alla scoperta dell'impianto

Una diga all'ombra delle Tre Cime di Lavaredo


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2' di lettura

Quasi all’ombra delle Tre Cime di Lavaredo, in un contesto naturalistico di bellezza quasi impareggiabile, sorge la Diga di Santa Caterina, che genera l’omonimo lago artificiale e alimenta la centrale idroelettrica Enel Green Power di Pelos, nel comune di Vigo di Cadore, che insieme al lago stesso è stato un autentico motore di sviluppo di quest’area, in particolare per il turismo e lo sport d’acqua.
Il Lago di Santa Caterina è posto nel Cadore, al margine del Parco Naturale delle Tre Cime, sulla strada che porta a Misurina e Cortina d’Ampezzo. L’invaso è stato creato nel 1930 con la costruzione della diga che blocca il fiume Ansiei. Proprio dove termina lo sbarramento, che sorge a oltre 800 metri sul livello del mare, si trova una piccola cappella del 1.500 dedicata a Santa Caterina, da cui il nome dell’impianto. Quest’ultimo, nel dettaglio, utilizza le acque del corso superiore del Piave e del suo affluente Ansiei, restituendole in coda al lago di Pieve di Cadore. La centrale è asservita dai due serbatoi di S. Caterina sull’Ansiei e del Comelico sul Piave, tra loro collegati, con un bacino imbrifero complessivo di circa 587 km quadrati e ha una potenza efficiente complessiva di 32 MW. L’impianto, ricostruito nel 1976 e automatizzato nel 1979, è telecomandato.
La Diga di Santa Caterina, invece, ha un’altezza di 58,50 metri, sviluppo al coronamento di 185 metri e volume 92.500 metri cubi. Lo sbarramento si può percorrere a piedi, consentendo ai turisti di effettuare una bellissima passeggiata attorno ad uno dei più bei laghi alpini del Cadore: si tratta in effetti di una struttura molto ben tenuta in cui spiccano i due leoni di San Marco, scolpiti in pietra bianca, che si trovano all’ingresso del coronamento.

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