Pietre preziose

Una distesa di smeraldi: viaggio nelle pieghe simboliche del colore della ripartenza, il verde

Ha tanti significati, ma oggi è più che mai prezioso per il suo contenuto di possibilità. Che parla di libertà e di speranza.

di Marianna Rizzini

Sulla modella, abito con maniche a farfalla in viscosa con cristalli all over, BOTTEGA VENETA. Collana Twist, in oro giallo, con uno smeraldo a goccia (20,33 ct), smeraldi, diamanti e pavé di diamanti. Orecchini in platino con smeraldi (14,56 e 17,20 ct) e diamanti. Entrambi Barocko Alta Gioielleria, BVLGARI.

3' di lettura

Verde come i prati, verde come lo smeraldo, verde come la speranza, ma anche verde come il veleno e le streghe delle favole. E ora, infine, verde come l'albero di un Natale strano e desideratissimo: mai come quest'anno, infatti, dopo mesi di ansia e paura legate alla pandemia, si associa al verde il significato simbolico di colore della possibile ripartenza, come se nei suoi abissi e nelle sue sfumature si nascondesse l'energia vitale che vuole tornare a scorrere. Il verde ha anche una storia, storia incredibile che affonda in tempi lontani e arriva fino a oggi. È un mistero di equilibrio tra due opposti, dice il professor Manlio Brusatin, che sul tema ha scritto un libro (Verde. Storie di un colore, edito da Marsilio): «Il verde è il colore più diffuso in natura, nonostante sia la mescolanza di due colori che stanno uno per la luce, il giallo, e l'altro per l'ombra, il blu». Ma il verde è anche il colore «del via libera», spiega Brusatin, «verde del semaforo, oggi, e ieri verde delle bandiere o delle luci che in mare davano il permesso di passare».

“Grande verde” era il Mediterraneo per gli Egizi, che chiamavano così anche il dio Osiride. La geografia cambia le gradazioni del verde e viceversa: «Il verde indiano vira verso il giallo e l'oro, mentre il verde dei celti e dei nordici ha un aspetto vitreo, freddo come il ghiaccio». Se quando pensiamo al verde ci viene in mente il mare vicino alla riva, dove la sabbia è più chiara, è anche perché, dice Brusatin, «il verde ha una natura liquida, sia in uno stagno immobile sia nello smeraldo, pietra dalla liquidità solidificata». Non solo: al verde sono state associate anche proprietà taumaturgiche: «Guardare praterie e orizzonti verdi guariva la vista». L'idea stessa del libro, racconta il professore, «è nata da una riflessione sul fatto che, nell'alchimia, il verde rappresentava la medietà tra oro e zolfo, gli elementi che servivano a produrre la pietra filosofale. E allora ho seguito questo filo, il suo essere in mezzo, per arrivare fino a oggi, passando per il grigioverde del Novecento, secolo breve diviso tra guerra e pace».

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Che il colore dello smeraldo sia associato alla speranza, lo si può osservare nell'iconografia sacra medioevale, dove «la Speranza appare vestita di verde, in mezzo alla Fede, in bianco, e alla Carità, in rosso», mentre per l'astrologia verde è il pianeta Venere. Ma, dice Brusatin, «pur essendo il colore di Venere, il verde negli abiti può piacere o non piacere. Rossella O'Hara, in Via col Vento, usa un tendaggio per farsi un abito verde smorto, ma c'è un'ambivalenza nel green dress che contiene due tipi di seduzione, una spirituale, l'altra quasi immorale». Verde è infatti il serpente tentatore: «Pensiamo all'infatuazione ottocentesca degli artisti per l'assenzio, anche detto Fata verde, la droga che dava l'illusione di uno stordimento creativo», continua. Doppia faccia del verde anche dal punto di vista economico: nel mondo anglosassone è associato alla ricchezza (il dollaro è detto “verdone”), mentre in Italia si dice “essere al verde” quando si è a corto di denaro. Perché? «Ancora in pieno Seicento è documentato che i fabbricanti di candele dipingessero di verde l'ultima parte della candela: l'essere al verde, dunque, rappresenta il fondo da cui, ironicamente, si ha la capacità di risollevarsi».

Ed ecco che il verde ritrova la sua positività, elemento di rigenerazione in natura: dal nero delle ceneri all'erba di smeraldo. Verde, dice Brusatin, «è la giovinezza, così come verde era la fascia che i Cavalieri mettevano al braccio, simbolo di superiorità morale». Soltanto verde può essere l'Eden, terra promessa, terra perduta. Se il rosso è associato al potere temporale, il verde rappresenta quello pastorale: «Il Papa veste di verde quando è vescovo di Roma». E oggi? «Dalle pestilenze si rinasce, anche in quel caso dalla cenere nera verso il verde della vita». Una vittoria sugli altri colori? Brusatin cita, non a caso, Charles Baudelaire: anche “il rosso canta la gloria del verde”.

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