MG PROJECT

Un team di ingegneri alza il livello delle Tlc

L’azienda nata a Pescara sviluppa reti e servizi in tutta Italia

di Giampaolo Colletti

L’azienda nata a Pescara sviluppa reti e servizi in tutta Italia


2' di lettura

In fondo se la qualità del segnale dei nostri smartphone è alta dipende anche da loro. Perché dove ci sono stazioni radio base tendenzialmente c’è il lavoro di una squadra di ingegneri dislocata in ogni angolo d’Italia. Si tratta di Mg Project, società di ingegneria nata nel 2016 e impegnata per la progettazione esecutiva di impianti per la telefonia fissa e mobile. «Lavoriamo con tutti i player italiani e internazionali. La forza sta proprio in un team reticolare fatto di competenze trasversali che si innestano tra loro. Si tratta di professionisti che lavorano a progetti importanti e che gestiscono processi complessi. Il lavoro di squadra è tutto. Ecco perché scommettiamo anche sulla formazione: nasce così la nostra Academy, dedicata a dipendenti e partner con l’obiettivo di gestire ogni progetto secondo gli alti standard tecnici», racconta Raimondo Marotta, Ceo di Mg Project. Questo ingegnere chimico di 42 anni, nato a Isernia e oggi di base a Pescara, nel suo percorso universitario ha incontrato una persona con cui ha iniziato a lavorare nelle telecomunicazioni. E da lì è nata la passione. «Mi sono specializzato nei software di analisi di impianti e mi sono unito ad altri due amici e oggi compagni di viaggio: insieme abbiamo messo in piedi Mg Project», ricorda Marotta.

Oggi la società conta 36 dipendenti e 60 collaboratori tra ingegneri, geometri e architetti con un’età media sui 38 anni e con un percorso di selezione che attinge direttamente dai circuiti universitari. Ma il numero si moltiplica calcolando ben 43 studi partner e con l’indotto complessivo si arriva a quasi 400 unità. «Seguiamo il processo autorizzativo delle stazioni radio base o degli impianti indoor o outdoor per distribuire il segnale in grossi edifici, centri commerciali e stadi. Abbiamo anche una governance dei processi e di fatto siamo sinergici coi clienti: alleggeriamo il loro lavoro», precisa Marotta. Dal primo bilancio di esercizio di 200mila euro si è passati all’ultimo fatturato del 2019 chiuso a poco più di 8 milioni di euro, con un analogo previsionale sul 2020, operando di fatto anche per il mercato francese e spagnolo. «Siamo riusciti a crescere in così poco tempo perché siamo andati incontro alle esigenze dei clienti, offrendo efficienza e digitalizzazione. Per farlo occorrono visione e intuizione. In fondo nel nostro lavoro siamo stati anche un po’ folli». Headquarter a Roma, sede storica a Pescara e diverse succursali in Italia. Il segreto è adattarsi rapidamente ai bisogni del mercato, leggendo quei segnali deboli di questo tempo fragile. Ne è convinta Marotta: «Il lockdown non ha fermato il lavoro, grazie agli investimenti avviati tempo prima per digitalizzare i nostri server. E nell’arco di ventiquattr’ore abbiamo trasformato il nostro lavoro agile».

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