Infrastrutture

Una dote di 550 milioni per avviare il rilancio dei porti della Sardegna

Piano dell’Authority per gli otto scali dell’isola che ogni anno movimentano 48 milioni di tonnellate di merci e cinque milioni di passeggeri

di Davide Madeddu

Una veduta del porto di Cagliari

4' di lettura

La ripresa economica passa dal porto. O meglio dai porti della Sardegna dove sono previsti investimenti per 550 milioni di euro. Risorse che serviranno per portare avanti interventi infrastrutturali in aree in cui ogni anno transitano, come vedremo più avanti, milioni di passeggeri e merci.

Il punto di partenza di quello che è stato definito il ritorno alla normalità è l'approvazione del bilancio dal comitato di gestione dell’Adsp del mare di Sardegna sotto la cui competenza ricadono i porti (con differenti vocazioni e posizioni) di Cagliari, Olbia, Porto Torres, Golfo Aranci, Oristano, Portovesme, Santa Teresa Gallura e Arbatax.

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Il traffico

Un sistema che si giova di un’estensione globale pari a circa 30 chilometri di banchinamenti, e spazi a terra per oltre un milione e mezzo di metri quadrati, in cui, «nonostante le contingenti limitazioni alla mobilità», si registrano elevati livelli di traffico, «posizionandosi al vertice delle portualità italiane nel settore delle merci», con una media di 48 milioni di tonnellate l’anno, e al primo posto assoluto per numero di passeggeri oltre le 20 miglia nautiche, pari a quasi 5 milioni di unità l’anno.

La pianificazione

«Con la pianificazione delle risorse del Bilancio 2022 e di quello pluriennale 2022-2024 – dice Massimo Deiana, presidente dell’AdSP del Mare di Sardegna – l’ente entra pienamente in gioco come volano della ripresa economica e del rilancio del territorio di riferimento. Grazie a una pianificazione efficace e ad un lavoro certosino che ha impegnato tutta la struttura, possiamo programmare una imponente mole di investimenti infrastrutturali che ammontano complessivamente a più di mezzo miliardo di euro, possibili grazie al totale utilizzo delle risorse dell’ente (356 milioni) e all’ottenimento di una quota importante dei fondi del Piano nazionale di ripresa e resilienza e di quelli stanziati per la transizione energetica verso i Green Ports (oltre 195 milioni). Ciò consentirà di entrare finalmente nel vivo della non più prorogabile rivoluzione verde». Risorse che complessivamente supereranno il mezzo miliardo di euro.

Il presidente dell'Autorità di sistema portuale Mare di Sardegna Massimo Deiana

Gli interventi

Tra gli interventi la realizzazione del Terminal Ro-Ro al Porto Canale (che vale 100 milioni). E poi, oltre al completamento delle opere nello scalo del capoluogo, altri interventi con cui si prevede l’escavo dei fondali del canale di accesso e degli specchi acquei del golfo di Olbia e il completamento del porto industriale di Cocciani (Olbia) e inoltre i dragaggi del porto commerciale di Porto Torres. Interventi anche nello scalo di Arbatax, acquisito recentemente dall’Adsp. In questo caso, con una spesa di 20 milioni, sarà sistemata e potenziata la banchina traghetti, poi completato il sistema di illuminazione e sistemata la stazione marittima.

Parità di genere

Tra le iniziative previste dall’Autorità di sistema anche l’adesione al al Patto per la parità di genere, accordo a conclusione del progetto Women in Transport - the challenge for Italian Ports promosso da Assoporti, con l’obiettivo di migliorare le condizioni di lavoro femminile in ambito portuale, «valorizzare le attività svolte dalla componente rosa che nell’Autorità di sistema portuale sarda, è pari al 43% del personale dipendente e di definire politiche aziendali che coinvolgano tutti i livelli ».

La crocieristica

Particolare rilievo, nella complessa organizzazione, continua a rivestire il mercato delle crociere che dal 2017, nonostante la battuta d’arresto generata dalla pandemia, registra circa un milione e 600 mila crocieristi, confermandosi, ancora una volta, tra le mete più ambite del Mediterraneo. Recentemente è stato approvato anche il nuovo regolamento che istituisce lo sportello unico amministrativo. Ossia, come chiariscono all’Adsp, un ufficio dedicato «per un approccio digitalizzato dei procedimenti ad istanza di parte, quali, ad esempio, il rilascio di concessioni o autorizzazioni demaniali e l’iscrizione nel registro delle imprese che svolgono attività industriali, artigianali, commerciali in ambito portuale e sul demanio marittimo di competenza dell'Adsp». Uno strumento che «standardizzerà ulteriormente le procedure, riducendo ancora di più le distanze tra porti e rafforzando il dialogo con tutto il cluster portuale».

Rimarcando l’importanza dell’ingresso del porto di Arbatax nel sistema regionale, il segretario della Filt Trasporti Sardegna Arnaldo Boeddu, guarda al futuro: «Adesso è arrivato il momento per accelerare quel processo di modernizzazione della infrastruttura portuale ad iniziare dalla fruibilità di tutte le stazioni marittime – commenta –. Attualmente, l’unica vera e funzionale stazione è quella di Olbia. Tutte le altre non sono mai state completamente aperte e rese fruibili ai passeggeri, oppure non sono collegate con la ferrovia». Poi un passaggio su alcune banchine «su cui si deve intervenire e procedere alla completa ristrutturazione». Per l’esponente dell’organizzazione sindacale «se si dovesse pensare anche a degli investimenti sul rimessaggio e sulla manutenzione di cui hanno bisogno le navi da diporto, non solo si farebbe nuova e buona occupazione ma, tutta l’isola beneficerebbe di un settore che da tutti viene considerato come un moltiplicatore di economia». Poi dal sindacalista un appello affinché ci sia una soluzione al problema delle frequenze nei collegamenti su Arbatax. «Sarebbe necessario avere per almeno tre volte la settimana nel periodo invernale e giornalmente nel periodo estivo una nave diretta Arbatax Civitavecchia».

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