INNOVAZIONE ITALIANA

Un simulatore di guida al Politecnico di Milano per studiare l’auto del futuro

Il campus Bovisa è ora dotato del Driving Simulator Lab per effettuare test utili per la sicurezza stradale e i sistemi di guida autonoma

di Federico Cociancich

Il simulatore di guida del politecnico di Milano in azione

3' di lettura

Inaugurato presso il campus Bovisa del Politecnico di Milano il primo simulatore di guida dinamico Driving Simulator Lab, progettato da VI-grade e realizzato grazie al contributo di Regione Lombardia.

Il Politecnico di Milano rappresenta un'eccellenza in campo universitario: secondo una classifica stilata dal QS World University Rankings, è il nono al mondo, considerando circa mille università simili, per quanto riguarda il “Mechanical, Aeronautical & Manufactoring Engeneering”, ovvero per le attività di ingegneria Meccanica, Aeronautica e Tecnologie.

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Da sempre attento alle trasformazioni e ai grandi cambiamenti, ai rapporti con le imprese e a quelli con il territorio punta molto su una formazione in grado di integrarsi con le necessità aziendali, così da cercare di attrarre giovani ricercatori, senza che questi cerchino altrove. Per questo punta anche su grandi laboratori: dalla microelettronica, sta infatti cercando di realizzare la più grande camera bianca per la realizzazione di sensori per l'Intelligenza Artificiale, all'architettura, non soltanto con la classica modellistica architettonica tridimensionale, ma anche con strumenti digitali per un nuovo approccio all'urbanistica e per guidare la trasformazione delle città. In questo contesto si è inserito un altro tassello importante, rappresentato dal nuovo simulatore di guida DiM400, un gioiello hi-tech da 5 milioni di euro, finanziati per il 40% da Regione Lombardia.

Questo innovativo simulatore vuole essere la base di un'infrastruttura di ricerca, la più grande nel nostro Paese per i ricercatori, che saranno così in grado di partecipare a grant europei (sarà quindi una leva per acquisire fondi internazionali), e contemporaneamente porsi al servizio delle imprese del territorio nel settore Automotive: dal tradizionale testing di componentistica per autovetture, fino allo studio di scenari legati all'auto connessa e autonoma.

Le caratteristiche del simulatore

Il simulatore è composto da una ambientazione virtuale proiettata su uno schermo panoramico e un abitacolo che poggia su un sistema di attuatori (bracci mobili) che, grazie ad algoritmi matematici, sono in grado di replicare il funzionamento reale: il guidatore ha quindi una percezione della guida molto simile a quella che avrebbe se fosse seduto su un veicolo in strada.

Primo nel mondo, poggia su un cuscino d'aria millimetrico per eliminare gli attriti e presenta un sistema di movimentazione basato sull'utilizzo di cavi che consente di ottenere un campo di movimento più esteso, esponendo il guidatore ad accelerazioni più alte e per un tempo maggiore. L'abitacolo è quindi mobile e il conducente, grazie ai movimenti del simulatore e ai sistemi attivi integrati, è sottoposto esattamente alle stesse forze a cui sarebbe sottoposto nella realtà. Nel mondo esistono già diversi simulatori, anche di dimensioni maggiori, ma l'alta innovazione di quello del Politecnico fa sì che sia estremamente reattivo e che riesca ad avere una latenza estremamente ridotta, appena 20 ms, rispetto ai comandi impartiti dal pilota.

Le possibili applicazioni

“Grazie al simulatore è possibile effettuare test affidabili in sicurezza e con tempi e costi ridotti al minimo”, ha spiegato Gianpiero Mastinu, che ha coordinato il progetto. DiM400 verrà infatti utilizzato per elaborare dati relativi alla sicurezza stradale, per lo studio dei veicoli ecologici, per il test della componentistica Automotive e per lo sviluppo dei sistemi di guida autonoma. Le applicazioni del simulatore riguarderanno la didattica, con particolare attenzione alle questioni relative alla dinamica del veicolo e all'interazione guidatore-veicolo-infrastruttura; la ricerca, nell'ambito di un contesto europeo, e si integreranno con quelle di altri laboratori presenti al Politecnico.

Un'altra applicazione fondamentale sarà quella di essere al servizio delle aziende: l'industria Automotive lombarda è ai massimi livelli per quanto riguarda l'innovazione delle PMI. In Lombardia è infatti presente una grande concentrazione di aziende che producono componentistica Automotive. Ma come possono queste aziende essere avvantaggiate dal simulatore? Ad esempio testando l'effetto delle proprie soluzioni sul consumatore finale già in fase di progettazione e di prototipazione, per presentarle con più efficacia alle diverse Case automobilistiche. A

llo stesso modo, è possibile sperimentare e perfezionare tutti i sistemi avanzati di guida assistita (ADAS) o autonoma. Altrettanto importante la possibilità di verificare l'interazione fra utenti della strada e infrastrutture, ad esempio la sensoristica per il traffico, prima che queste ultime siano costruite, e di sviluppare studi sulla sicurezza della guida.Il nuovo simulatore rientra quindi a pieno titolo nel progetto di innovazione costante da parte del Politecnico di Milano, che si pone come obbiettivo di essere competitivo, a livello nazionale ed internazionale, e attrattivo nei confronti del capitale umano.

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