alla scoperta dell'impianto

Una diga all'ombra del Monviso


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2' di lettura

Una diga all'ombra del Monviso. L'impianto idroelettrico di Casteldelfino è situato nel Parco naturale che prende il nome dalla nota cima del Piemonte (da cui nasce il Po) ed utilizza le acque captate dalla diga di Castello, posta a quota 1587 metri sul livello del mare. Quest'ultima è uno
sbarramento di tipo arco-gravità, ha uno sviluppo di 247 metri ed è alto 75 metri. Notevoli anche alcuni dettagli architettonici: i paramenti di monte e di valle sono rivestiti con bolognini in pietra allineati a corsi regolari e all’interno, inoltre, ci sono tre cunicoli di ispezione orizzontali collegati ad un cunicolo periferico disposto lungo le fondazioni. La diga, inoltre, è provvista di quattro scarichi (scarico di superficie, scarico di alleggerimento, scarico di fondo e scarico di esaurimento) e di un’opera di presa posta in sponda destra da cui si intercetta l’acqua per la centrale di Casteldelfno. L’acqua arriva alla centrale tramite una condotta forzata e alimenta le due turbine Francis verticali da 15,5 MW. L'acqua scaricata dalle turbine si immette direttamente nel canale derivatore della centrale di Sampeyre.

L'impianto è posto proprio accanto alla strada che porta al Colle dell'Agnello, una delle salite più famose d'Italia e d'Europa e teatro di grandi imprese al Giro d'Italia. All'estremità di monte si trova il centro comunale di Pontechianale mentre a quella di valle, su un poggio nei pressi della diga, sorge la frazione Castello. La sponda sinistra idrografica è prativa e viene fiancheggiata appunto dalla strada statale mentre sulla riva opposta, ammantata da fitti boschi, transita uno sterrato.

Va ricordato, infine, che la diga venne costruita nel 1942 e per farlo fu necessario sacrificare la frazione Chiesa, che sorgeva dove ora vi è il lago. Tutte le case di questo paesino, insieme alla chiesa parrocchiale (San Pietro in Vincoli) e al cimitero, sono stati ricostruiti in un'altra località nello stesso comune, che ha riassunto il nome di frazione Chiesa. Tuttavia, nei periodi di secca, alcuni resti delle case, sono tuttora visibili sul fondo del bacino.


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