Intervista a Siro Badon

«Una fiera sopra le attese che ha ridato fiducia a imprenditori e buyer»

Presidente di Assocalzaturifici e di Micam

di Giulia Crivelli

2' di lettura

Dopo quasi due anni di pandemia e di emergenza sanitaria e poi economica e sociale, la cautela sarebbe d’obbligo. O magari la scaramanzia. Ma forse perché Siro Badon è veneto e ha sperimentato, da imprenditore del settore, gli effetti negativi del Covid, la cautela, per una volta, lascia spazio all’entusiasmo e a un ottimismo confortato dai numeri. Da presidente di Assocalzaturifici e di Micam, considera l’edizione 92 della fiera che si è tenuta dal 19 al 21 settembre a Milano un autentico punto di svolta.

Settembre è stato il mese del ritorno in presenza di molte manifestazioni, quali erano le aspettative per il Micam?

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Per noi, come per molte altre associazioni aderenti a Confindustria Moda e per tanti operatori fieristici, è stata una scommessa. Quando abbiamo definito date, dettagli, suddivisione e composizione dei padiglioni, non era ancora stato dato il via libera alla ripresa delle fiere, né sapevamo che avremmo potuto contare sullo strumento del green pass. Mi verrebbe da dire che la fortuna aiuta gli audaci, ma farei un torto a tutti gli imprenditori che hanno rischiato e non si sono lasciati abbattere dalla pandemia. La fortuna, in realtà, c’entra poco.

Quanto è stato importante fare un progetto comune con altre fiere, come Mipel, theOne e Lineapelle?

Se c’è una lezione che dobbiamo trarre dal Covid, come imprenditori, prima di tutto, è che dai periodi di crisi si esce solo se davvero si superano rivalità e incomprensioni e si uniscono forze e competenze. Non che prima questo assioma non fosse vero, ma per molti, troppi, anni, abbiamo detto che fare sistema era bello, senza però farlo. Già in primavera lanciammo con le altre fiere il progetto, con tanto di hashtag, visto che siamo nell’era digitale, #restarttogether. È proprio quello che è successo: Micam ha chiuso sopra le attese, ma lo stesso è successo a Mipel (pelletteria), theOneMilano (abbigliamento) e Lineapelle.

Quanto è importante invece svolgersi in contemporanea alla settimana della moda?

È una vicinanza, fisica e di intenti, strategica. Non necessariamente i buyer e gli operatori che vanno a sfilate e presentazioni sono gli stessi che vengono in fiera, ma esistono molte sinergie. Non solo: tutti, in città e nel quartiere di Rho, abbiamo contribuito a creare e far circolare energia positiva, voglia di ricominciare facendo ancora meglio di prima del Covid.

In altre parole è tornato l’ingrediente più prezioso e ineffabile, la fiducia.

Esatto. Ed è anche grazie ai segnali che vengono dal Governo e in particolare dal premier Mario Draghi. Micam è una fiera internazionale, il nostro settore è trainato dall’export, come le altre componenti della filiera: avere un’immagine forte, di serietà, di coerenza è importantissimo per dare ancora maggiore credibilità all’Italia e quindi al sistema tessile-moda-accessorio.


I dati del 92° MICAM
652 Espositori Sul totale, 390 gli italiani e 262 quelli dall'estero
200 Metri quadri “speciali”
Tra le novità, lo spazio Italian Artisan Heroes, dedicato
al fatto a mano 120Buyer internazionaliPortati a Milano grazie
alla collaborazione tra Micam e Agenzia Ice

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