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Un tuffo nel blu alla scoperta di magici mondi sommersi

<span class="bold-nellocchiello">Immersioni. </span>Un’occasione per scegliere la meta di una vacanza a contatto con il mondo sommerso tra blue hole, barriere coralline, grotte e laghi incantati. E persino musei

di Marika Gervasio


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Sacri. La parola cenote deriva dalla lingua dei Maya: dzonot, che significa “acqua sacra”. Si stima che nella penisola dello Yucatan in Messico ce ne siano circa 7mila (Adobestock)

4' di lettura

Si trova a sei miglia dalla costa di Key Largo, in Florida, a 19 metri di profondità l’Aquarius Reef Base, il laboratorio subacqueo gestito dalla Florida International University nel quale si sono allenati gli astronauti della Nasa in vista della missione Artemis che dovrebber riportare l’uomo sulla Luna nel 2024. Dieci giorni, a partire dal 10 giugno, per la spedizione Neemo 23 (Nasa Extreme Environment Mission Operations), capitanata dall’italiana Samantha Cristoforetti, per raccogliere informazioni preziose sul ritmo sonno-veglia, sull’impatto dell’assenza di gravità sulla composizione corporea e sulle possibilità di utilizzare la realtà aumentata per la navigazione.

Il giro del mondo sommerso

Per esplorare il misterioso mondo sottomarino non è necessario, però, essere astronauti: immergersi - non come professionisti, ma da semplici appassionati – non richiede una particolare preparazione fisica, anche se vanno comunque rispettate alcune regole fondamentali soprattutto in base alla difficoltà. Le immersioni sono anche un’occasione per organizzare viaggi e vacanze in tutto il mondo. Non dimentichiamo che il 70% del nostro pianeta è coperto dall’acqua, quindi le possibilità e i luoghi da scoprire - più o meno noti - sono innumerevoli. E spettacolari, tra barriere coralline, parchi archeologici sottomarini e blue hole in un immaginario giro del mondo sommerso.

A partire dalla Grande Barriera corallina australiana, patrimonio dell’Unesco, una delle sette meraviglie sottomarine indicate dall’organizzazione no-profit Cedam International (Conservation, Education, Diving, Awareness and Marine research). Il più grande organismo vivente sulla Terra, visibile anche dallo spazio, raggiunge i 2.300 chilometri di lunghezza e comprende migliaia di barriere coralline e centinaia di isole con oltre 600 tipi di coralli che pullulano di squali, tartarughe, delfini e altre 1.500 specie di pesci dai colori caleiodscopici, molluschi e stelle marine. È una delle più grandi attrazioni turistiche dell’Australia e genera ogni anno un giro d’affari di oltre 3 miliardi di euro.

Gli appassionati di relitti possono andare alla scoperta dei fondali della Repubblica di Palau, un’altra meraviglia sottomarina che ospita una serie di siti leggendari come Blue Corner, Jellyfish Lake, Chandelier Cave, Peleliu Express. Siamo in Micronesia in un arcipelago di isole e isolette che offre ai sub spettacoli come reef verticali, giardini di corallo, canyon e relitti della Seconda guerra mondiale, navi e aerei americani o giapponesi.

Dall’Oceania all’Asia

Spostandosi un po’ più a ovest, si arriva a Komodo. Famosa per la presenza di un drago, il Varanus komodoensis, l’isola indonesiana è caratterizzata da un’enorme biodiversità delle acque. A cavallo tra l’oceano Indiano e il Pacifico, il suo Parco Nazionale ospita mante giganti che lì si riuniscono per nutrirsi, ma anche squali pinna nera, grigi di barriera corallina e pesci napoleone, cavallucci marini. E poi giardini subacquei coloratissimi di coralli molli rossi e viola, coralli verdi e anemoni rosa. Sorprese anche per chi sceglie le immersioni nei siti di sabbia nera dell’isola di Sangeang vicino Komodo che potrà vedere vermi Bobbitt - giganteschi bruchi beige con una lucentezza iridescente - e polpi mimetici capaci di modificare la propria forma per imitare serpenti di mare, pesci leone, sogliole, stelle di mare, granchi, molluschi, meduse e anemoni.

