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Un «tecnico» in pole per il ministero del lavoro: chi è Marina Calderone

Revisione del reddito di cittadinanza, correzioni al decreto Trasparenza e taglio del cuneo tra i dossier della presidente del consiglio dei consulenti del lavoro

di Giorgio Pogliotti

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2' di lettura

Un tecnico per guidare il ministero del Lavoro. Ad avere le maggiori chances di ricoprire la carica di ministro nel dicastero di Via Veneto è Marina Calderone, classe 1965, profonda conoscitrice del mercato del lavoro, presidente del consiglio nazionale dell’ordine dei consulenti del lavoro dalla fine del 2005. Il suo nome è stato indicato direttamente da Giorgia Meloni, incontrando il gradimento degli alleati di Governo. Come professionista, Calderone si è specializzata nella gestione delle grandi crisi aziendali, ha seguito aziende private e partecipate pubbliche.

Un know how che tornerà utile per la gestione di una stagione che si profila molto “calda” per le aziende, alle prese con l’impennata record dei prezzi dell’energia.

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Le esperienze europee e nel Cda di Leonardo

Calderone si sta facendo apprezzare a livello europeo, è portavoce per gli Ordini e le professioni regolamentate al Cese, il Comitato economico e sociale europeo e dal 2006 presiede il club europeo professioni giuslavoristiche. Ha anche ricoperto due mandati come consigliera nel Cda di Leonardo,il colosso del settore dell'alta tecnologia (Aerospazio, Difesa e Sicurezza) ex Finmeccanica.

In cima all’Agenda: rimodulare il Rdc

Tra i primi dossier all’esame del nuovo Governo ci sarà il reddito di cittadinanza. In più occasioni Calderone ha sostenuto che il sussidio non va abolito, ma rimodulato per lasciarlo come strumento di protezione sociale in chiave anti povertà, separandolo dalla “seconda gamba”, quella delle politiche attive del lavoro che si sono rivelate un flop. La sfida sarà rilanciare le politiche attive del lavoro, forti anche dei 4,9 miliardi previsti in totale dall’Europa con il Pnrr e il programma React Eu.

Altra priorità: meno oneri burocratici nei rapporti di lavoro

Un’altra priorità più volte ribadita da Calderone è la semplificazione degli oneri burocratici che gravano sui datori di lavoro, che ha come primo bersaglio la modifica del cosiddetto decreto Trasparenza del ministro Orlando, che ha provocato un appesantimento degli adempimenti accolti con proteste da parte delle principali associazioni di rappresentanza datoriale . In una lettera inviata al ministro Orlando, Calderone ha chiesto la revisione del decreto legislativo n. 104 del 2022 attuativo della Direttiva europea 2019/1152 perché «crea le condizioni per un enorme aggravio di oneri burocratici nella gestione dei rapporti di lavoro, ampliando a dismisura la portata dei contenuti della Direttiva, vanificando la finalità sostanziale del diritto all’informazione».

Altro tema in agenda di Marina Calderone sarà il taglio del cuneo fiscale e contributivo, in particolare è sua la proposta di introdurre una tassa piatta su straordinari e premi per favorire l’incremento delle retribuzioni, insieme all’aumento della produttività.

Il ruolo del marito, Rosario De Luca

Con il marito, Rosario De Luca, condivide l’impegno nella professione. De Luca è presidente della Fondazione studi del consiglio nazionale dei consulenti del lavoro, e anche consigliere d’amministrazione dell’Inps. Insieme, da anni organizzano il festival del lavoro, appuntamento aperto a politici di tutti gli schieramenti.

Chi la conosce bene, sostiene che Calderone ha una vocazione per il dialogo sociale, è una mediatrice, dote molto utile nel mondo - spesso conflittuale - delle professioni, per lei che presiede il Cup, il comitato unitario degli ordini e collegi professionali dal 2009. Non ha nessuna tessera di partito, come tratto caratteriale, diversi hanno notato che la presidente del consiglio nazionale dell’ordine è solita rivolgersi ai 27mila consulenti del lavoro iscritti come «suoi figli».


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