bassetti presidente della cei

Un toscano alla guida dei vescovi, sulle orme di don Milani

di Carlo Marroni

2' di lettura

È toscano di Marradi, terra dura, di confine. Ma questo non ha influito sul suo carattere, tutt’altro che spigoloso. Gualtiero Bassetti, cardinale dal 2014, per votazione maggioritaria dell’assemblea e per volere di Francesco è il nuovo presidente della Conferenza Episcopale Italiana per il prossimo quinquennio: non è ipotizzabile un periodo più lungo perché ha già 75 anni, ed è prorogato fino a 80.

È un pastore stimato e conosciuto in tutta Italia, dialogante e disponibile. Un ottimo carattere, insomma, in questo diverso da quel don Lorenzo Milani di cui ha dichiarato essere un sincero ammiratore (e sulla cui tomba andrà il Papa il 20 giugno): per lui il priore di Barbiana era «un fratello. Avvicinarsi a lui era come un’avventura, bisognava avere il coraggio di farsi graffiare. Sulle prime era aggressivo, poi di una dolcezza unica; voleva essere spietatamente vero».

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Cresciuto nella chiesa fiorentina di Piovanelli Bassetti ha ricoperto nella sua vita molti incarichi, tra cui quello di vice presidente della Cei per il centro Italia. La sua vita da prete è segnata dall’esperienza nella chiesa fiorentina, e in particolare la vicinanza al grande cardinale fiorentino Silvano Piovanelli (che fu ausiliare di Giovanni Benelli, in corsa due volte per il papato) scomparso di recente ultracentenario. Poi la nomina a vescovo: prima a Massa Marittima-Piombino e nel 1998 ad Arezzo. Nel 2009 la nomina da parte di Benedetto XVI a Perugia, anche se molti lo consideravano il candidato naturale per la guida della diocesi di Firenze, dove invece era già stato destinato Giuseppe Betori, in uscita dalla segreteria generale della Cei gia' retta da Bagnasco e prima da Ruini.

Molto concentrato sull'attività pastorale del territorio Bassetti è spesso tra i lavoratori delle fabbriche in difficoltà, in difesa della dignità e del posto di lavoro. È considerato molto vicino a Papa Francesco, di cui ha abbracciato quella che ha definito «la rivoluzione della tenerezza» di Papa Francesco. Ai politici ha chiesto «un sussulto profetico» nel garantire la legalità e nel contrastare droga, alcol e gioco d'azzardo. «Anche se il presente assume le sembianze fosche degli attentati terroristici o dei ritratti sfigurati dei rifugiati che fuggono dalle loro case – ha scritto in un editoriale - occorre avere la fede e il coraggio di non aver paura del futuro. Perché chi ha paura non ha futuro».

Come tutti i vescovi ribadisce i temi di vita e famiglia, ma senza esasperazioni o guerre di religione (che appartengono a passate stagioni), come ha fatto in occasione della morte per eutanasia di Dj Fabo. Quale sarà la Cei da lui presieduta? Le diocesi italiane ogni anno erogano 25 milioni di pasti ai poveri (cifra annunciata da Bagnasco) e a fronte di un contributo dell’otto per mille attorno al miliardo sostengono un impegno economico dieci volte tanto, grazie alle offerte. Sarà su questo fronte di aiuto ai bisognosi - in particolare migranti e disoccupati - che la Cei di Bassetti, insieme al segretario generale Nunzio Galantino, si impegnerà sempre di più.

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