How to Spend it in edicola

Una copertina speciale firmata dal fotografo-artista Charles Fréger

Fate, muse e spiriti del Natale «catturati» all’interno di un castello abbandonato del XVII secolo dall’obiettivo di un autore che ha esposto nei musei più importanti del mondo

di Nicoletta Polla Mattiot

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Fate, muse e spiriti del Natale «catturati» all’interno di un castello abbandonato del XVII secolo dall’obiettivo di un autore che ha esposto nei musei più importanti del mondo


2' di lettura

Una copertina d’autore, firmata da un artista che ha esposto in musei di tutt’Europa, Asia e Stati Uniti. Charles Fréger usa la fotografia come ricerca poetica e antropologica, interpreta l’abito come segno, con una semantica del non verbale di cui la luce è punteggiatura e sintassi. Per lo speciale numero di dicembre di How to Spend it, che accompagna i lettori e le lettrici del Sole24Ore alle prossime feste, Fréger ha realizzato una serie di fate, muse e spiriti del Natale, all’interno di un castello abbandonato del XVII secolo. Siamo nel nord della Francia, nel Vexin, a Château des Singes e tiare, spille, pendenti, il meglio dell’alta gioielleria Chanel, danzano con sete, balze ricamate, fiocchi di taffetà, gonne di piume e tulle.

Le feste si celebrano a partire dalla tavola, magari abbandonando, per una volta, il classico repertorio di ricette della tradizione e sperimentando l’alta cucina a chilometro zero. Menu a 16 latitudini e low food: è questa la proposta gastronomica di chef ultrastellati, che interpretano il lusso gastronomico anche come ricerca etica. «La sostenibilità, per essere reale, deve incidere sulla vita delle persone», spiega Corrado Assenza, pasticciere-filosofo e grande sperimentatore.

«Mangiare più vegetali e utilizzare in maniera completa un ingrediente è già un modo di consumare meno il Pianeta. Da professionisti smettiamo di inseguire la geometria perfetta nei piatti e affidiamoci piuttosto all’anarchica irregolarità della natura!». Della stessa opinione Norbert Niederkofler, cuoco altoatesino tristellato che punta su stagionalità e prossimità delle materie prime e nessuno spreco. «Non uso mai prodotti di serra: trattiamo più di 450 tipi di erbe e verdure e le mettiamo sottolio, essicchiamo, produciamo succhi, gelatine, polveri, infusi».

A Natale nessuno può rinunciare invece al rito del brindisi. How to Spend it lo propone doppio. Si parte dalla ricerca di un calice speciale, per esempio una coppa Art Nouveau, dalla delicata forma floreale (sono pezzi rari, da collezione, che si acquistano in asta o in gallerie specializzate). Cristalli tanto rari non possono che ospitare uno champagne-capolavoro: l’ultima tendenza per i palati più raffinati sono le bolle di grande longevità, bottiglie di venti, anche trent’anni fa, che escono sul mercato adesso.

«Questi champagne hanno grande complessità, ma mantengono al tempo stesso un’elevata freschezza», spiega Chiara Giovoni, Dame Officier de l’Ordre des Coteaux de Champagne e massima esperta italiana. «Il che avviene perché, paradossalmente dopo tutti questi anni, non hanno ancora iniziato ad invecchiare, processo che si avvia con la tappatura definitiva». Il più grande lusso, si sa, è il tempo.

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