ARTE E VINO

Un sentiero di «nidi» tra i vigneti tra Vinchio e Vaglio Serra

Una delle migliori cantine cooperative italiane per i suoi primi 60 anni ha realizzato un percorso d’arte per accompagnare gli enoturisti alla scoperta del territorio della Barbera d'Asti

di Giambattista Marchetto


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3' di lettura

Un percorso naturalistico tra i vigneti dedicato al poeta Davide Lajolo, per accompagnare gli enoturisti alla scoperta del territorio della Barbera d'Asti. È questo il “regalo” che la Cantina di Vinchio – Vaglio Serra ha fatto a se stessa e alle comunità locali in occasione del 60° anniversario dalla fondazione. All'interno di un'area geografica che rientra oggi tra i patrimoni immateriali dell'umanità tutelati dall'Unesco, tra i due borghi è stato realizzato il percorso “I nidi di Vinchio e Vaglio Serra”, grazie allo sforzo congiunto della cooperativa vinicola, delle amministrazioni comunali e del Parco Paleontologico Astigiano. È un tracciato che dalla collina soprastante la cantina giunge fino ai confini della riserva della Val Sarmassa, lungo il quale sono state posizionate tre strutture, i “Nidi”. La loro forma richiama volutamente un nido, in onore al termine utilizzato da Lajolo per raccontare il paese natale Vinchio, e in questo spazio i turisti possono mangiare e riposarsi, godendo di un affaccio privilegiato sui vigneti: «La tutela del territorio è la ragione stessa per cui la Cantina è nata - dichiara il presidente Lorenzo Giordano -. In sessanta anni di lavoro la nostra realtà ha dato modo a tanti piccoli viticoltori di credere nel loro territorio, evitando così l'abbandono delle campagne. E la presenza dei viticoltori garantisce a sua volta la preservazione delle nostre colline».

Giacimento gastronomico
Le colline attorno a Vinchio e Vaglio Serra non sono celebri solamente per la Barbera, ma anche per i prodotti della gastronomia. Innanzitutto il tartufo, che trova il suo ambiente ideale nei fitti boschi che intervallano i vigneti. Lo si può trovare nero o bianco ed è un componente fondamentale in ricette tradizionali come l'insalata di carne cruda, il tajarin, l'uovo all'occhio di bue, la tagliata alle erbe. Sulle tavole monferrine non possono mancare gli agnolotti, pasta all'uovo ripiena di carne di arrosto tritata, e la bagnacàuda, nata per accompagnare le verdure stagionali e abbinamento ideale per il cardo gobbo di Nizza Monferrato.

Sessant'anni tra innovazione e tradizione
Indicata dalla rivista Weinwirtschaft, nel 2017, come la miglior cantina cooperativa italiana, la Cantina Vinchio Vaglio Serra nasce il 19 febbraio 1959 per iniziativa di diciannove viticoltori, che vedono in essa l'opportunità di accrescere la remunerazione della Barbera. Il conferimento delle uve è all'inizio limitato alle zone vocate di Vinchio, Vaglio Serra e Noche. Forte di un peso crescente nell'economia della zona, la cantina chiede ai soci il conferimento totale delle uve raccolte e aumenta la produzione, che nel 1964 raggiunge quota 27mila ettolitri.
Gli anni '70 portano la riforma del dividendo per incentivare il miglioramento delle uve, riconoscendogli un premio scalare migliorativo, proseguendo negli anni '80 la sfida della qualità con la vigna elemento centrale. I vigneti sono distinti a seconda della qualità delle uve, che vengono selezionate in funzione delle etichette che abbracciano il patrimonio enologico regionale: non solo Piemonte Doc ma anche importanti Docg come Barolo, Barbaresco, Gavi, Asti, Arneis. E poi la grande passione per la Barbera, simboleggiata da etichette come il “Vigne Vecchie” nato per salvaguardare i vigneti storici, o la super-selezione Docg Superiore “Sei Vigne Insynthesis” pensata negli anni ‘90.

Oggi la cantina conta 192 soci e gestisce uve da una superficie coltivata di 448 ettari, per una produzione complessiva di oltre 31mila ettolitri. Il fatturato supera gli 8,6 milioni di euro e solo il 16% è realizzato fuori Italia (soprattutto in Europa, Brasile, Nord America e Giappone).

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