Tra Centro e Sud America

Attraversando l’Oceano Pacifico verso le coste caraibiche dell’America centrale e meridionale, si arriva in Belize, in un altro sito patrimonio dell’Unesco: il Great Blue Hole, uno dei luoghi sottomarini più suggestivi al mondo. Al centro dell’atollo di Lighthouse Reef, una dolina carsica subacquea, quasi perfettamente circolare, profonda più di 120 metri. Jacques-Yves Cousteau, che vi ha fatto le prime esplorazioni, lo ha eletto come uno dei dieci siti di immersione più interessanti al mondo anche per via delle pareti quasi verticali caratterizzate da un grandissimo numero di stalattiti lunghe fino a 12 metri. Più in profondità, ma solo per i più esperti, i passaggi diventano più angusti e non è raro incontrare squali nutrice, leuca, pinna nera del reef e cernie giganti.

I fortunati che riescono ad arrivare più a sud, alle Galápagos (patrimonio dell’Unesco) - quattordici isole vulcaniche a mille chilometri dalla costa del Sud America, di proprietà dell’Ecuador - possono aspettarsi di vedere praticamente qualsiasi cosa, dai pinguini agli squali martello e balena, leoni marini e mante giganti. Vengono organizzate crociere ad hoc per gli appassionati di immersione - è consigliato avere un po’ di esperienza vista la presenza di forti correnti, repentini cambi di temperatura dell’acqua (termoclimi) e di visibilità - per raggiungere siti interessanti come le isole Darwin e Wolf.

Meraviglie africane

Chiudiamo il giro del mondo sottomarino con l’Africa, dove, Mar Rosso a parte, le destinazioni sono numerose. Solo per citarne una, l’arcipelago di Quirimbas in Mozambico, un vero e proprio paradiso con fondali incontaminati con barriere coralline dove nuotano tartarughe, balene, delfini, dugonghi, squali e 375 diverse specie di coloratissimi pesci tropicali.

Arte e acqua dolce

Diving non significa solo flora e fauna marine, ma anche arte. Restando ai Caraibi, ma spostandosi in Messico a Cancun, si potrà visitare il Musa (Museo Subacuático de Arte) che ospita le opere dell’artista Jason deCaires Taylor. Il più grande museo subacqueo del mondo con 500 sculture prevalentemente di esseri umani a grandezza naturale, creato per dimostrare l’interazione tra arte e ambiente visto che le sculture sono realizzate con uno speciale materiale che favorisce la vita del corallo.

Dal mare alle acque dolci, come quelle dei “cenote”, grotte carsiche parzialmente o totalmente collassate. Come Dos Ojos, uno dei tanti che costella la penisola messicana dello Yucatan. Il nome stesso lo suggerisce: Dos Ojos, due occhi, è costituito da due cenote principali. Un’immersione fatta di attraversamenti di cunicoli e grotte, spesso bui, quindi non per principianti, dove i protagonisti non sono i pesci, ma gigantesche stalattiti millenarie e scenografici giochi di luce e ombre con i raggi del sole che filtrano tra le spaccature della roccia.

Surreale, e decisamente insolito, è il lago Kaindy in Kazakistan. Formatosi dopo un forte terremoto nel 1911, offre uno spettacolo unico: una foresta sommersa perfettamente conservata dall’acqua freddissima. Dai colori che passano dal turchese e il verde smeraldo, il suo nome significa, infatti, “pieno di betulle” e la sua temperatura, in estate, raggiunge a fatica i 6 gradi.

Chiudiamo con una curiosità: il Grüner See, o lago verde, di Tragöss, in Austria, il cui livello dell’acqua si alza di circa 10 metri a primavera con lo scioglimento delle nevi. Il fenomeno dura appena qualche settimana, nel corso delle quali vengono sommersi sentieri, prati e alberi. Il risultato è un magico paesaggio sommerso.

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