cinema

«Un valzer tra gli scaffali», storia d’amore anticonvenzionale

di Andrea Chimento

default onloading pic

2' di lettura

Durante la settimana di San Valentino, si sa, le sale propongono molti film d'amore, spesso piuttosto convenzionali. Una valida alternativa per chi è in cerca di una pellicola romantica, ma anche originale, è «Un valzer tra gli scaffali», tra le più interessanti novità del weekend al cinema.
Presentato in concorso al Festival di Berlino 2018, questo film tedesco è diretto da Thomas Stuber e ha come protagonista Franz Rogowksi, attore che abbiamo visto qualche mese fa nell'ottimo «La donna dello scrittore» di Christian Petzold.
Rogowski veste qui i panni di Christian, un ragazzo che inizia a lavorare come addetto al muletto in un supermercato. Qui conoscerà nuove persone, si farà aiutare dal caporeparto per integrarsi al meglio e finirà per innamorarsi di Marion, una sua collega.

«Un valzer tra gli scaffali»

Aperto da un curioso incipit in cui si mostrano i corridoi deserti del supermercato, «Un valzer tra gli scaffali» è un lungometraggio curioso e originale, capace di dare vita a un personaggio interessante che farà diventare il suo nuovo lavoro una sorta di microcosmo della sua intera esistenza.
In diversi momenti il film emoziona e diverte, anche se alla lunga si sente il peso di una durata eccessiva e di alcuni passaggi ridondanti.
Una maggior cura nel copione non avrebbe guastato, anche a causa di qualche calo di ritmo, ma resta ugualmente un film da vedere, capace di far sorridere con garbo e delicatezza, senza mai scadere nella facile retorica come invece spesso fanno prodotti con soggetti simili.
Oltre a Rogowski, una menzione positiva va all'attrice Sandra Hüller, che si era fatta conoscere con «Requiem» di Hans-Christian Schmidt nel 2006 e aveva trovato ancor più notorietà con «Vi presento Toni Erdmann» di Maren Ade del 2016.

Loading...

Una scena del film «Alita - Angelo della battaglia»

Tra le novità della settimana c'è anche molta attesa per «Alita – Angelo della battaglia» di Robert Rodriguez.
Tratto dall'omonimo manga di Yukito Kishiro, il film è un progetto da diversi anni fortemente voluto da James Cameron (l'autore di «Titanic» e «Avatar»), tanto che il regista canadese figura sia tra i produttori che tra gli sceneggiatori.
Ambientato nel ventiseiesimo secolo, il lungometraggio ruota attorno ad Alita, un cyborg scoperto in un deposito di rottami che non ha alcun ricordo della sua vita precedente. Combattendo, però, riaffioreranno in lei le memorie del passato e proverà anche il sentimento dell'amore.

«Alita - Angelo della battaglia»

Come ampiamente prevedibile, il punto di forza dell'operazione è l'apparato visivo, spettacolare e modernissimo, così come funzionano perfettamente le sequenze più dinamiche e ricche d'azione.
Il film diverte, seppur la trama sappia davvero troppo di già visto e si senta come sia un progetto (almeno narrativamente parlando) di diverso tempo fa: le piste narrative che si aprono sono troppe e rendono confuso il disegno d'insieme, anche se gli effetti speciali riescono in parte nascondere le falle di un copione che funziona a fasi alterne.
Il cast è ricco di nomi importanti, ma in particolare Christoph Waltz e Mahershala Alì sono purtroppo nettamente al di sotto della loro potenzialità.

Riproduzione riservata ©

Brand connect

Loading...

Newsletter

Notizie e approfondimenti sugli avvenimenti politici, economici e finanziari.

Iscriviti