VIAGGI D'ARTE

Una finestra sulla creatività londinese: la Cranford Collection

Collezionare è un lavoro che, come spiega Muriel Salem, si compone di acquisizioni dove ragione e passione vanno dosate in egual misura.

di Patrizia Sandretto Re Rebaudengo

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Da sinistra, “Navy Stud”(2017), RachelHarrison. Alla parete “Measure forMeasure 6” (2016), Bridget Riley. Sul tavolo, “Untitled(octopus)” (2014), Peter Wächtler.

3' di lettura

Libanese di Beirut, Muriel Salem vive a Londra dal 1975. Appena arrivata, ha scelto di perfezionare il suo inglese frequentando un corso di storia dell'arte. «Scoprire la vita culturale a Londra, la mia città di adozione, è stata un'esperienza travolgente». Capisco bene il suo entusiasmo perché anche la mia passione per l'arte contemporanea è scoccata a Londra. La nascita della Cranford Collection, che ha costituito insieme al marito Freddy Salem, nel 1999, ha avuto una grande importanza nella sua biografia. Quell'inizio, mi spiega, «significava che avevo messo radici in Inghilterra».

Ritratto di Muriel e Freddy Salem di fronte a “Untitled” (2009), Christopher Wool.

QUAL È STATA LA PRIMA ACQUISIZIONE? E L'ULTIMA?

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La prima, nel 2000, è stata un cabinet dei designer Charles e Ray Eames, rivisitato dall'artista Martin Boyce. L'ultima, nel giugno scorso, è un bel ritratto di Lubaina Himid.

QUANDO E COME È INIZIATA LA COLLEZIONE?

Abbiamo incominciato alle soglie del 2000, quando l'arte contemporanea era molto presente e viva a Londra. Il collezionismo ci è sembrato uno strumento per partecipare a questa scena artistica così vibrante, per conoscerla e sostenerla.

COME SI COSTRUISCE UNA COLLEZIONE? QUALI SONO I TUOI CONSIGLI?

Guardare molta arte, di ogni epoca e da tutto il mondo. Confrontarsi con persone che stimi. Acquistare solo ciò che ti piace, a livello personale, seguendo anche il proprio istinto. Il collezionismo comporta una grande responsabilità nei confronti dell'opera d'arte: prendersene cura è un lavoro, più di quanto si pensi.

Da sinistra, alle pareti ,“GezeichneteHunde (DrawnDogs)” (2005), Albert Oehlen. “Kunstgift”(anni Ottanta), Maria Lassnig. “Untitled (flesh)” (1977-1979), HannahWilke. “Untitled”(2015), Laura Owens. “Untitled” (2005) e “Untitled” (2007), entrambi di FranzWest.

TRE ARTISTI EMERGENTI DA TENERE D'OCCHIO E TRE DIMENTICATI DA RISCOPRIRE.

Recentemente, seguo Jadé Fadojutimi, Thao Nguyen Phan, protagonista di una bella personale alla Chisenhale Gallery, e Walter Price che, nel 2019, è stato in residenza di studio da noi alla Cranford Collection e poi al Camden Art Center. Credo che molte artiste come Lubaina Himid, Carol Rama e Carla Accardi meritino un riconoscimento maggiore di quello che hanno ricevuto finora.

QUALI SONO I CRITERI PER VALUTARE UN'OPERA D'ARTE? COME POSSIAMO CAPIRE SE IL PREZZO RICHIESTO È GIUSTO?

Un'acquisizione è sempre un mix di ragione e passione. Per prima cosa, dobbiamo entrare in contatto con l'opera, studiarne la provenienza, conoscere l'artista e il contesto. Poi dobbiamo domandarci se siamo pronti a impegnarci in un legame a lungo termine, altrimenti non c'è un prezzo giusto.

Sul tavolo, “Shaman III” (2013), LyndaBenglis.

COME MOSTRATE DI SOLITO LA VOSTRA COLLEZIONE AL PUBBLICO? AVETE PRESTATO ALCUNE OPERE AL MO.CO DI MONTPELLIER, PUOI RACCONTARCI QUALCOSA DELLA MOSTRA?

Dal 2005 mostriamo le opere della collezione in un appartamento di Gloucester Gate, l'edificio ottocentesco progettato da John Nash in Regent's Park. La mostra 00s. Cranford Collection: the 2000s ha aperto lo scorso ottobre al MO.CO, il museo di Montpellier che è anche un centro e una scuola d'arte. I curatori, Nicolas Bourriaud e Vincent Honoré, hanno scelto di esplorare il primo decennio del XXI secolo, mettendo in parallelo le opere della collezione con eventi mondiali e culturali. Il loro invito ci ha onorati e siamo entusiasti delle nuove prospettive che hanno aperto su lavori che conosciamo così bene.

COME SCEGLIETE LE VOSTRE OPERE? SEGUITE I CONSIGLI DI UN ART ADVISOR O DI UN CURATORE?

Abbiamo cominciato con Andrew Renton, in team, condividendo la linea della collezione, esposta allora nella nostra casa. Dal 2011, la nostra curatrice è Anne Pontégnie: insieme ci siamo evoluti, razionalizzando le nostre acquisizioni, la gestione e la sostenibilità della collezione. Da qualche tempo, seguiamo le ricerche di artiste che ci paiono ancora sottovalutate, come Lynda Benglis, Marisa Merz e Alice Neel.

“Black Spanish Family”(1950), Alice Neel.

MURIEL, COME PENSI CHE L'EMERGENZA COVID-19 CAMBIERÀ IL MONDO DELL'ARTE?

Mi sembra di avere più domande che risposte. All'inizio abbiamo trovato un po' di conforto nella disponibilità di tempo per pensare e studiare, ma l'arte deve essere vissuta di persona. Ci mancano le conversazioni, le sorprese e gli incontri. Spero che questa crisi sappia generare più solidarietà.

QUALCHE CONSIGLIO PER UNA VACANZA A LONDRA.

Oltre ai musei più conosciuti, consiglio le visite alla Chisenhale Gallery, al Camden Art Centre e alla South London Gallery. La mostra di Artemisia Gentileschi alla National Gallery è un'esperienza irripetibile: è nuovamente aperta fino al 24 gennaio. Per gli acquisti, mi piace andare al New Covent Garden Flower Market, a Battersea, poi tra gli antiquari e gli showroom di Pimlico dove, da poco, mi sono innamorata dei tessuti di Rose Uniacke. Di solito mi muovo tra Marylebone e Mayfair: Shreeji Newsagents, su Chiltern Street, è ottimo per le riviste indipendenti e pezzi di design, scelti da Gabriel Chipperfield e Laura de Gunzburg, e il mio amico Rabih Kayrouz ha aperto una bellissima boutique in Mount Street. Sebbene la mia famiglia ami cucinare in casa, il River Cafe rimane una certezza, Scott's è uno dei miei preferiti e, naturalmente, il tè pomeridiano al Claridge's!

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