Must have

Un viaggio fra segnatempo iconici, a prezzi molto interessanti

Iniziare a collezionare orologi di lusso impegnando poche migliaia di euro. Basta orientarsi su piccoli marchi emergenti o grandi nomi, aperti ai mercati più giovani.

di Nick Foulkes

A sinistra, Theodor indossa giacca in lana, BERLUTI (2.600 €); camicia in cotone, LOUIS VUITTON (690 €); orologio Archival 1930 Art Deco, con cassa in acciaio, FEARS WATCHES (3.500 £). A destra, Braien indossa una giacca in double di lana, VALENTINO (2.300 €); camiciain cotone, AMI PARIS (250 €); orologio Tank Must, CARTIER (2.730 €). Foto Antoine Harinthe, Styling Even JP Mornay.

5' di lettura

Odio il termine rivoluzionario – troppo spesso un cliché – ma descrive bene una nuova generazione di piccoli marchi orologieri che avvicinano lo stile vintage a un pubblico per cui possedere un classico segnatempo di lusso è tanto realistico e accessibile quanto essere proprietari di un plurilocale nel centro di Londra.

Il bello di questi orologi è che non mettono in soggezione gli acquirenti più giovani. Prendiamo ad esempio Furlan Marri , dal nome del designer svizzero Andrea Furlan e del collezionista mediorientale Hamad Al Marri, marchio che ha chiamato uno dei suoi modelli Tasti Tondi, come il soprannome dell'ambito Patek Philippe Ref 1463. I prezzi sono esageratamente bassi (bastano 433 euro per un cronografo a doppio quadrante), grazie all'utilizzo del movimento al meca-quarzo, un ibrido elettromeccanico introdotto negli anni Ottanta. Eppure i richiami vintage si trovano ovunque, dal perlage all'interno della cassa ai numeri seriali incisi tra le alette. A meno che non si apra la cassa e non si stacchi il cinturino, chi lo indossa non vedrà mai il perlage, ed è proprio questo il punto: il solo fatto di sapere che è presente aggiunge un pizzico di soddisfazione per chi lo possiede.

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La loro estetica sarà pure influenzata dal passato, ma questi microbrand utilizzano gli strumenti del mondo moderno per rafforzare la connessione tra il marchio e chi acquista. Jacques Bianchi , di Marsiglia, realizza orologi subacquei utilizzati anche dalla marina francese negli anni Ottanta: una campagna di Bianchi su Kickstarter ha raccolto una cifra cinque volte superiore all'obiettivo iniziale di 150mila euro, per cui un deposito minimo di 594 euro permetteva di assicurarsi un orologio subacqueo JB 200, molto scontato rispetto al prezzo già allettante di 990 euro. Baltic  è un altro marchio che sta facendo parlare di sé – fra prezzi contenuti, stile e gusto rétro – soprattutto da quando è stato invitato a partecipare alla prestigiosa asta di beneficenza Only Watch.

Ma il fascino di questi orologi sta anche nel fatto che non si tratta di prodotti da focus group. Quando chiedo a George Bamford di Bamford London per chi sono pensati i suoi orologi, non va a pescare tra le definizioni demografiche dell'ufficio marketing, risponde semplicemente: «Sono pensati per me. Ho creato un cronografo monopulsante, con cassa in carbonio forgiato, al prezzo di 2.500 sterline perché era un orologio che desideravo e non riuscivo a trovare sul mercato». Qualche anno fa, già solo l'espressione “cronografo monopulsante in carbonio forgiato” avrebbe giustificato il prezzo a cinque cifre di uno dei grandi brand. Bamford ammette tranquillamente di usare i movimenti Sellita largamente diffusi. Il suo è un marchio che si sta affermando, quindi considera la cifra di 2.500 sterline «un prezzo di vendita ragionevole, di cui sono molto contento», spiegando che si tratta del livello superiore di una gamma che parte da 400 sterline.

