E-GEOS

Un supporto anche per i piccoli

L’agricoltura di precisione migliora la resa dei campi

di Marco Morino

L’agricoltura di precisione migliora la resa dei campi


2' di lettura

Le osservazioni dall’alto possono essere molto utili alla resa dei campi agricoli, in particolare quelle da satellite. La tecnologia satellitare permette il monitoraggio del ciclo di crescita delle colture in tutte le sue fasi: dall’aratura alla semina fno al raccolto. Le informazioni raccolte permettono di migliorare la qualità dei prodotti, valutare lo stato fisiologico delle piante e l’insorgenza di malattie per agire solo quando necessario, risparmiando tempo, energia, risorse idriche, fertilizzanti e riducendo emissioni e inquinamento. È la cosiddetta agricoltura di precisione. Attraverso le informazioni raccolte via satellite, la resa delle coltivazioni può aumentare del 15-20% mentre l’uso della chimica può ridursi del 15-20% altrettanto. Le sentinelle che possono aiutare l’agricoltura italiana sono i satelliti del programma europeo di osservazione della Terra Copernicus e quelli della costellazione italiana Cosmo-SkyMed, elaborati e distribuiti dalla società e-Geos, la joint venture tra Telespazio (società controllata da Leonardo) e Agenzia Spaziale Italiana.

«Un agricoltore - spiega Bruno Versini, direttore generale di e-Geos - conosce i suoi terreni e le piante più forti o deboli e di conseguenza quelle che richiedono più o meno fertilizzanti, più o meno irrigazione più o meno fitofarmaci. L’innovazione che sta introducendo l’agricoltura di precisione è rendere questi processi oggettivi, riproducibili e applicabili soprattutto a vaste aree coltivate, o colture ad alto reddito come i vigneti, proprio per dosare in modo ottimale fertilizzanti, acqua e fitofarmaci e stabilire il momento ottimale per la raccolta. Evidentemente il fine ultimo è quello di aumentare le rese e ridurre i costi associati. Aggiungerei, aspetto non banale, anche la riduzione dell’inquinamento dei terreni e di conseguenza delle acque e quindi l’aspetto sociale nei confronti dell’intera collettività».

Abbiamo detto che l’aiuto dall’alto semplifica il lavoro del contadino e i dati ricavati via satellite migliorano la resa dei campi. Ma non va trascurato neppure l’impatto sull’ambiente. «Ci saranno benefici nelle rese dei terreni - osserva Versini - ma ritengo che i benefici maggiori arriveranno dall’ottimizzazione dell’uso di fertilizzanti e fitofarmaci. Pensi ad esempio all’importanza delle previsioni meteo legate all’utilizzazione di fertilizzanti. Fertilizzare un terreno immediatamente prima di una pioggia, se le previsioni meteo non sono considerate, ha gravi impatti sia economici sia di immediato inquinamento ambientale, che può essere evitato integrando in modo sinergico informazioni di natura diversa. Per quanto riguarda la quantificazione, la collezione di dati statistici ci consentirà anche di poter avere informazioni quantitative attendibili su rese e riduzione di costi».

Gli agricoltori italiani sono più di un milione, di cui la metà sono piccoli agricoltori. Una realtà agricola nazionale così frammentata rischia di rendere meno efficace l’agricoltura di precisione? Risponde Versini: «Anche se attualmente, per le singole piccole aziende, l’analisi costi/benefici non offre sostenibilità economica all’agricoltura di precisione, se non per le colture a reddito più alto (vigneti di pregio ad esempio), anche le piccole aziende possono beneficiare di informazioni agro-meteo accurate e spazializzate su base geografica, quindi ottimizzare acqua, fitofarmaci e fertilizzanti, se riunite e consorziate, magari grazie all’azione dalle associazioni di categoria».

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