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Un trio “rosa” nel gotha di Fleet Street: le donne conquistano la stampa britannica

Dal Financial Times all’Economist, un terremoto scuote l’ingessato mondo dell’editoria britannica: in sei anni, tre donne nel ruolo di direttore delle principali testate giornalistiche mondiali

di Simone Filippetti

3' di lettura

Una mattina di fine ottobre del 2019, il decano del giornalismo britannico Lionel Barber, allora potente direttore del Financial Times, che da 15 anni è alla guida del quotidiano economico più famoso e prestigioso al mondo, atterra a Tokyo. Ha un appuntamento con Kita-San, il grande capo del Nikkei, la conglomerata giapponese proprietaria della Borsa di Tokyo che ha comprato lo storico giornale economico britannico quattro anni prima, nel 2015. Barber è in scadenza: avrebbe dovuto abbandonare già al traguardo dei dieci anni, regola non scritta per un direttore del giornale salmonato, ma proprio i nuovi azionisti nipponici gli chiesero di restare. In quell'autunno è arrivato il momento di scegliere l'erede: Barber fa un nome che spiazza tutti. Il suo erede sarà una donna, Roula Khalaf. Oggi tre donne sono ai vertici dei più importanti organi informazioni al mondo: Ft, l’agenzia Reuters e il settimanale The Economist.

Dal Libano a Friday Street

Roula Khalaf, già corrispondente dal Medio Oriente, era da alcuni anni il vice di Barber, ma la scelta è comunque un fatto rivoluzionario: Khalaf è la prima donna, e neppure inglese ma di origini libanesi, a diventare Editor-in-Chief di Ft da quando fu fondato nel 1888. Barber è volato fino in Giappone, il 14esimo viaggio intercontinentale ha annotato nel libro di memorie intitolato “The Powerful and the Damned”, per comunicare la scelta all'editore e invitarlo a fare l'annuncio alla redazione, che desterà molto scompiglio, di persona a Londra. La nomina di Khalaf è stata un terremoto nell'ingessato mondo di Fleet Street, la stampa britannica, anche perché non aveva un retroterra finanziario e di mercati, ma veniva dalla politica estera. Dal Medio Oriente al top job nel futuristico palazzo di Friday Street, la nuova sede del quotidiano a Londra.

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Una nuova via al giornalismo

Ma soprattutto, con la sua scelta, Barber ha aperto la strada all'ingresso delle donne ai piani alti dei media inglesi. Oggi, si contano almeno tre direttori donna al comando di prestigiose testate internazionali. Due anni dopo, il 13 Aprile un altro Sancta Sanctorum è stato aperto. L'agenzia Reuters, una delle principali fonti di informazione mondiale, nata a Londra a fine ‘800, ha scelto Alessandra Galloni come capo: è la prima volta in 170 anni di storia della. La 47enne Galloni, nata a Roma, è anche la prima italiana ad arrivare ai vertici de giornalismo internazionale: sostituisce Stephen J. Adler, che andrà in pensione questo mese dopo aver guidato la redazione negli ultimi dieci anni. Adler lascia l'agenzia dopo essersi aggiudicato centinaia di premi giornalistici, tra cui sette Premi Pulitzer. Galloni, che parla 4 lingue, è approdata alla Reuters nel 2013, dopo aver lavorato per 13 anni al Wall Street Journal, specializzandosi in economia e finanza e lavorando come corrispondente da Londra, Parigi e Roma. Ha acquisito fama seguendo il crack della Parmalat: i suoi articoli sul crack di Collecchio gli sono pure valsi dei premi.

Tutto è cominciato all’Economist (degli Agnelli)

I puristi delle Quote Rosa, però, ricordano che la prima rivoluzione “rosa” nel mondo della stampa britannica è stata lanciata dal settimanale Economist di proprietà della famiglia Agnelli (la holding Exor ne controlla il 43%): nel 2015 sulla plancia di comando, come 17esimo direttore, è arrivata una donna, Zanny Beddoes. All'anagrafe, nata come Suzan Elisabeth, ma per tutti Zanny, è la figlia di un ex militare britannico e di una donna tedesca. Laureata in filosofia al St Hilda College di Oxford, e con un master da Harvard, Beddoes è stata assunta all'Economist nel 1994, dopo due anni al FMI, il Fondo Monetario Internazionale. Dopo dieci anni è salita fino al ruolo più importante. Tutte e tre le “Signore del Giornalismo”, sono, casualità, nell’informazione finanziaria: il mondo del giornalismo economico in Gran Bretagna parla solo al femminile. E, altra casualità, sono tutte oriunde o expat: figlie del meltin pot di Londra, oggi messo in discussione dalla Brexit.


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