NOVAMONT

Una bioeconomia per tutelare i territori

di Alessia Maccaferri


1' di lettura

Mostrare come con i propri prodotti sia possibile migliorare l’ambiente e la società. Da questo intento Novamont ha deciso pochi mesi fa di diventare benefit e ottenere la certificazione BCorp. «Abbiamo trovato con questi strumenti la risposta a una nostra tensione: descrivere quella che è la nostra realtà aziendale e come la nostra attività possa avere un impatto positivo» spiega Giulia Gregori, responsabile Pianificazione Strategica di Novamont. Con più di 600 persone l’azienda di Novara che produce bioplastiche e prodotti biochimici, ha raggiunto l’anno scorso i 270 milioni di fatturato.

Centrale la preservazione del suolo. «I nostri prodotti non solo non sono dannosi per l’ambiente ma anzi aiutano il terreno a essere più fertile. Così si garantisce sui territori un ambiente più sano, un suolo più pulito e salubre, una maggiore sicurezza alimentare. Il tutto si traduce in una migliore qualità della vita» aggiunge Gregori. Ora grazie alla collaborazione con l’Università di Bologna, il Politecnico di Torino e Coldiretti ha dato vita alla Fondazione Re Soil con progetti di divulgazione sulla risorsa suolo (che è non rinnovabile), destinati alle scuole, ai Comuni, agli agricoltori. Inoltre per i propri piani di sviluppo sceglie di recuperare siti produttivi dismessi, evitando il consumo di suolo vergine. Inoltre la società vuole promuovere la bioeconomia, anche con partner pubblici o privati; in particolare, in collaborazione con le università piemontesi, si focalizza su un modello circolare che massimizzi il recupero della materia organica attraverso sistemi sempre più sostenibili per la raccolta ed il trattamento del biowaste per generare compost e materia organica di qualità.

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