la proposta

Una bussola per ricostruire insieme il futuro dell’Italia

L’Italia ha la possibilità di cogliere dall’esperienza della pandemia l’occasione per far fare a tutto il Paese un salto in avanti. Ma serve un piano a 6-12-24 mesi che indichi come vogliamo il prossimo futuro, individui le priorità per ricostruire il tessuto economico e sociale e dimensioni gli investimenti necessari. Con questa visione è nato il comitato Bussola Italia

di Domenico Zaccone*

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(NicoElNino - stock.adobe.com)

L’Italia ha la possibilità di cogliere dall’esperienza della pandemia l’occasione per far fare a tutto il Paese un salto in avanti. Ma serve un piano a 6-12-24 mesi che indichi come vogliamo il prossimo futuro, individui le priorità per ricostruire il tessuto economico e sociale e dimensioni gli investimenti necessari. Con questa visione è nato il comitato Bussola Italia


3' di lettura

Passata l’emergenza sanitaria, si assiste oggi ad un contrasto stridente tra il momento che stiamo vivendo e l’assenza di visione sul nostro prossimo futuro.
Da un lato c’è un generale consenso nel ritenere la pandemia da Covid-19 un evento di portata storica, che inciderà profondamente sul nostro futuro. Lo scorso 15 maggio Banca d’Italia ad esempio, ha stimato un calo del PIL del 9% nel 2020, assumendo che gli effetti della pandemia rimangano nel complesso sotto controllo nei prossimi trimestri.
Dall’altro lato non pare esservi altrettanta consapevolezza della necessità di dotare il Paese di un piano a medio-lungo termine.
Un’altra incoerenza che si rileva è il grande impegno, più che giustificato, nel definire risorse europee adeguate a finanziare la ripresa post Covid, ma nella quasi totale assenza di riflessione su che cosa vogliamo fare con queste risorse, quali obiettivi di fondo ci poniamo e dove vogliamo andare.

Nel dibattito pubblico italiano a volte si ha l’impressione che ci si innamori di un’idea, di un nome, senza chiedersi in quale cornice lo vogliamo inserire e quale obiettivo finale deve aiutare a raggiungere.
Per questo motivo c’è urgente bisogno di passare dalla fase 2 della riapertura alla fase 3 della ricostruzione, con un piano a 6-12-24 mesi che indichi dove vogliamo portare il Paese nel prossimo futuro, individui le priorità per ricostruire il nostro tessuto economico e sociale e dimensioni gli investimenti necessari.

C’è insomma bisogno di una bussola con la quale orientarci, uscendo dalla logica degli interventi emergenziali che, per quanto indispensabili, sono per loro natura di corto respiro.

Proprio da questa necessità nasce Bussola Italia, comitato promosso da Associazione per il Progresso Economico, Civicum e Forum della Meritocrazia, tre realtà da molto tempo rappresentative del mondo delle professioni, del civismo e della business community.
Il primo atto che ha caratterizzato Bussola Italia è stato l’invio di una lettera al Presidente della Repubblica, ai Presidenti dei due rami del Parlamento e del Consiglio dei Ministri, con la quale illustriamo la nostra proposta.
I primi riscontri sono stati di apertura e interesse e il nostro auspicio è di poter organizzare a breve incontri e audizioni di Bussola Italia con i quali approfondire la nostra proposta e soprattutto mettere a disposizione di Parlamento e Governo credibili e riconosciute competenze, non solo tecniche ma anche gestionali, disponibili nel nostro Paese.

Sottolineo l’importanza delle competenze gestionali, perché la nostra è una proposta di metodo oltre che di contenuto. Siamo infatti convinti che sia necessario dotarsi di un metodo e di una governance che supporti Governo e Parlamento nella definizione di questo piano a due anni. Nello specifico, proponiamo che il Parlamento si faccia affiancare da un Consiglio di Indirizzo e il Governo da un Consiglio di Gestione. Entrambi organi di carattere consultivo, nel quale trovino rappresentanza il mondo produttivo, delle parti sociali e anche del terzo settore, risorsa straordinaria del nostro Paese e mai sufficientemente valorizzata.

Altro tassello indispensabile di questo piano è il ritorno alla valorizzazione delle competenze e alla loro selezione meritocratica. Si tratta di un aspetto talmente ovvio che non dovrebbe neppure essere necessario ricordarlo; purtroppo la storia del nostro Paese ed i risultati del Meritometro 2019 confermano che non si tratta di un requisito che possiamo dare per scontato.
Da questo punto di vista è utile sottolineare anche l'importanza della parità di genere, che non deve limitarsi ad essere un auspicio formale. Spesso dimentichiamo infatti che la parità di genere aiuta a premiare le competenze in modo meritocratico, proprio perché le individua e le valorizza indipendentemente dal genere maschile o femminile, senza pregiudizi o riflessi condizionati.
Questo in sintesi è lo spirito civico di Bussola Italia, con il quale porterà avanti le sue proposte, in modo chiaro ma costruttivo e rifuggendo da ogni logica di contrapposizione, facendo in questo senso proprio l’invito del Capo dello Stato nel suo recente intervento per la festa della Repubblica.
Oggi l’Italia ha la possibilità di cogliere da questa tragica esperienza anche l’occasione per far fare a tutto il Paese un salto in avanti. Non sprechiamola.

*Coordinatore di Bussola Italia

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