commentola guerra delle commissioni

Caso Copasir, un virus minaccia l’attività del Parlamento

Le Camere hanno gli anticorpi per sventare che siano sfigurate funzioni di garanzia come quella dei presidenti delle Commissioni. Anticorpi che si trovano nelle responsabilità dei rispettivi presidenti

di Montesquieu

Taglio dei parlamentari: tutte le nuove regole

3' di lettura

Il voto che taglia più di trecento parlamentari - e ufficializza, con festa di piazza, la insopportabile sinonimia tra funzioni istituzionali e poltrone degli altri – chiude cinquanta giorni di grandi recite nelle due camere. Il 20 agosto con l’arringa, non priva di sadismo, del capo del governo, a pochi centimetri dal proprio vice vicario, il quale assiste con una curiosa mimica che esalta il vuoto di reazioni. Da allora, si susseguono recite forti, a cui il parlamento, e le sue due camere, ci avevano disabituato. Principalmente, muoiono e nascono due governi, costituzionalmente identici, politicamente innaturali. Non un elettore, non uno, ha messo in conto, votando, una di queste due soluzioni. Gli esclusi dal secondo governo, recuperato un alleato dismesso a livello nazionale, inscenano davanti alla Camera una goffa protesta, senza il pudore di indicarne il vero destinatario, il capo dello Stato. La sua responsabilità, l’aver fatto l’unica scelta della quale non possa essere chiamato a rispondere in alcuna sede. Politica e costituzionale.

Ora, tutto riparte come prima. Vale però la pena di segnalare l’aggirarsi di un virus capace di inquinare ulteriormente le relazioni parlamentari tra maggioranza ed opposizione, già incattivite oltre il lecito. Il cambio repentino di maggioranza ha scatenato in alcuni titolari di incarichi di garanzia di entrambe le Camere, incitati dall’atteggiamento del loro leader disarcionato dalla desideratissima “poltrona” di ministro dell’Interno, l’intenzione esplicita di usare a fini di lotta politica i poteri connessi a quegli stessi incarichi. Incarichi mantenuti in virtù della regola saggia della sottrazione degli stessi alle conseguenze del cambio di maggioranza. Così, si scatena intorno alla presidenza del Comitato parlamentare per la sicurezza della repubblica (Copasir), una competizione cui non sembra essere estranea la gestione della inevitabile convocazione del presidente del consiglio per la opaca vicenda di contatti diretti, disintermediati, tra servizi segreti italiani e governo trumpiano; e, con ogni probabilità, lo scontro presumibile intorno alla convocazione dell’ex ministro Salvini, per la non meno opaca questione dei rapporti di quel partito con la Russia.

Tutto questo sembra accadere ignorando che il presidente del Copasir ha il vincolo di una terzietà granitica, unita a quello del più assoluto riserbo. E i presidenti di Commissione, analogamente, e diversamente da quanto sembra pensarsi dalle parti della nuova opposizione, hanno il compito di garantire maggioranza e opposizione nella tutela dei rispettivi diritti. Con imparzialità, anche se termine e concetto appaiono desueti, arcaici. Nulla di più, ma nulla di meno. A coordinare il tutto, il maestro di procedure parlamentari e vicepresidente del Senato Roberto Calderoli, che preannuncia una sorta di “Vietnam“ dei lavori del Senato.

Che la presidenza di organismi parlamentari potesse essere usata come un manganello contro gli avversari, non è una novità, per i possessori di memoria parlamentare almeno decennale, quindi in grado di ricordare un paio di inchieste parlamentari della legislatura 2001-2006. Telekom Serbia, tanto per ricordare una di queste. O Igor Marini, il nome di uno dei protagonisti di una vicenda parlamentare non esemplare. O altre occasioni consimili, alcune in fieri, come la nuova commissione sulle banche: per la quale, fino a poco fa era in atto la selezione per la ricerca di un piromane che la presiedesse.

Le Camere hanno gli anticorpi per sventare che siano sfigurate funzioni di garanzia come quella dei presidenti delle Commissioni, ed altre. Anticorpi che si trovano nelle responsabilità dei rispettivi presidenti, giuridiche, regolamentari, di indirizzo e di governo delle assemblee e degli altri organi. Anticorpi che dovranno essere messi in atto al primo apparire di condotte eversive dei fondamenti della convivenza parlamentare. E, trattandosi della tutela di prerogative costituzionali, il capo dello Stato non potrà distrarsi in ordine alla difesa dei diritti di tutti. montesquieu.tn@gmail.com

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