ServizioContenuto basato su fatti, osservati e verificati dal reporter in modo diretto o riportati da fonti verificate e attendibili.Scopri di piùL’iniziativa

Un ufficio a Milano inserisce i profughi ucraini nel mondo del lavoro, dalla ristorazione alla sanità

L’idea dello studio legale Bonelli Erede, supportato da onlus, Regione e Comune. Si guarda soprattutto ai settori in cui le imprese chiedono addetti

di Sara Monaci

(metamorworks - stock.adobe.com)

2' di lettura

Un ufficio dedicato all’inserimento professionale in Italia dei profughi ucraini, soprattutto per quelli che adesso guardano all’Italia come ad un paese in cui poter ripartire da capo. Lo ha messo in piedi lo studio legale Bonelli Erede, appoggiandosi al lavoro già esistente della onlus Cometa di Como. La joint venture permette un vero e proprio avviamento al lavoro - soprattuto in quei settori in cui c’è più necessità, dalla ristorazione alla sanità . L’iniziativa è finanziata dal Comune di Milano e dalla Regione Lombardia ed ha come partner Ita 2030.

La onlus Cometa ha già una lunga esperienza nel sostegno di persone uscite dalle comunità di recupero. Lo scoppio della guerra tra Russia e Ucraina ha aperto la riflessione su come introdurre nel mondo del lavoro le persone che sono qui da mesi, e che potrebbero rimanere a lungo in Italia. Molto è stato fatto dal volontariato e dalle associazioni per l’immediata accoglienza, ora è necessario l’inserimento in modo più stabile, con vere e proprie opportunità di emancipazione.

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L’ufficio organizzato dagli avvocati di Bonelli Erede si trova in Via Marostica 3, a Milano. Qui si può trovare anche un mediatore culturale e uno psicologo (aperto dal lunedì al venerdì dalle 09:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 18:00). Al momento è un’esperienza unica in Lombardia, mentre già esiste a Roma con la onlus Elis. A Milano si tenta così di replicare l’esperimento.

I cittadini ucraini vengono profilati per capire le loro attitutidini, anche attraverso test psico-attitudinali, e messi in contatto con le imprese, di cui vengono ascoltate le esigenze. A inizio mese erano già state selezionate le prime cento persone, e inseriti i primi lavoratori.

«BonelliErede vuole essere ponte e punto di scambio di risorse e competenze fra il mondo del profit e il mondo del non-profit. Il centro di aiuto ha già incontrato e profilato oltre un centinaio di profughi, in molti casi con ottime competenze, specie digitali, e molti di più prevede di incontrarne. Non si tratta semplicemente di trovare un impiego per i profughi ucraini in un momento di bisogno, ma piuttosto di mappare conoscenze, abilità e attitudini che possano tendere una mano a chi fugge da contesti drammatici, e al contempo rappresentare una opportunità per quelle aziende che hanno deciso, e decideranno, di aderire al progetto - dice Marcello Giustiniani, leader del Corporate Social Responsability per Bonelli Erede - Partendo da una profilazione attitudinale, sia sulle competenze attuali che su quelle prospettiche, oggi l’incrocio tra domanda e offerta riguarda soprattutto professionalità nell'ambito della ristorazione e della sanità, fino allo sviluppo di profili digitali. In quest’ottica, il centro di aiuto è un progetto di formazione e inserimento che, tramite il prezioso supporto di partner e istituzioni, mira a costruire una valida opportunità per i profughi che cercano nuova serenità economica e sociale».

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