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Un terminal per il Gnl a Cagliari: 84 milioni di investimento

di Davide Madeddu

(Ansa)

2' di lettura

Un investimento da 84 milioni di euro e un obiettivo: fornire 450 milioni di metri cubi di metano all’anno raggiungendo abitazioni e navi a partire dal 2019. A portare avanti l’iniziativa imprenditoriale che parte dalla realizzazione di un terminal per il Gnl (Gas naturale liquefatto) nel Porto Canale di Cagliari è la Isgas Energit Multiutilities Spa. Azienda controllata dalla Mediterranea Energia S.p.A che si occupa della distribuzione del gas metano, GPL ed aria propanata attraverso reti canalizzate nei vari territori comunali.

Superata la prima fase, quella come spiega Pinuccio Deroma, amministratore delegato “della conferenza asincrona” si attende ora la convocazione della «conferenza dei servizi sincrona per il via definitivo della prima parte del progetto – spiega Deroma – dove però le obiezioni sono in termini di prescrizioni». Il 25 agosto scade il termine per la definitiva assegnazione dell’area pubblica. Il Terminal sarà, che occuperà una superficie di 73 mila metri quadrati, sarà caratterizzato da una struttura in banchina per la connessione e lo scarico del Gnl dalle navi metaniere, un complesso di tubazioni criogeniche per il trasporto del fluido nella zona impianto, un sistema di stoccaggio, pompaggio, e rigassificazione del Gnl.

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«Il progetto prevede la costruzione di un deposito da 22mila metri cubi costituito da 18 serbatoi criogenici a forma di sigaro alti 6 metri e lunghi 56 – spiega ancora Deroma – 9 stazioni di pompaggio e 40 vaporizzatori che riportano il Gnl, che arriva via mare sotto forma criogenica, ossia a meno 163 gradi, allo stato gassoso». All’interno della struttura anche una stazione per il filtraggio, la misura e l’odorizzazione del gas naturale propedeutica all’immissione nelle reti di trasporto. Un passaggio che permette di mettere in rete poi quanto arrivato al porto. «In questo modo siamo in grado mandare in rete il metano e di raggiungere, allo stato, le 320 mila persone. Noi abbiamo già realizzato 600 chilometri di reti connesse».

C’è poi un altro aspetto, come si legge nel progetto, che riguarda il bunkeraggio marittimo che può avvenire da autobotte a nave (Truck-To-Ship – TTS); da impianto a terra a nave (Pipeline-To-Ship – PTS); da nave a nave (Ship-To-Ship – STS); da cisterne mobili o ISO Container criogenici. Quanto ai tempi di attuazione, la Isgas conta di chiudere la procedura entro sei mesi. «Deve essere ancora rilasciata l’autorizzazione dei vigili del fuoco sulla sicurezza e la valutazione di impatto ambientale – prosegue l’amministratore -. E contiamo di definire le procedure, al massimo, entro febbraio. Seguendo questo percorso dal 2019 i sardi potranno iniziare a sfruttare il metano della rete». In Sardegna sono stati presentati anche altri quattro progetti: tre per la zona di Oristano e uno nel Sassarese. A presentarli Higas, Edison, Ivi Petroligera e Consorzio industriale Sassari.

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