A sinistra, Aradj indossa un maglione in lana, pelle e cashmere, ERMENEGILDO ZEGNA (3.900 €); orologio Big Crown Pro Pilot Big Date, con cassa in bronzo, ORIS (1.850 €). A destra, Braien indossa una giacca con cappuccio in cotone, LOEWE (1.100 €); maglione in cashmere e seta, ERMENEGILDO ZEGNA(1.400 €); orologio Havana Salmon Ref.1031-A, in acciaio, FURLAN MARRI (433 € +iva). Accanto, Theodor indossa una giaccain lana, DUNHILL (2.000 €) e il segnatempo Black Bay Fifty-Eight, TUDOR (3.500 €). Foto Antoine Harinthe, Styling Even JP Mornay.

 

Questa tendenza si avverte in tutto il settore. TAG Heuer , per esempio, con il suo modello Aquaracer appena rilanciato con un nuovo design e il Carrera a tre lancette indossato da Ryan Gosling, si sta riaffermando in quella che era la sua fascia di prezzo preferita, tra i 2.500 e i 3.500 euro. E non è finita qui: il ceo Frédéric Arnault pensa infatti che ci sia margine d'azione per espandere l'offerta del marchio con modelli sui 1.500 euro: «Si tratta di una fetta importante del brand e degli affari, che probabilmente abbiamo trascurato in passato, ma è proprio grazie a questa che siamo conosciuti ed è lì che i nostri clienti vogliono vederci tornare». Arnault ha notato che la linea di base del marchio, Formula One, ha acquisito popolarità da quando è stata rilanciata con un nuovo design. «Ne abbiamo rinfrescato l'immagine, introducendo anche un quadrante arancione, ed è andata alla grande. L'anno prossimo usciranno dei modelli che penso faranno breccia tra le giovani generazioni».

Cartier , che è in fase di crescita, è riuscito anche a rendere i segnatempo tanto desiderabili quanto abbordabili grazie ai suoi modelli Must rivisitati. Con un richiamo ai pezzi anni Settanta e grazie ai quadranti colorati, questi orologi hanno toccato le corde giuste dei collezionisti, contenti di portare qualcosa di nuovo e allegro al polso, senza doversi preoccupare troppo del prezzo. «Avere un Cartier per meno di 3mila euro è straordinario», afferma entusiasta Mark Toulson, responsabile acquisti di The Watches of Switzerland Group.

Toulson individua come bestseller anche Aquis, l'orologio subacqueo da 300 metri di Oris , con un accattivante quadrante verde, a 3mila euro. «Ha un ottimo rapporto qualità prezzo. Non possiede un movimento di manifattura, ma la riserva di carica del suo Calibre 400 dura cinque giorni». Allo stesso prezzo il marchio ha appena lanciato anche un elegante ProPilot Big Date con cassa in bronzo.

Con una cifra simile si può anche entrare in possesso dei modelli di base della marca che molto probabilmente ha dato il via all'attuale boom di orologi da collezione ad un prezzo accessibile: Tudor . Il brand è chiaramente il fratello di Rolex ed è stato ideato come un'alternativa da “colletto blu” al marchio della corona, perché meno costoso e pubblicizzato fin da subito come orologio ideale per i motociclisti o gli operai addetti all'uso del martello pneumatico. Negli ultimi anni, però, Tudor ha iniziato a produrre modelli funzionali a prezzi accessibili, al tempo stesso ricchi di dettagli e di storia. Non trovo abbastanza aggettivi positivi per descrivere il modello Black Bay Fifty-Eight, con cinturino in maglie d'acciaio e il diametro della cassa da 39 millimetri d'ispirazione vintage (3.500 euro). E non sono l'unico: ho sentito dire in giro che costa troppo poco e ho anche sentito parlare di collezionisti che potrebbero permettersi qualsiasi orologio e scelgono regolarmente d'indossare un Tudor.

Forse, però, il brand che ha fatto più parlare di sé in questo contesto è proprio Rolex , che ha trasformato il suo Oyster Perpetual proponendolo in una variegata gamma di quadranti dai colori vivaci. In un solo colpo la casa della corona è diventata il più grande sovvertitore dell'anno, rivoluzionando completamente la percezione del suo modello più semplice. Con un prezzo di 5.600 euro per quello con diametro di 41 mm, l'orologio meno costoso di Rolex è diventato uno dei più ambiti. Ma c'è un problema: con liste d'attesa sempre più lunghe, anche per i rivenditori, e gli operatori del mercato secondario che chiedono fino a tre volte e mezzo il prezzo di mercato, al momento è difficile trovarne uno. Ma ne verranno prodotti altri.

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