e Australia sono i primi tre mercati di sbocco. «Siamo presenti anche in Africa – sottolinea il ceo -, ma il nostro obiettivo è di espanderci a livello mondiale».

Piccoli sì, ma differenti dai maggiori competitori internazionali perché la produzione di TMT International parte da un foglio di carta bianca: «Ascoltiamo le esigenze del cliente e e realizziamo il semirimorchio che desidera, fornendo poi un’assistenza costante». Sempre rispettando altissimi standard qualitativi, attraverso la ricerca dei migliori materiali e check costanti prima della consegna. Operazioni che Spinozzi considera “fondamentali” e che cominciano all’interno del reparto R&S, dove un’equipe di ingegneri si dedica allo studio di nuove piattaforme e container e alle nuove fasi di lavorazione per la realizzazione di semirimorchi a piano mobile. È questo il cuore dell’azienda, sostenuto da «un continuo e convinto investimento». Del resto, i clienti di oggi si chiamano Eni, Esso, Total, Fiat Industries, Ferrovie dello Stato ed anche Carabinieri ed Esercito Italiano.

Uno stabilimento a San Benedetto del Tronto, «lo stesso dove iniziò la nostra avventura», dedicato all’allestimento di autobotti; un secondo a Monteprandone, sempre nell’Ascolano, per i semirimorchi a piano mobile. «Qui stiamo predisponendo una nuova area di 50 mila metri quadrati – anticipa Spinozzi – con l’obiettivo di unificare tutte le attività in un quartier generale». Un investimento triennale sui macchinari in una logica 4.0» e che accompagnerà TMT nell’intermodalità strada-mare-ferrovia.

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